Primo Moroni e i racconti del Dott. Pinkus

di S.B.

Nella primavera 1996 all’interno del circuito della rivista «DeriveApprodi», che aveva all’attivo già 10 numeri pubblicati, si aprì una discussione sull’opportunità di affrontare nel n. 11, in collaborazione con la rivista di immaginario erotico «Blue» diretta da Francesco Coniglio, il tema della sessualità.
Apriti cielo. Una parte rilevante della redazione fuoriuscì ritenendo la questione del tutto inopportuna e dequalificante.
Nonostante quella emorragia si tirò innanzi e nell’impresa si coinvolsero molte altre persone e realtà collettive, tra le quali Franco Berardi Bifo, Tiziana Villani, Ilaria Bussoni, Luther Blisset, il Professor Bad Trip, Sandrone Dazieri, Nanni Balestrini, Pierre Della Vigna…
Devo ammettere che nonostante dimostrassi a me stesso e agli altri fermezza e determinazione la questione mi tormentava non poco e così mi parve indispensabile andare a trovare a Milano Primo Moroni nella sua libreria Calusca per chiedergli un parere, dato che per le questioni delicate era il mio principale consigliori.
Ovviamente era già al corrente di tutto e invece di rispondere alle mie perplessità e timori con una qualche argomentazione pro o contro si limitò per tutto il tempo a ghignarmi in faccia davvero divertito. Quella sua reazione mi convinse che in fondo non stavo facendo nulla di vergognosamente controrivoluzionario.
Ripensandoci a venticinque anni di distanza quell’iniziativa che allora aveva suscitato tanta contrarietà si era rivelata col tempo una giusta premonizione. La «seconda rivoluzione sessuale» – così era il titolo della pubblicazione – covava per esempio nello strutturarsi di quella rete telematica interconnettiva che ha poi determinato la pervasività di una pornografia de-erotizzante. Ma non è ora qui il caso di aprire questo tipo di discussione.
Quel numero ospitò illustrazioni e fumetti del mai abbastanza compianto Prof. Bad Trip, Matteo Guarnaccia, Muñoz e testi, oltre dei già citati, di Rossana Campo, Teresa Macrì, Aldo Nove, Raoul Vaneigem e molti altri meno noti. La tiratura fu di 14.000 copie e si andò in edicola oltre che in libreria vendendo ovviamente quel che non si aveva mai venduto prima. Anche se delle copie avanzarono e sono ancora disponibili. Un vero numero da collezione.
Successivamente, dato che si tornò alla seriosità, tutti i fuoriusciti rientrarono.
In chiusura redazionale del numero rividi Primo che dopo aver rovistato pazientemente tra le pile delle sue carte mi porse una cartellina contenente una ventina di fogli. «Tieni», mi disse, «forse possono andare bene per il numero che stai facendo. Sono racconti erotici a sfondo sadomaso e alcune poesie che ho scritto per una rivista tedesca che me li ha pagati benissimo. Sono ambientati nella Parigi esistenzialista degli anni ’60. Mi sono divertito molto a scriverli».
Primo Moroni era anche questo.
Purtroppo per mancanza di tempo utile non riuscii a inserirli nella pubblicazione ormai avviata alla tipografia. Ma li ho conservati, e per la nostra felicità, eccoli qua.

Qui il racconto.