Due straordinari inediti di Primo Moroni

Nel 1990 avevo avviato, con il mio amico Eugenio Cappuccio e altri, una società di produzione di audiovisivi. Ero perciò alla continua ricerca di idee utili a progettare documentari, corti, film ecc. Primo Moroni, col quale avevo già lavorato a soggetti e sceneggiature, mi propose la produzione di una fiction sul suo amico Walter Tobagi, giornalista del «Corriere della Sera» ucciso dieci anni prima da un una piccola formazione armata, la Brigata 28 marzo, capeggiata da Marco Barbone, divenuto poi «pentito» eccellente e per questo ripagato dalla Giustizia con un lautissimo sconto di pena. Seguirono nottate di discussioni nelle quali Primo si infervorava.
All’epoca dell’omicidio in questione la sua ricca rete di relazioni, dirette e indirette, si ramificava fin dentro gli squisiti salotti dell’illuminata «borghesia rossa» milanese di stretta osservanza berlinguerian-picista che governava pezzi considerevoli dell’informazione e della cultura che contava. Ben conosceva quindi l’odio che costoro avevano per un personaggio come Tobagi, considerato punta di lancia dei socialisti che avevano a mira la conquista di spazi all’interno del principale quotidiano del paese. E ben sapeva che in quei salotti era cresciuto e attingeva saperi, anche riservati, il giovane Barbone (figlio dell’allora dirigente editoriale della casa editrice Sansoni) che il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, dopo averlo conosciuto, e convinto a collaborare, aveva definito con simpatia e stima «piccolo genio». Dati questi presupposti era ovvio che ciò che Primo voleva scrivere aveva a fondamento una determinata e chiara tesi politica. Così, mi consegnò in fretta un soggetto e un trattamento (firmati di suo pugno in ciascuna pagina) che venne inoltrato alla Rai. Non si degnarono neppure di rispondere. Un comportamento che credo Primo desse per scontato, infatti fece un’alzata di spalle. Quel che principalmente gli interessava era l’essere riuscito finalmente a scrivere quel che gli rodeva dentro da dieci anni. Il soggetto e il trattamento finirono dimenticati tra le mie centinaia di carte sparse sballottate tra un trasloco e l’altro. Ma ecco che, quasi trent’anni dopo, come dal profondo dell’inconscio sono risalite lentamente a galla. Gustatevi questi inediti di Primo,
delle vere chicche che vi proponiamo scansionate dall’originale, e avrete modo di capire qualcosa in più non solo della sua acuta intelligenza ma anche del suo stile letterario.

SB

Primo inedito:

Parte 1

Parte 2

Parte 3

Secondo inedito:

Parte 1

Parte 2

Parte 3

Parte 4

Parte 5