Claudio D’Aguanno

Claudio D’Aguanno

Claudio D’Aguanno è nato a Roma nel gennaio del 1953, a metà strada tra il Tevere e la Garbatella dove abita da 40 e passa primavere. Come giornalista vanta precedenti su testate come «Paese Sera», «il Manifesto», «l’Unità», «Accattone», dove si è occupato di boxe, calcio di periferia e ciclismo dei tempi andati.

Per DeriveApprodi è co-autore di Daddo e Paolo e Le polaroid di Moro, oltre ad aver collaborato al libro Settantasette. La rivoluzione che viene.

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L’inizio della grande rivolta. Roma, piazza Indipendenza, 2 febbraio 1977

Nello scatto di Tano D''Amico: un gesto di straordinaria generosità, la medesima che ha attraversato e alimentato i sentimenti e i comportamenti di tutti coloro che hanno preso parte al movimento degli anni Settanta.

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Le polaroid di Moro

Ci sono immagini che persistono a lungo nella memoria individuale e collettiva. Immagini che segnano un’epoca, trascendendo le intenzioni e le finalità dei loro autori per vivere un’esistenza altra, legata al loro uso e riuso mediatico. Così è accaduto alle due polaroid di Aldo Moro scattate durante il suo sequestro.

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La rivoluzione che viene

In Italia il movimento politico, sociale, culturale, esistenziale del 1977 è stato artefice, non di una rivolta effimera ed estremistica, ma di una rivoluzione che ha annunciato la fine del Novecento e, insieme, il presente che stiamo vivendo. Quel movimento, infatti, in un brevissimo arco di tempo ha consumato definitivamente tutto il repertorio dell’immaginario storico della sinistra a fronte di una trasformazione epocale, produttiva e politica, delle società occidentali.

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Partita a pugni

Indagine per parole, immagini e smash nel pugilato italiano

Lontano delle luci della ribalta, il pugilato è spesso sport sommerso. Sport popolare per eccellenza, scarso di mezzi e finanziamenti, ad animarlo sono personaggi particolari, tenaci o disincantati, tosti ma mai disperati: vecchi maestri e allenatori ruzzicosi, incalliti aficionados, mancate soubrettes, arbitri impostati e gente di periferia, acerbi o improbabili campioni. E basta varcare la soglia di una palestra di pugilato, per immergersi negli umori di uno sport come questo, olimpico per elezione, che da tempo ha però scazzottato ogni ispirazione decoubertiana. Nessuno sale sul ring "per partecipare"...