Frammenti inediti di una fantastica vita: Il lavoro alla Feltrinelli negli anni ’60

 

di Nanni Balestrini

Alla Feltrinelli ci lavoravo dal ’62. Avevo cominciato a diciotto anni ad aiutare Luciano Anceschi a fare la rivista «Il Verri» che pubblicava un editore di Varese. Dopo questo è subentrato un certo Paolazzi che aveva una grossa tipografia in società con l’editore Rusconi. Così nel corso degli anni Cinquanta abbiamo come rivista  pubblicato anche una collana di libri. A un certo punto però Rusconi, che politicamente era esplicitamente schierato a destra, si è tirato indietro perché anche se «Il Verri» era una rivista letteraria di fatto esprimeva tendenze di sinistra. La rottura definitiva è poi avvenuta quando ho proposto la pubblicazione del Pasto nudo di Burroughs, uno scandalo per quei tempi.
Allora Anceschi è andato a parlare con Giangiacomo Feltrinelli di cui era stato anche precettore quando era ragazzo, durante la guerra. Feltrinelli ha accettato di pubblicare la rivista. In quel periodo mio padre voleva che facessi l’industriale e lavoravo a metà tempo alla Bompiani, dove scrivevo le quarte di copertina. Così Anceschi, nell’accordo con Feltrinelli ha concluso che insieme al «Verri» avrebbe preso anche me.

Così sono entrato a far parte della redazione letteraria della Feltrinelli che era fatta a Roma. La dirigeva Bassani che coordinava due collane di narrativa, una italiana e una straniera, molto tradizionali. Però era in quel periodo entrato nella redazione anche il giovane Valerio Riva che aveva fatto una piccola collana che si chiamava Le comete  di scrittori nuovi, sperimentali. In questa redazione poi è entrato prima come consulente poi come collaboratore anche Filippini che era esperto di letteratura, tedesca, angloamericana e spagnola. Questa redazione poi è stata straordinaria per tutti gli anni Sessanta.
Innanzitutto abbiamo convinto Giangiacomo a sbaragliare la redazione romana di Bassani.
Avevamo a quel punto tutti gli scrittori tedeschi, sudamericani più importanti del momento.
Inoltre lì è anche partita in contemporanea l’operazione italiana del Gruppo ’63 col libro di Edoardo Sanguineti Capriccio italiano che ha creato uno scandalo enorme.
Nel ’64 mi sono stabilito fisso a Roma con l’incarico di organizzare la sede locale della Feltrinelli. In via del Babbuino la casa editrice ha aperto la prima libreria della città e io lavoravo in un ufficio interno a quella libreria. Il mio lavoro consisteva nel tenere i rapporti con la maggior parte degli scrittori della casa editrice o in rapporto con la casa editrice che stavano o passavano da Roma (compresi molti stranieri). Mi occupava in parte anche dell’ufficio stampa e facevo capo a Milano ogni settimana quindici giorni.