Frammenti inediti di una fantastica vita: La casa editrice AR&A

 

di Nanni Balestrini

 

Nel ’73-74 ho fatto la collana Collettivo per la Marsilio dove abbiamo pubblicato Vincenzo Guerrazzi, Dadi Mariotti e Bifo.

Nel ’75-76 ho scritto e pubblicato per Einaudi il romanzo La violenza illustrata. Mi ero trasferito a Milano dove ho curato con Bifo alcuni numeri della rivista «Rosso» e poi ho fatto l’ AR&A.

Nel frattempo Roma dei miei amici avevano fondato la Cooperativa Scrittori. Era un’idea un po’ sessantottina, cioè degli scrittori che si pubblicano da soli, si fanno la loro casa editrice, se la autogestiscono, un po’ sul modello dei tedeschi. Erano soprattutto Pagliarani e Malerba ad animare la cosa. Era stato fatto un grande convegno a Orvieto nel ’76 poi uno a Piacenza l’anno successivo. È stato anche quello un momento importante di confronto tra gli scrittori e il movimento. L’idea era quella dell’editoria alternativa.

La prima cosa per fare per realizzare quel progetto era riuscire a trovare dei soldi. In parte ce li ha messi Luigino Durso, un giovane che aveva studiato al Dams di Bologna. Era di famiglia molto ricca, il padre era un famoso avvocato che aveva tra i suoi clienti anche Agnelli. Era di origine napoletana e si era trasferito con la famiglia a Roma. Questo avvocato non sapendo bene cosa far fare al figlio lo ha instradato verso l’editoria. Era un signore con l’aria un po’ nobile, era gentile e affabile e aveva grande stima di me.

Allora io e Luigino Durso ci siamo trasferiti a Milano e là ho fatto arrivare anche Jaro Novak, un compagno di Potere operaio romano che era bravissimo a gestire le finanze. Prima stavamo in un residence, poi ci siamo trasferiti in una casa di Elvio Fachinelli. Abbiamo preso contatti con Gianni Sassi che si occupava di varie cose tra le quali la discografia, era il produttore della Cramps Records ed era stato autore di alcune testi degli Area. Sassi aveva una tipografia in società con un amico e aveva anche un grande ufficio dalle parti di piazza Cadorna dove ci sono le Ferrovie Nord Milano. E lì ci siamo istallati anche noi. Per la parte commerciale abbiamo coinvolto il fratello di Valerio Riva.

La filosofia dell’AR&A era semplice ma efficace. Una casa editrice deve essere almeno media per poter sopravvivere altrimenti deve fare uno sforzo immane, a partire dallo scoglio della promozione e della distribuzione. Ci riesce DeriveApprodi ma non si sa come. Stessa cosa per la redazione, l’ufficio stampa ecc. Inoltre, allora le case editrici per poter funzionare abbisognavano di più figure professionali. C’era già la fotocomposizione che aveva superato i piombi ma noi usavamo un sistema che costava meno. C’era un linotipista che ci portava le bozze da impaginare… Avevamo preso anche una ragazza che faceva l’impaginazione e poi c’era un tipo strano che chiamavamo col soprannome di Balena. Ce lo aveva portato Aldo Bonomi che faceva la rivista «Controinformazione». Lui era della Valtellina, come sua moglie che faceva dei pizzoccheri straordinari. Si facevano grandi cene, eravamo sempre tutti insieme allora. Bonomi quindi aveva portato da noi questo altro montanaro valtellinese che faceva anche lui lavoro redazionale. Bonomi invece dirigeva la casa editrice Libri Rossi che era una delle case editrici di AR&A.

L’idea di AR&A era di funzionare da grande service. Gli editori si limitavano a proporre i loro titoli partecipando alla definizione della programmazione. Qualità, quantità e foliazione dei titoli; promozione, distribuzione, redazione, stampa, amministrazione, ufficio stampa. Tutto questo ci ha permesso di andare da un distributore nazionale. Portavamo in libreria10-12 titoli al mese. A pieno regime nell’ arco di un anno e mezzo, abbiamo pubblicato più di cento titoli. Alcuni editori preesistevano ad AR&A mentre altri sono nati in suo rapporto: Cooperativa Scrittori, Libri Rossi, Libri del No, Edizioni aut aut, Squilibri, L’Erba Voglio, Edizioni delle Donne… Come consulenti avevamo Primo Moroni, Oreste Del Buono. I soci di Area erano tre: io, Luigino Durso e Gianni Sassi. Io ho pensato al nome «area» come concetto e Sassi, che era un grande grafico, ha inventato la & commerciale da inserire nella sigla. Le case editrici si avvalevano di grafici diversi. I Libri del No per esempio era fatta da Maoloni.

Già dal ’74 Primo Moroni aveva avviato l’esperienza di Punti Rossi, delle specie di filiali della sua Calusca che dovevano diventare uno dei canali distributivi dell’AR&A.

I libri escono e funzionano bene. I soldi girano. Avevamo anche rapporti con una banca attraverso la famiglia Durso. Ci aveva presentato il direttore che aveva aperto una linea di credito, scontava le ricevute bancarie ecc. Tutto funzionava bene ma ecco che parte il terrorismo. La polizia ha cominciato a molestaci con perquisizioni a casa o negli uffici.

Maria Caronia era una ragazza di nobile famiglia siciliana che lavorava a Milano in una casa editrice… poi seguiva le Edizioni delle Donne che stava a Roma. Questa ragazza si era messa con uno poi inquisito per fatti di lotta armata, Enzo Lo Giudice, a un certo punto la polizia l’ha arrestata. Si è fatta qualche mese in prigione a Venezia.

Quando è stata rilasciata siamo andata prenderla alla prigione io e Luigino Durso con una macchina che era di sua cugina. L’abbiamo riaccompagnata a Milano. Eravamo sorvegliati, hanno fatto dei controlli e si sono presentati due alti graduati dei carabinieri dall’avvocato Durso spiegandogli che suo figlio faceva cose che lo potevano gravemente danneggiare.

Questo avvocato aveva anche altri due figli. Il maggiore era un frequentatore di salotti di alta mondanità. Quello intermedio era anche lui avvocato. Noi dovevamo riscuotere come da accordi una trance di finanziamento dai Durso. Si è presentato questo fratello avvocato chiedendo di vedere i conti. Per farla breve ha bloccato tutto ciò che era in lavorazione: libri che erano già stampati ed erano in fase di allestimento. Molta lavorazione è stata sospesa e mai più ripresa. Di conseguenza hanno perso una cifra di un centinaio di milioni di lire allora. Luigino è scomparso, la famiglia lo ha allontanato, è finito a Londra, non si sa dove. Così L’AR&A è franata. Era l’inizio del ’78.