Luigi Bernardi, un giocatore professionista

 

16 ottobre del 2013 ci lasciava Luigi Bernardi, un nostro preziosissimo collaboratore che aveva assistito in presa diretta alla nascita della casa editrice. Infatti si propose subito come direttore di una collana di narrativa per scrittori esordienti, «Vox», che si realizzò e pubblicò 23 titoli. Di suo, per DeriveApprodi Luigi pubblicò nel 2001 Pallottole vaganti. 101 omicidi italiani e nel 2002 A sangue caldo. Criminalità, mass media e politica in Italia. Inoltre per la casa editrice organizzò per
alcuni anni con Eleonora Stanzani a Bologna un corso di formazione editoriale molto seguito.

Luigi Bernardi è stato una figura straordinaria della scena culturale italiana e bolognese in particolare: editore, scrittore, saggista, sceneggiatore, traduttore e critico fumettistico. Era nato nel 1953 a Ozzano (Bo) e ha vissuto a Bologna. Ha creato alcune case editrici di fumetti (L’Isola Trovata, Glénat Italia, Granata Press) e diretto case editrici, riviste e collane editoriali («Orient Express», «Mangazine», «Nova Express», «Vox», «Stile Libero Noir», «Perdisa Pop»).
Segugio editoriale di razza, Luigi Bernardi era intellettuale inquieto e irriverente a qualsiasi potere.  Di un’indole prevalentemente taciturna sapeva essere preciso ed essenziale nell’eloquio oltre che incline a un’ironia tagliente nei riguardi del panorama culturale italiano che riteneva perlopiù popolato da anime miserabili.
La sua intelligenza di intellettuale libero perché indipendente lo ha sempre tenuto al riparo dalle vacue vanità delle luci della ribalta. A lui interessava, e bastava, la stima e l’affetto sincero dei suoi autori e dei suoi amici. Gli stessi che riflettono sul suo prezioso lascito etico di uomo sempre poco allineato.

I fumetti

Luigi Bernardi, laureato in filosofia, comincia a lavorare nel 1978 occupandosi subito di fumetti. Per Tuttifrutti, una cooperativa culturale di Ravenna, realizza un paio di opuscoli didattici: uno sulla storia dei comics, l’altro sulle produzioni emiliano-romagnole. Contemporaneamente, gli è affidata la cura del supplemento fumetti del settimanale «La città futura».
Nello stesso anno, crea anche la sua prima casa editrice, L’Isola Trovata, che sforna album a fumetti per il mercato delle librerie. In catalogo, opere di Breccia, Munoz, Sampayo, Mattotti, Scarpa, Ghigliano, Berardi, Calegari, Milazzo, Pichard, Tardi, Lauzier, Altan, Cavezzali, Panebarco e altri ancora.
Nel 1982, L’Isola Trovata manda in edicola la rivista «Orient Express». Ci sono i fumetti di Raviola, Giardino, Micheluzzi, Ferrandino, Saudelli, Cossu, Rotundo, Baldazzini, Brandoli, Queirolo, Cadelo e parecchi altri.
Nel 1984 la casa editrice è inglobata nel gruppo di Sergio Bonelli. Bernardi se ne va l’anno successivo, quando esce l’ultimo numero della rivista.
Nel 1985, con le francesi éditions Glénat e l’italo-argentina agenzia Quipos, fa nascere la Glénat Italia, con la quale si rilancia un grande personaggio del fumetto italiano, il Lupo Alberto di Silver, si costruisce una rivista intorno alla Pimpa di Altan, e altri libri e albi, fra cui opere di Copi.
Bernardi se ne va, meno di due anni dopo.
Nel 1989, con Luca Boschi e Roberto Ghiddi crea Granata Press. Per il primo anno è solo service editoriale, poi arrivano le prime pubblicazioni, i manga, le riviste «Nova Express», «Nero», «Zero» e «Kaos», i fumetti americani, quelli italiani, i romanzi, i saggi, infine i video degli anime giapponesi. Tra gli scrittori pubblicati: Battisti, Cacucci, Della Mea, Di Orazio, Fois, Ferrandino, Lucarelli, Massaron, Narciso, Pinardi, Teodorani, Vallorani; e le traduzioni: Daeninckx, Ignacio Taibo I, Ignacio Taibo II, Malet, Manchette, Raynal, Martin… tutti autori le cui opere sono oggi nei cataloghi di grandi editori. Nel 1996 Granata Press finisce.

Piccoli lavori crescono
Dal 1987 al 1989 traduce molti fumetti francesi, scrive articoli per le testate del gruppo Vogue, collabora alla rivista «Dolce Vita», di cui è redattore, cura alcune mostre per il Salone dei comics di Lucca, per Trevisocomics e partecipa alla realizzazione della Biennale Giovani Artisti del Mediterraneo, a Bologna nel 1988. In quel periodo scrive e pubblica il suo primo libro, Destinazione utopia (Eleuthera, 1988). È un saggio su «l’evasione impossibile di tre personaggi a fumetti», si occupa di Corto Maltese, Graziano Frediani di Mister No e Luca Boschi di Ken Parker. Per quel libro scrive anche l’introduzione, Verso un paese lontano.

Il noir e la letteratura
Dopo la fine di Granata Press, continua a lavorare con il noir e i suoi scrittori. Dal 1998 al 2000 progetta e dirige due collane («Euronoir» per Hobby &Work e «Vox» per DeriveApprodi) destinate a rivelare scrittori comeDantec, Dessaint, Holt, Jonquet, Bongiorno, Di Cara, Limardi, Monina, Pedrini (ora Wu Ming 5), Simi. Dalla fucina DeriveApprodi escono anche autori di assoluto rilievo e non di genere: Berisso, Clementi, Nori, Zungolo, fra gli altri.
Nel 2000, inizia a curare per l’editore Fazi la traduzione delle opere di Léo Malet, che proseguirà fino al 2007.
Sempre nel 2000, infine, è chiamato a elaborare il progetto della Noir per Einaudi Stile Libero, serie che fonda e dirige fino ai primi mesi del 2005. Fra gli autori proposti da Einaudi, i più grandi di tutti: James Crumley e Jean-Patrick Manchette.
Nel 2005 e 2006 è consulente di Dario Flaccovio.
All’inizio del 2007 inizia la collaborazione con il Gruppo Perdisa, per il quale ridisegna la configurazione editoriale e crea il marchio Perdisa Pop.
Nel 2011 decide di smettere con l’editoria. D’ora in avanti si occuperà soltanto delle proprie scritture.

La scrittura
Dal mese successivo alla fine di Granata Press, comincia a scrivere le prime opere di narrativa, il visionario-autobiografico Erano angeli e l’autobiografico-visionario La foresta dei coccodrilli.
S’interessa, prima che diventi una moda, di cronaca nera, di crimini, di gesti estremi. Con DeriveApprodi pubblica Pallottole vaganti e A sangue freddo. Scopre il teatro, e torna anche ai fumetti, tanto da sceneggiarne qualcuno.
Ormai dedica tutto il suo tempo alla scrittura. Organizza corsi e laboratori di scrittura e di tecniche editoriali. Gli esiti di alcuni di questi laboratori sono pubblicati in Altre scomparse di Patò (Edizioni della Battaglia, 2003), Amore e altre passioni (Zona, 2005), Qualche sera d’inverno a Maranello (Zona, 2005).