Il nostro candidato al Parlamento Europeo

Metti un Bifo nel motore!

foto bifo (1)Continuiamo la nostra campagna in sostegno della candidatura di Franco Berardi “Bifo” alle elezioni europee del prossimo maggio 2014, per la lista Alexis Tsipras Presidente. Dopo il primo articolo che ha riscosso un grandissimo successo di pubblico in rete pubblichiamo questo nuovo intervento di Bifo corredato da una mini-intervista.

Una lista alle elezioni europee Per riattivare l’energia solidale

I movimenti che si sono espressi in modo scoordinato tra il 2010 e il 2011 non hanno arrestato l’offensiva finanziaria perché la democrazia e la protesta non hanno alcuna efficacia nell’Europa del dogma monetarista. La democrazia è cancellata da organismi di decisione su cui le istituzioni parlamentari non hanno alcuna influenza, come mostrarono in maniera definitiva le dimissioni imposte a Papandreou che aveva osato chiamare il popolo greco a decidere con un referendum su misure decisive per il suo futuro. Il piano dell’astrazione finanziaria è inattingibile da parte delle forme di azione tradizionali dei movimenti. Lo sciopero come la dimostrazione e perfino l’azione popolare armata non possono incidere su dinamiche totalmente disincarnate come quelle della finanza. 

La sola strada per la sopravvivenza sociale è quella di una sottrazione attiva, che deve organizzarsi a livello economico con l’insolvenza di massa, a livello monetario con la creazione di monete comunitarie come quelle che stanno nascendo e dovranno diffondersi man mano che il disastro economico si approfondisce. E dovranno organizzarsi con la ricostituzione dell’orizzonte culturale, immaginativo, entro il quale si muove la vita sociale.

Ma perché un simile processo si consolidi occorre un grado di solidarietà che la società europea, devastata dalla precarizzazione
del lavoro e dal predominio culturale del principio di competizione, non possiede più. Soltanto a partire da una solidarietà sociale che al momento appare dissolta dalla depressione competitiva, diventa possibile intraprendere un processo duplice: insolvenza attiva, appropriazione, creazione di forme di scambio sottratte al ciclo monetario – e riattivazione dell’energia immaginativa della società.

La presentazione della lista Tsipras può funzionare come l’attivatore dell’energia solidale se sappiamo comprenderne la possibile funzione. La sua funzione non è l’opposizione politica, né aspirazione a ruoli di governo. La sua funzione è quella di disegnare un nuovo orizzonte per il processo europeo. E’ una funzione essenzialmente culturale, essenzialmente immaginativa: come può la società europea sottrarsi al dominio finanziario?

Immaginiamo che un giorno non lontano l’edificio finanziario crolli (fantasia non tanto improbabile). Forse per questo i medici perderebbero la loro capacità di curare, e gli informatici perderebbero la loro capacità di creare software, e i poeti la loro capacità di costruire castelli di parole? Certamente no. La società europea è enormemente ricca, checché ci vengano a dire i lugubri funzionari dell’economia finanziaria. E’ ricca di competenze intellettuali, di capacità tecniche, ma se si vuole evitare l’impoverimento occorre sottrarre la potenza dell’intelletto generale dal dominio formale del capitalismo finanziario.

La candidatura Tsipras è l’occasione per iniziare una campagna – essenzialmente culturale – per l’indipendenza della società dalla forma che la intrappola.

Due Domande a Bifo

DeriveApprodi: Cosa faresti al parlamento europeo, in che direzione impegneresti la tua attività?

Mi impegnerei in una campagna di restituzione del tempo. Vedi, il tempo di lavoro necessario si è ridotto enormemente negli ultimi trenta anni, grazie alle nuove tecnologie. Ma questo non ha assolutamente favorito la società o i lavoratori. La forma produttiva dominante, e gli interessi della classe finanziaria hanno prodotto un effetto paradossale. Proprio quando è divenuto possibile ridurre il tempo di lavoro per tutti a parità di salario,  si è prolungato il tempo di lavoro in tutte le maniere: l’età pensionabile è stata posticipata, i limiti dell’orario di lavoro sono stati cancellati, lo sfruttamento è aumentato, mentre la miseria cresce. L’effetto è un aumento smisurato dei profitti industriali e finanziari, ma per la società l’effetto consiste in un aumento della fatica, della sofferenza fisica e psichica, in una riduzione del tempo disponibile per il riposo e per la cura di sé e degli altri. E per finire, paradossalmente, un aumento della disoccupazione. Ecco quello che occorre proporsi come obiettivo nei prossimi anni: abbassamento dell’età pensionabile a 60 anni, facilitazioni fiscali alle imprese che riducono l’orario di lavoro settimanale a 32 ore.

DeriveApprodi: Ti sembra un programma realistico di questi tempi?

Non lo è affatto, non c’è niente di meno realistico della cosa più ragionevole, perché da trent’anni siamo bombardati da una campagna culturale fondata sulla competizione generalizzata, sulla colpevolizzazione e sul ricatto. Siamo bombardati da una campagna pubblicitaria ininterrotta che ci costringe a credere che dobbiamo vivere sempre di meno per poter avere sempre di più. Penso che il Parlamento europeo, luogo decorativo e destituito di ogni potere, visto che le decisioni in Europa le prende la banca centrale e il Parlamento non ha diritto di interloquire con la macchina finanziaria, debba essere concepito come luogo per una campagna culturale, oltre che come il luogo in cui proporre misure legislative capaci di cambiare la percezione collettiva del possibile. Una campagna per la restituzione del tempo aprirebbe molte questioni. Non solo quella del tempo di lavoro, non solo quella della disoccupazione, ma anche quella del salario di cittadinanza, e anche quella del tempo disponibile per la cura per l’educazione, per il piacere, per la cultura. L’Europa si sta imbarbarendo, l’aggressività cresce, la tristezza dilaga. Una campagna per la restituzione del tempo è prima di tutto un processo di dissipazione della nebbia di tristezza che avvolge il continente.