Comunicato del Laboratorio Occupato Autogestito Acrobax

Rispondiamo all’appello. Ciao Antò

#maceroNO

La libreria e centro di documentazione «Antò», che si trova nello Spazio Tunnel presso il laboratorio Acrobax, è stato il primo spazio ad aver
sperimentato il “salvataggio” del macero. Il 31 dicembre 2013, insieme alle case editrici DeriveApprodi, Manifesto Libri, Meltemi e :duepunti Edizioni, abbiamo organizzato il Capodanno di libri, il costo era di tre euro l’uno ed  è stato l’occasione di riunire numerosissime persone e di vendere centinaia di testi di qualità che sarebbero altrimenti andati distrutti. Con questa giornata è nato il «progetto Antò», nell’intenzione un centro di documentazione, ricerca e auto-formazione interculturale e in movimento, concretamente uno spazio-tempo dove praticare forme di artigianato critico. L’idea su cui ci piacerebbe lavorare è che questo centro sia nodo di una rete che si sviluppi a partire da «la Casa de salud» che alcuni compagni e compagne stanno sognando e costruendo a San Cristobal de las Casas (Chiapas, Messico) e con altri possibili nodi/centri resistenti, nazionali e internazionali. Una libreria (punto vendita), centro di documentazione ed emeroteca.

1493216_702503266435595_1268437042_nTutto questo è ancora da costruire, passo passo, attraverso un percorso comune di artigianato critico e della memoria. La divisione tra teoria e prassi è una menzogna e un’illusione, ogni pratica è colma di pensiero e ogni pensiero è pregno di pratiche e l’arte artigiana crediamo che esibisca bene questa idea. Un presidio del sapere, quindi, che vede nella pratica assembleare e nella messa in discussione collettiva (lontana da ideologie, settarismi e accademismi) la possibilità, oggi, di aprire a nuovi percorsi di liberazione. A metà febbraio, in occasione della giornata di inaugurazione di «Antò», riproporremo il “salvataggio del macero” e presenteremo la prima iniziativa dello spazio organizzata in collaborazione con DeriveApprodi, La talpa- Manifesto libri e le tante case editrici indipendenti che auspichiamo rispondano all’appello.

Il percorso comincerà nel mese di marzo: un ciclo di dieci incontri, di due ore l’uno, sull’editoria indipendente e militante, sull’esperienza dell’apertura di una libreria e, più in generale, sul mercato editoriale italiano, le sue trasformazioni storiche e la sua crisi.  Speriamo che a partire da questo appello e dalle relazioni già esistenti tra singoli e realtà, possa innescarsi un processo di condivisione di pratiche e di incontri inediti. Infine ricordiamo che oggi è l’anniversario di quella maledetta mattina in cui Antonio è morto il 17 Gennaio del 2006. Antonio Salerno Piccinino stava lavorando e faceva una consegna straordinaria, un favore personale ad uno dei suoi dirigenti, un viaggio fino ad Ostia improvvisato probabilmente per la voglia di dimostrare affidabilità.

Antonio è morto perché andava troppo veloce a causa dei ritmi inarrestabili e delle  pressioni emotive costanti che ci vogliono disponibili, sorridenti
e veloci, sempre. Antonio era un pony exspress, il contratto di lavoro era scaduto a fine dicembre e formalmente, quando è morto sulla Cristoforo Colombo non gli era ancora stato rinnovato. Antonio era in nero. Il suo lavoro di merda era quello di  corriere addetto ai ritiri presso gli ambulatori veterinari, percorreva sulle strade di Roma 130Km al giorno. 14 ritiri al giorno, 3 euro per ogni ritiro in città, 5 euro per ogni ritiro oltre il Grande Raccordo Anulare e 6 euro per ogni ritiro nella zona mare comprendente Ostia, Torvaianica e Fiumicino. È indispensabile andare veloce perché l’equazione è semplice: aumentare il numero di ritiri per aumentare la propria busta paga. Ma Antonio non era affatto il suo lavoro, anzi. Era un ragazzo pieno di vita e di sogni, attivista contro la precarietà che ha sempre combattuto.  La libreria e centro di documentazione «Antò» sono dedicati a lui. Con L’amore degli insorti, ciao Antò!