Prefazione a «Genere e Capitale» di Silvia Federici

 

di Anna Curcio

La rilettura del corpus teorico marxiano, che Silvia Federici propone in questo volume, ripercorre oltre quarant’anni di riflessione politica e militanza femminista, dagli scritti negli anni caldi della campagna per il Salario al lavoro domestico fino alle più recenti riflessioni sull’onda del rinnovato interesse per Marx ai tempi della crisi. È un vero e proprio corpo a corpo che definisce un rapporto al contempo irrinunciabile e insufficiente. Federici spinge la riflessione oltre lo stesso Marx, in aperta rottura con il marxismo, per interrogare i silenzi sulle differenze di genere e razza nella definizione del modo di produzione capitalistico e della lotta di classe.
È un rapporto mai concluso, irrisolto e sempre aperto che continua a interpellare le categorie marxiane per portarle alla prova del presente, dentro le trasformazioni produttive/riproduttive e attraverso le lotte. Così, il volume che qui presentiamo non è semplicemente la riedizione di vecchi saggi, né si limita a riproporre in traduzione italiana testi già pubblicati in volumi, a questo analoghi, in lingua basca, catalana, in castigliano e francese (si vedano i riferimenti in bibliografia). È piuttosto un nuovo testo, ripensato a partire dalla discussione scaturita dalla lettura di quei volumi, con l’intento di colmare lacune, proporre approfondimenti, complicare la riflessione. Al contempo guarda alle specificità del dibattito italiano. In questa direzione va la pubblicazione di un nuovo saggio, inedito, in cui l’autrice si confronta direttamente con il tema della razza nell’analisi marxiana (letto nella sua articolazione con il genere); un tema che ci è sembrato di particolare rilevanza per il dibattito a noi più prossimo, che sconta in questo senso limiti significativi.
D’altra parte Federici ci ha abituato a una riflessione che è sempre materia viva, che prende forma tra le piazze in lotta e le discussioni collettive, che segue l’attualità delle domande politiche e vive proprio nel suo essere continuamente dibattuta. Il suo lavoro è un work in progress che si alimenta di elaborazione teorica e lotta femminista, quella che lei stessa praticata quotidianamente tra Stati Uniti e Amarica Latina, osservando e mettendosi in ascolto delle piazze europee, nel confronto con le compagne a tutte le latitudini. Ma è senz’altro in quello straordinario laboratorio politico che è oggi l’America Latina che il rapporto di reciproco scambio tra il pensiero di Federici e la lotta femminista ha trovato in questi ultimi anni la sintesi più preziosa.
I saggi che qui pubblichiamo, dunque, sono l’esito di un incontro virtuoso tra analisi marxiana e critica femminista, tra sistematizzazione analitica e nodi irrisolti, in un percorso sempre aperto che continua a proporre questioni su cui dibattere. In questo senso, il tema del piacere sessuale e della funzione sociale della sessualità, dell’automazione e della meccanizzazione della riproduzione e non da ultimo la funzione della tecnica e la critica del progresso, sono solo alcune delle tracce di discussione che è possibile riprendere e problematizzare.
Tra gli obiettivi di questo volume infatti c’è anche quello di elaborare strumenti politici e concettuali capaci di raccogliere le sfide del presente, cosa che si coniuga perfettamente con lo stile teorico-politico dell’autrice. Si tratta, detto altrimenti, di portare oltre loro stesse le categorie analitiche qui proposte, proprio come Federici ha fatto con Marx.

 

*prefazione a «Genere e Capitale. Per una lettura femminista di Marx» di Silvia Federici, DeriveApprodi 2020