Lettera di Bifo al Papa

Franco Berardi Bifo scrive al Papa in merito alle sue recenti dichiarazioni sul lavoro e il reddito, in occasione della pubblicazione del suo ultimo libro Quarant'anni contro il lavoroDisponibile da oggi in libreria e presso l’editore.

 

Santità,

pur sapendo quanto prezioso è il Suo tempo, mi permetto di rivolgermi a Lei perché da quando una sera di marzo ho sentito la sua voce augurarci buonasera, ho intravisto una luce di speranza, nell’oscurità che da alcuni anni sembra scesa sul mondo.

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Informazioni utili per la lotta al macero (2)

#Minimo30 MaceroNo campagna DeriveApprodi Informazioni utili per la lotta al macero (2) Che cos’è la resa libraria Quando si entra in una libreria e si vedono quelle centinaia e centinaia di libri tutti ordinatamente allineati sui tavoli e sugli scaffali viene normale pensare che siano di proprietà del Libraio che li ha acquistati per poi rivenderli a noi con un margine di guadagno.

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Informazioni utili per la lotta al macero (1)

CHE COS'È IL PREZZO DEL LIBRO? Chi entra in una libreria “concreta”, o accede tramite web a una libreria “virtuale” perché interessato all’acquisto di un libro si scontra con la materialissima questione del suo prezzo, sempre troppo alto. Per disinformazione o ingenuità molti degli acquirenti pensano che l’editore incasserà buona parte di quel prezzo. È un pensiero del tutto sbagliato.

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TANTI, MA BUONI! nuova campagna #Minimo30 #maceroNO di DeriveApprodi

TANTI, MA BUONI MaceroNo Minimo30: 115 titoli di DeriveApprodi a 2,50 euro (spese di spedizione incluse)

A vent’anni dalla sua fondazione DeriveApprodi ha pubblicato oltre 500 titoli: un patrimonio importante, una biblioteca che non ha scadenza. Tutti assistiamo a un lento ma progressivo scollamento sociale che rischia di slittare verso scontri totali. «Restare umani» non è una condizione da dare per scontata. Il lavoro culturale, la possibilità di sapere, e quindi di capire, oggi è più che mai fondamentale.

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Le ragioni di una campagna per salvare i libri dal macero

Perché #Minimo30

maxresdefaultSemplifichiamo. In Italia, come in tutti i Paesi dove esiste un mercato editoriale, tra editore e lettore ci sono di mezzo almeno due intermediari. Il primo lo conosciamo tutti: è il librario, o meglio è la libreria, perché oggi di librai, cioè quei colti venditori attenti ai clienti che spendono il tempo a valutare la qualità dei titoli che consiglieranno, secondo un progetto culturale o una precisa visione del mondo, di questi librai se ne trovano sempre meno.

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Sergio Bologna sul «manifesto»

La logistica del profitto

Articolo pubblicato sul «manifesto» 02eco2-lavoratori-logistica-facchini-protestaIl gravissimo episodio avvenuto davanti ai magazzini di una società di logistica a Piacenza ha riportato l’attenzione sui rapporti di lavoro e sulle relazioni industriali in questo settore. Un’azienda di logistica conto terzi è composta da una struttura piuttosto snella, lo staff, la struttura amministrativa e operativa, la struttura commerciale e la mano d’opera di facchinaggio. Quest’ultima lavora esclusivamente nei magazzini ed è composta in massima parte da cooperative di soci-lavoratori, reclutati tra la forza lavoro extracomunitaria. Queste cooperative spesso non hanno un rapporto stabile, partecipano a delle gare d’appalto e, finito l’appalto, possono essere sostituite da altre.

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Ricordo di Dalmaviva

Un ironico rivoluzionario («il manifesto»)

dalmavivafotodi Alberto Magnaghi

Questo articolo è stato pubblicato originariamente sul «manifesto» di giovedì 21 luglio È morto Mario Dalmaviva. Ha resistito più di altri: la statistica dei compagni del Processo “7 aprile 1969” che hanno subito una ingiusta carcerazione preventiva (fino a 5 anni e 4 mesi, come Mario) e sono morti prematuramente per malattia è impressionante: Luciano Ferrari Bravo, Augusto Finzi, Guido Bianchini, Franco Tommei, Emilio Vesce, Sandro Serafini, Giorgio Raiteri, Paolo Pozzi, Gianmario Baietta, Antonio Liverani…insomma la galera uccide.

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Quindici anni dopo Genova

Tra Barroso e Bouhlel

Franco Berardi Bifo

lamettaThings fall apart; the centre cannot hold; Mere anarchy is loosed upon the world, The blood-dimmed tide is loosed, and everywhere The ceremony of innocence is drowned; The best lack all conviction, while the worst Are full of passionate intensity.

(Yeats: The Second Coming)

La fine del tatcherismo - Una bomba a orologeria - Estate nera in America - Razzismo bianco Fascismo islamista guerra civile globale - L'eredità del colonialismo - L'Unione Europea è un morto che cammina - L'orrore - Conclusione

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Continua la campagna Deriveapprodi per gli insegnanti

Piccole scintille nella prateria?

lachinoise2Mauro Trotta

«Mettere lo studente al centro» dei programmi di apprendimento, dei percorsi scolastici, dell’attenzione, del progetto formativo. È questa un’espressione che ritorna nei più diversi contesti e discorsi legati alla scuola. A parte che tale sintagma richiama alla mente un’immagine inquietante – il povero studente circondato da ogni lato da maestri, professori, presidi, bidelli che lo scrutano, lo fissano, lo osservano quasi a sezionarlo senza lasciargli alcuna via di uscita – siamo proprio sicuri che siano i ragazzi, gli alunni, con le loro richieste, i loro bisogni, i loro desideri, l’elemento fondamentale dell’attuale sistema scolastico? Che siano proprio loro in concreto quelli a cui si pensa, quando si decide di intervenire con le varie riforme della scuola?

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Continua la campagna DeriveApprodi per gli insegnanti

Il volto amico della scuola

Corrado Cosenza

chinoise Sono entrato per la prima volta a scuola nel 1962 e non ne sono ancora uscito. Il primo giorno di scuola il maestro chiese se ci fosse fra noi il figlio di un falegname. C’era, purtroppo. Rispose affermativamente anche alla richiesta successiva del maestro: - potresti chiedere a tuo padre di farmi una bacchetta dura e flessibile? A cosa sarebbe servita lo avremmo capito presto, sulla nostra pelle: bisognava imparare subito la sofferenza dell’apprendere.

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