Ritratto di un poeta

di Giosetta Fioroni

Il poeta Nanni Balestrini è bello. Ha gli occhi socchiusi (sono ancora oggi come allora socchiusi) lievemente strizzati come di fronte a un’eccessiva luminosità.
Dalle palpebre filtrano circolari raggi azzurri che si allungano tra le ciglia.
I capelli biondi e lisci sono spruzzati d’oro. La bocca è atteggiata a un perenne immobile sorriso, anzi un accenno di sorriso.
Il volto soave, esprime un sentimento di tenero distacco, di gentile supremazia.
I lineamenti sono composti, armonici. Una fredda mobilità anima i gesti misurati che non rivelano nulla. Un velo protegge questo nulla, la decisione del nulla, l’ironia del nulla. Ogni tanto il velo si solleva e qualcosa di molto ingegnoso, complesso, stratificato e multiplo traspare.
Si può intravedere, ma solo intravedere, tutta l’attenzione. La furiosa, capillare attenzione di cui è dotato.
Possiede una lente nascosta nelle pieghe, nel drappeggio. Una lente di ingrandimento. La muove da sempre, recondito. La sposta languidamente, in ispirato sonnambulismo, su molteplici FORME.
La punta su eventi minimi e grandi. Il tempo e la storia non fanno parte del gioco.