Campagna rivolta agli spazi sociali autogestiti e autorganizzati

Macero NO

immagine macero noAvanziamo una proposta a tutti gli spazi sociali animati dai princìpi dell’autogestione e dell’autoproduzione per la costruzione, in ciascuno di essi, di un presidio del sapere basato sulla l’uso e la diffusione dei libri. 
Il primo passo di un tale progetto potrebbe essere la costruzione in ogni spazio autogestito di un evento che offra la possibilità di acquistare a prezzi scontatissimi (3 euro, di cui 2 destinati all’editore e 1 agli spazi ospitanti) i libri di alcuni editori destinati al macero. Alcune esperienze pilota hanno già dimostrato il successo di questa iniziativa.

A stimolo di avvio una discussione questo progetto proponiamo anche, a parte, la lettura di un testo sul tema dell’autoproduzione e dell’autogestione nei Centri sociali negli anni Ottanta e Novanta. Leggi in PDF 

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Una polemica sul libro di Andrea Casazza

Gli anni spezzati di Genova

stella piccola

Il quotidiano genovese «Il secolo XIX» ha ospitato il 9 gennaio un intervento di Roberto Speciale sul libro di Andrea Casazza, Gli imprendibili, pubblicato di recente per le nostre edizioni. Roberto Speciale è l'attuale direttore della Fondazione Casa America di Genova, e all'epoca dei fatti raccontati nel libro era membro della segreteria regionale del PCI e fu tra gli estensori del documento contro il terrorismo pubblicato dal Comitato regionale del partito nel febbraio 1979. Nel suo intervento accusa il libro di essere «diseducativo» e di essere colpevole di non dare un «giudizio netto di condanna del terrorismo».Il 10 gennaio Andrea Casazza risponde sulle colonne dello stesso giornale.  Chiude la polemica un articolo di Marco Peschiera, caporedattore del Secolo XIX, e testimone di quegli anni.

Leggi l'intervento di Roberto Speciale (anche in PDF)
Il testo completo della lettera

Leggi la risposta di Andrea Casazza (anche in PDF)

Leggi l'intervento di Marco Peschiera

Vai alla scheda del libro 

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Il 9 dicembre dell'editoria indipendente

di Ilaria Bussoni

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Dal 9 dicembre, oltre al movimento dei forconi, nel panorama degli animali fantastici o delle nature ibride c’è anche l’Osservatorio degli Editori Indipendenti, riunito in associazione (aperta). In altri tempi si sarebbe trattato di un’associazione di categoria, di una confindustria degli editori, o di un sindacato degli scrittori.

Oggi, è una semplice associazione di realtà editoriali variegate e multiformi accomunate dall’intenzione di trovare piste concrete per preservare e far crescere la «differenza» editoriale italiana.

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Quegli spari che uccisero il movimento a Milano

di Paolo Pozzi e Franco Tommei

Il 16 dicembre è morto Paolo Pedrizzetti, caduto dal suo balcone mentre disponeva gli addobbi di Natale.

Storia_di_una_fotoLa  moglie ha tentato di afferrarlo ma è precipitata con lui. Nato ad Arona, Pedrizzetti si era laureato in Architettura al Politecnico di Milano: c'era negli anni '70, e il 14 maggio 1977, in particolare, si trovava con la sua macchina fotografica  in via De Amicis quando scoppiarono gli scontri che costarono la vita ad Antonio Custra. Riparatosi su un lato della via, scattò quella celebre foto dell'autonomo che tenendo la pistola con le mani unite fa fuoco contro la polizia.

caduto dal suo balcone mentre disponeva gli addobbi di Natale. La moglie A quella e alle altre foto del maggio '77 milanese, DeriveApprodi ha dedicato un volume fotografico Storia di una foto. Milano, via De Amicis, 14 maggio 1977. La costruzione dell'immagine-icona degli «anni di piombo». Contesti e retroscena, di cui pubblichiamo di seguito un estratto: il saggio di Paolo Pozzi e Franco Tommei intitolato "Quegli spari che uccisero il movimento a Milano".

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Un testo inedito di Primo Moroni

DeriveApprodi n.0

All'inizio del 1992 si discuteva con Primo Moroni delle necessità di tentare il riavvio di un percorso di riflessione dopo la terribile stagione della desertificazione mentale del decennio Ottanta. Ovviamente si riteneva che a tal fine lo strumento principe fosse ancora quello della rivista politica.

Quello che pubblichiamo di seguito è un documento che ha una sua straordinarietà: si tratta della scansione di un testo inedito di Primo Moroni, che ha fatto da fondazione della rivista DeriveApprodi, il cui numero zero fu pubblicato nel luglio dello stesso 1992 con la frase "E' possibile pensare che un lungo periodo di distruzione delle intelligenze collettive cominci a volgere al termine e che nelle metropoli stia emergendo una nuova percezione del presente"

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Una fiera tira l'altra

di Sergio Bianchi

Come butta?

Uella, anche quest’anno si va spidati alla kermesse.


disegno sergio 1Mica si può mancare, sennò gli altri editori se ne accorgono al volo e al primo giorno mettono in giro la voce che sei in crisi, al secondo che sei cotto, al terzo che sei in coma, al quarto che sei fottuto, al quinto che sei morto stecchito. E allora devi andare a far vedere a tutti che invece sei ancora lì con tutti i tuoi bravi libretti impilettati in fila. Anche perché è solo lì che li puoi far vedere e sperare di venderne qualcuno, dato che ormai nelle librerie ci vai, se ti va bene, con cinquecento copie di un titolo novità in tutta Italia, che sui banchi ci stai sì e no un mesetto, poi il tuo titolo finisce per quindici giorni di costa in qualche anonimo scaffale e al secondo mese te lo ritrovi indietro come resa.

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Per una critica del mass-market editoriale

Libri a qualunque costo

di Ilaria Bussoni

Articolo pubblicato sul numero 32 di alfabeta2 (settembre-ottobre 2013)

alfabeta 2All’automobilista autostradale vacanziero in viaggio per l’Italia nell’estate 2013 non sarà sfuggita, tra un Camogli e un’offerta Toblerone 2 × 3, l’occasione dei libri a 0,99 centesimi di euro, con tanto di espositore, disponibili negli autogrill (ma anche in libreria per chi non andasse in vacanza). Non una scopiazzatura in euro del famoso «millelire» in auge a cavallo tra anni Ottanta e Novanta, spillato, senza dorso, un foglio di carta 70 × 100 ripiegato su se stesso, autocopertinato, copyright del geniale Marcello Baraghini. No, stavolta è un libro vero: svariate centinaia di pagine, un dorso, una copertina di cartone a colori e persino un espositore a misura nel quale far entrare classici e non solo, spesso in traduzione. Tiratura un milione e mezzo di copie, sbandiera lo stesso editore che li promoziona come «libri anticrisi», di che fare invidia alla tiratura delle pagine gialle.

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Intervista a Sergio Bianchi

L'Autonomia e l'archivio

di Felix Boggio Éwanjé-Épée, Stella Magliani-Belkacem e Gianfranco Rebucini

versione italiana dell'intervista uscita su «La Revue des Livres», 14, novembre-dicembre 2013

RDL cop 14

L'editore DeriveApprodi, casa editrice indipendente con sede a Roma, porta avanti dal momento della sua fondazione un importante lavoro di raccolta, di archiviazione e di pubblicazione dei documenti riguardanti la storia dell'Autonomia operaia italiana. Il lavoro ritraccia uno dei periodi più affascinanti e più dibattuti della storia della politica comunista e operaia dell'Europa della fine de XX secolo

Il movimento dell’Autonomia ha svolto un ruolo importante negli scenari politici dell’Italia degli anni Settanta. Ma anche in quelli culturali. Infatti, in quegli anni gli autonomi hanno intrecciato rapporti con chi si occupava di trasformazioni tecnologiche applicate ai processi produttivi, con l’editoria, la letteratura, il cinema, la radiofonia, i fumetti, la musica, addirittura il marketing e la pubblicità.

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La Marina Militare italiana arruola il pirata maltese nella missione "Il Sistema paese in movimento"

Giù le mani da Corto Maltese!

corto_maltesedi Rossana De Simone

Corto Maltese non morirà. Corto Maltese se ne andrà perché in un mondo dove tutto è elettronica, è calcolato, tutto è industrializzato, è consumo, non c'è posto per un tipo come Corto Maltese – Hugo Pratt

All’alba della Prima guerra mondiale, nel novembre 1913, Corto Maltese, naufrago abbandonato su una zattera, viene salvato al largo delle acque melanesiane nel Pacifico del Sud. Agli ordini del “Monaco”, un armatore di una flotta nell’Oceano Pacifico, il gentiluomo di ventura aveva partecipato agli assalti di navi mercantili per impossessarsi del carbone, fino a quando  il suo equipaggio non si era ammutinato e buttato in mare, legato alla zattera.

 

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Pisa Book Festival 2013

Fateli entrare!

Quest’anno le edizioni DeriveApprodi non partecipano alla piccola fiera toscana dedicata all’editoria indipendente. Non è stata una scelta premeditata, bensì un disguido. Un disguido di comunicazione, un intoppo sulla tempistica, normale amministrazione per chi come noi lavora à bout de souffle, da impresa autonoma precaria, da lavoro indipendente autosfruttato. Niente di più normale scordarsi un’iscrizione quando ci sono 2000 pagine da correggere di libri in uscita, tipografi da convincere perché stampino in 3 giorni un lavoro che ne vorrebbe 10, pregare pubbliche amministrazioni insolventi perché paghino i loro debiti (senza ricevere la benché minima risposta, ovviamente), rispondere just-in-time ai rifornimenti delle librerie, al va e vieni dei tir pieni di libri che scorrazzano tra magazzini, distributori, grossisti, editori e i meandri della logistica zero stock. Più o meno è questo il volto dell’editoria indipendente in Italia, al Nord, al Centro o al Sud. Sola. Se resiste, buon per lei. Se crepa, fatti suoi.

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I predicatori della virtù

di Marco Bascetta

da il manifesto, 12 novembre 2013

Interiorizzazione di una colpa, organizzazione della propria vita in termini di restituzione infinita di ciò che si è ricevuto: il risparmiatore e il salariato si fronteggiano e si combattono all’interno della medesima persona, sempre dominati dall’alto. Nel libro «Governo dell’uomo indebitato» di Maurizio Lazzarato

 

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Notizie su Euridice

di Erri De Luca

Pubblichiamo un testo molto chiacchierato di Erri De Luca sui conflitti degli anni ’70, uscito sul nuovo numero di AGEMDA 2014, bollettino di Magistratura Democratica. Il testo è preceduto da una nota della redazione di AGEMDA, che riportiamo di seguito.

Euridice alla lettera significa trovare giustizia. Orfeo va oltre il confine dei vivi per riportarla in terra. Ho conosciuto e fatto parte di una generazione politica appassionata di giustizia, perciò innamorata di lei al punto di imbracciare le armi per ottenerla. Intorno bolliva il 1900, secolo che spostava i rapporti di forza tra oppressori e oppressi con le rivoluzioni. Orfeo scende impugnando il suo strumento e il suo canto solista. La mia generazione è scesa in coro dentro la rivolta di piazza. Non dichiaro qui le sue ragioni: per gli sconfitti nelle aule dei tribunali speciali quelle ragioni erano delle circostanze aggravanti, usate contro di loro.

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Wildcat. Scioperi nella catena logistica

di Sergio Bologna

Vedi la scheda del libro Banche e crisi

Rotterdam, 20 ottobre 2013, ore 23,00. "Buonasera, ci pregiamo informare i nostri clienti che un’azione di sciopero selvaggio (wildcat strike) ci sta creando dei problemi e non sappiamo quanto potrà ancora durare”. Così si poteva leggere qualche settimana fa sul sito del maggior terminal container europeo, il Maasvlakte 2 di Rotterdam, gestito dal braccio operativo portuale della prima compagnia mondiale, la Maersk.

Gatto selvaggio, un termine che ricorda qualcosa a chi ha vissuto la stagione di lotte operaie in Italia nel ventennio 1960-80.

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Il 19 ottobre, ovvero il lavoro della talpa

di Benedetto Vecchi

 Pubblichiamo un importante commento di Benedetto Vecchi sulla manifestazione del 19 ottobre, uscito da qualche giorno sul sito Commonware, che ringraziamo, nell'ambito del dibattito "Fannulloni e start-up: per un dibattito su gerarchie del lavoro cognitivo e dispositivi di soggettivazione".

La crisi corrode relazioni sociali, distrugge ricchezza, fa deflagrare e ricostruisce i rapporti di potere tra le classi. È un “evento” che può essere usato per consolidare lo status quo, introducendo elementi di innovazione (la rivoluzione passiva di Antonio Gramsci), oppure una chance per dispiegare una efficace e vincente politica della trasformazione.

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Sulla violenza

di Juan Domingo Sánchez Estop

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«Io dico che coloro che dannono i tumulti intra i Nobili e la Plebe, mi pare che biasimino quelle cose che furono prima causa del tenere libera Roma; e che considerino più a’ romori ed alle grida che di tali tumulti nascevano, che a’ buoni effetti che quelli partorivano; e che e’ non considerino come e’ sono in ogni republica due umori diversi, quello del popolo, e quello de’ grandi; e come tutte le leggi che si fanno in favore della libertà, nascano dalla disunione loro, come facilmente si può vedere essere seguito in Roma». (Machiavelli, Discorsi, I, 4)


1. La violenza è determinata dal potere, non dai movimenti sociali. È il potere a decidere, per esempio, che un’aggressione fascista non è «violenta» e che lo è invece una resistenza pacifica o passiva.

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Ottobrata destituente: note a margine

Pubblichiamo un interessante commento della Redazione di Infoaut all'editoriale di Marcello Tarì, "Ottobrata destituente". Il testo si struttura come un insieme di "note a margine", che verranno  poi sistematizzate in un successivo documento.

Partiamo dai due punti che ci paiono rilevanti,
1) Il #19o è in rapporto diretto con il #15o di due anni prima. Giusto coglierne non la continuità ma, come si dice qui, "l'approfondimento strategico" (aggiungeremmo anzi - in termini poco politicamente corretti - che il #15o ha svolto una funzione "igienica" nel liberarci da pastoie e dinamiche soffocanti).
2) Quella piazza è un momento di una lunga serie di sollevazioni, scontri acampade, picchetti, riots, libere repubbliche che da qualche anno segnano il materializzarsi di una nuova composizione su scala globale.

Arriviamo ai nodi problematici...

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Ottobrata destituente

di Marcello Tarì

Mettiamola così: il #19O è quello che resta del #15O o, detto altrimenti, la sua attuale possibilità.
Se il desiderio comune espressosi con la rivolta che incendiò il 15 ottobre di due anni fa è stato quello di rendere reale, tangibile, lo slogan globale del «nessuno ci rappresenta» – operando nei termini di una vera secessione dalle forme politiche organizzate della sinistra – questo ottobre espone il fatto che esiste, anche in questo paese, una potenza destituente che si organizza autonomamente in termini di massa e a cui giova, anzi, farlo senza le stampelle governamentali. Siamo noi che non li vogliamo, non il contrario.
Il #19O è la verità materiale del #15O.
Né continuità né discontinuità ma approfondimento strategico dello scontro.

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Uomini sempre poco allineati

La mattina del 16 ottobre ci ha lasciato Luigi Bernardi, grande e singolare personalità dell’editoria italiana. Nostro carissimo amico, compagno, consigliere, collaboratore, autore.
Luigi è stato un importante editore di riviste di fumetti di qualità nel corso degli Ottanta e primi Novanta. Poi ha fondato e diretto la casa editrice Granata Press. Aggredito in quegli anni dalla malattia ha dovuto abbandonare l’impresa dedicandosi poi alle collaborazioni con case editrici di suo gradimento. Tra queste la nostra, che al suo nascere ha subito puntato col suo caratteristico occhio aquilino. Lo stesso occhio che nel suo lungo percorso di scavo e ricerca gli ha permesso di scoprire a colpo sicuro alcune stelle della narrativa italiana.

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