Intervista a Nanni Balestrini e Sergio Bianchi su “L’orda d’oro”

Pubblichiamo il nono e ultimo contributo del Dossier dedicato a Primo Moroni.
Con l’occasione vi salutiamo per la chiusura estiva e vi comunichiamo che i nostri uffici rimarranno chiusi dal 31 luglio al 3 settembre.
Importante: tutti gli acquisti che verranno effettuati sul sito saranno evasi al rientro in redazione.

In occasione del progetto di traduzione in lingua francese de L’orda d’oro, nel luglio 2008 gli editori di Entremonde hanno incontrato a Roma Nanni Balestrini e Sergio Bianchi, che in quella occasione sono ritornati sulla composizione del libro e sui suoi presupposti. L’orda d’oro illustra un importante aspetto della recente storia italiana: «1968-1977, la grande ondata rivoluzionaria e creativa, politica ed esistenziale». Se vogliamo, L’orda d’oro è un libro-documento. È anche un libro di storie, una scatola degli attrezzi, un’auto-inchiesta, una raccolta di canzoni, una collezione di volantini, un insieme di storie dai fili intrecciati, un libro partigiano che non dice mai «io» ma mette a confronto con enunciati multipli e insoliti. Soprattutto, oggi è il solo libro che evoca in modo esaustivo il rigoglio teorico, culturale e linguistico, e la grande creatività sociale che caratterizzarono questo periodo in Italia. Quando Primo Moroni, Nanni Balestrini e i loro compagni cominciano a scrivere L’orda d’oro nel 1987, il loro primo gesto consiste nel raccogliere in una stanza la letteratura grigia e volante degli anni 1960-1970. Siamo a metà degli anni ’80, gli anni «della paura, dell’indifferenza, dei tradimenti, della solitudine, dell’eroina e dell’esilio» (Sergio Bianchi). L’era delle controrivoluzioni sta ricoprendo con il silenzio le questioni aperte dal lungo Maggio italiano: il posto del lavoro e degli spazi collettivi nella metropoli in espansione permanente, la questione dell’insegnamento e della circolazione del sapere, la mutazione del capitalismo e delle soggettività. Primo Moroni aveva conservato molti documenti di quegli anni.

Leggi tutta l’intervista qui.