Un canovaccio di riflessione

Metamorfosi dei dispositivi di contenimento sociale

provaLOWIl prossimo 26 novembre la cooperativa Doc(k)s darà avvio a un ciclo di formazione sulle trasformazioni contemporanee del discorso della legalità, sulle nuove priorità dell’ordine pubblico e sull’espansione conseguente degli strumenti giuridici e polizieschi di contenimento e repressione del dissenso e della marginalità sociale. Di seguito presentiamo il testo, firmato da Doc(k)s, che illustra alcune linee guida della riflessione.

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Venti anni de Il lungo XX secolo. Riflessioni sulle trasformazioni del capitalismo a partire dal libro di Giovanni Arrighi

Lavoro e flussi di valore

10/11/2014 ore 10:00

SeminarioArrighiRoma3bisUniversità di Roma Tre – Facoltà di Scienze della formazione, aula Volpi

Nel 1994 usciva la prima edizione in lingua inglese de Il lungo XX secolo, forse l’opera più conosciuta e importante di Giovanni Arrighi. Intellettuale militante, lasciò l’Italia alla fine degli anni Settanta, andando a raggiungere Immanuel Wallerstein negli Stati Uniti dove rimase fino alla recente scomparsa.

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«La Repubblica», 29/09, intervista di Antonio Gnoli

«Sono uno sconfitto, non un vinto». Intervista a Mario Tronti

mario_tronti_1Sotto la suola delle sue scarpe è ancora riconoscibile il fango della storia. "È tutto ciò che resta. Miscuglio di paglia e sterco con cui ci siamo illusi di erigere cattedrali al sogno operaio ". Ecco un uomo, mi dico, intriso di una coerenza che sfonda in una malinconia senza sbavature. È Mario Tronti, il più illustre tra i teorici dell'operaismo.

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Appello agli spazi sociali per la costruzione di una rete di produzione e distribuzione indipendente

Il passo dello sherpa

3B1EDD3B-4D0C-4850-97A0-951D9B03C81F_cx0_cy9_cw0_mw1024_s_n_r1Il progetto DOC(K)S (www.idocks.it) nasce su impulso di DeriveApprodi e intende proseguire e ampliare il suo lavoro ventennale sul fronte della produzione di «prototipi mentali» e strategie teoriche per la critica dell’esistente. La nostra convinzione è che oggi, se si vuole incidere nei processi sociali, occorre operare un salto di qualità nell’organizzazione della proposta culturale, andando a costituire una rete di produzione e distribuzione esplicitamente indipendente.

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I Doc(k)s e la difficile impresa dell'indipendenza culturale

Benedetto Vecchi

tumblr_n0w0o9mdiU1qz8uvvo1_1280Il pro­getto può essere anno­ve­rato tra le molte spe­ri­men­ta­zioni edi­to­riali tese a get­tare un ponte tra pro­du­zione cul­tu­rale «car­ta­cea», Rete e for­ma­zione. Alla let­tura dei testi che accom­pa­gnano il lan­cio dell’iniziativa emerge però un pano­rama più arti­co­lato. Doc(k)s spe­ci­fica nella home page del suo sito (http://​info​docks​.word​press​.com/) che il pro­getto nasce con due obiet­tivi: creare una piat­ta­forma dove ricer­ca­tori uni­ver­si­tari, gra­fici, edi­tori, video­ma­ker pos­sono con­di­vi­dere risorse per svi­lup­pare, qui il secondo obiet­tivo, pro­dotti cul­tu­rali indi­pen­denti dai canoni impo­sti dall’industria cul­tu­rale.

articolo pubblicato su «Il manifesto» del 13 settembre 2014

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Il futuro del mercato librario italiano

Il futuro della distribuzione dei libri

Tout-est-Factice-Robert_DoisneauSi alleano Messaggerie e Feltrinelli, e nasce un distributore da 70 milioni di volumi l'anno. Cosa succederà nel mercato librario e nelle librerie italiane? Una puntata di «Fahrenheit – Radio 3» dedicata a questo tema (21/07/2014). Con Alberto Ottieri, Piero Rocchi e Andrea Palombi Ascolta in Podcast

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A seguito del dibattito aperto dal libro “Banche e crisi. Dal petrolio al container”

La posizione di Confindustria sulla riforma portuale: un commento

Bancheecrisi_copertinadi Sergio Bologna

Abbiamo potuto leggere in questi mesi diversi testi sulla riforma portuale, prese di posizione di partiti, di associazioni o di singoli esperti. Il documento di Confindustria, arrivato per ultimo, a me è sembrato migliore di quelli messi in circolazione, più chiaro e sintetico, meno diplomatico rispetto al solito

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«Utopia for sale?», la mostra su Allan Sekula al MAXXI di Roma

Utopia for sale!

Ilaria Bussoni

sekula«Se sei un falegname e stai facendo un bellissimo cassettone, non userai un pezzo di compensato per il retro anche se finirà contro il muro e non lo vedrà nessuno. Tu lo sai che sta lì, per questo userai un bellissimo pezzo di legno anche per il retro. Perché tu possa dormire la notte, perseguirai l’estetica attraverso la qualità». Chissà se l’autore di questa sentenza dal sapore di maestranza artigiana considerava i propri dipendenti della fabbrica di Shenzhen alla stregua del falegname, o del compensato.

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Cecco Bellosi

Grazie a Genny «a' carogna» per aver evitato una strage

palloneSono rimasto colpito dal trionfo di tetra ipocrisia e di giustizialismo senza ritegno nel caso della partita di Roma. Tutti si scagliano contro la trattativa con ventimila tifosi del Napoli, che avrebbero potuto reagire, sull’onda dell’emozione e della rabbia per un loro compagno colpito a sangue, con la distruzione dello stadio.

 

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Appunti per una storia critica dei Centri Sociali

Secondo inedito di Primo Moroni

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Primo Moroni

21 giugno 1992 – Tradate 

 Le trasformazioni dei Centri Sociali dagli anni '70 agli anni '90: modello autonomo, modello "punk" e controculturale e loro derive.

Il testo che segue fu utilizzato come «scaletta» da Primo Moroni per un suo intervento al Centro sociale di Tradate il 21 giugno 1992 sul tema della storia dei Centri sociali in Italia.

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Che fine ha fatto il conflitto sociale?

di Lapo Berti

per lapo bertiCi siamo illusi che la società potesse vivere senza la fatica e le pene del conflitto, che la coesione sociale e la democrazia potessero essere il frutto della pacifica convivenza fra egoismi. La democrazia desertificata che abbiamo di fronte ci dice che non è così. Il conflitto sociale è la linfa della democrazia e anche il costo che dobbiamo pagare perché essa viva. 

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Con una video intervista a Giambattista Marongiu

Per chi suona la campana

 di Franco Piperno

da infoaut.org

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Ieri (10 marzo 2014), in una clinica parigina, è morto il compagno Gian Battista Marongiu.
Apparteneva a quella generazione di rivoluzionari che si sono conservati come tali, senza mai divenire rivoluzionari di professione, rifiutando di specializzarsi. Militante di "Potere Operaio", è stato il portavoce nazionale del movimento a metà degli anni '70 del secolo appena trascorso.

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Il sociologo sardo ha lavorato a «Libération» dal 1982 al 2007. Si è spento all’età di 67 anni.

Jean-Baptiste Marongiu, ciao compagno

di Robert Maggiori, «Libération», 10 marzo 2014

Leggi su «Libération»

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Lo chiamavano tutti JiBi. Dell’Italia, e della sua terra di Sardegna, gli era rimasto l’accento, che a «Libération» ha fatto diventare mitiche alcune sue espressioni, come «C’est un po’ désespéré». Oppure, quando si arrabbiava con qualcuno e diceva, nel suo gergo, «Qu’il aille se faire mettre!». Quando arrivò Jean-Baptiste (Giambattista), «Libération» era ancora in rue Christiani, nel diciottesimo arrondissement di Parigi: ad aprirgli la porta era stato il direttore artistico dell’epoca, Antonio Bellavita. Era il 1982.

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Come farsi una bellissima libreria

di Sergio Bianchi

bicchiere_sergioNella libreria Uscita si entra all’inizio del ’69. L’idea è di Nanni Balestrini. Una piccola libreria d’avanguardia a Roma. Un laboratorio sperimentale, un’officina di produzione e diffusione culturale sotto la tutela del Gruppo ’63 quando con la sua rivista «Quindici» si apre all’esplosione del movimento studentesco. La voglia di conoscere e di sapere. Uno spazio di indipendenza. Un emporio di strumenti più o meno complicati con linee di pensiero ricche, molteplici, mobilissime. La controcultura e la controinformazione. Riflettere, comunicare, comprendere

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L'ascesa biopolitica di Renzi

Lo scossone

di Franco Berardi "Bifo"

claire fontaine, capitalism kills loveL’ascesa di Renzi si è caratterizzata come una campagna biopolitica, o se vogliamo come una terapia anti-depressiva. In un paese stremato dalla depressione e dalla stanchezza è arrivato un vento di aggressiva energia. Come viene propagandato il nuovo vincitore? Non sappiamo niente del suo programma se non vaghe dichiarazioni contraddittorie, ma il punto non è il programma, bensì l’iniezione di sostanze toniche nel corpo affaticato e nel cervello sfiduciato del paziente depresso.

 

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Il nostro candidato al Parlamento Europeo

Metti un Bifo nel motore!

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Continuiamo la nostra campagna in sostegno della candidatura di Franco Berardi "Bifo" alle elezioni europee del prossimo maggio 2014, per la lista Alexis Tsipras PresidenteDopo il primo articolo che ha riscosso un grandissimo successo di pubblico in rete pubblichiamo questo nuovo intervento di Bifo corredato da una mini-intervista.

"Il piano dell'astrazione finanziaria è inattingibile da parte delle forme di azione tradizionali dei movimenti. Lo sciopero come la dimostrazione e perfino l'azione popolare armata non possono incidere su dinamiche totalmente disincarnate come quelle della finanza. La sola strada per la sopravvivenza sociale è quella di una sottrazione attiva, che deve organizzarsi a livello economico con l'insolvenza di massa, a livello monetario con la creazione di monete comunitarie come quelle che stanno nascendo e dovranno diffondersi man mano che il disastro economico si approfondisce."

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Il nostro candidato al Parlamento Europeo

Metti un Bifo nel motore

foto bifo

Con Tsipras contro l’assolutismo finanziario 

di Franco Berardi "Bifo"

DeriveApprodi dà il suo sostegno alla candidatura di Franco Berardi "Bifo" alle elezioni europee del prossimo maggio 2014, per la lista Tsipras.

Se anche tu sei d'accordo, clicca il MI PIACE su questa pagina per dare il tuo personale sostegno.

"Alexis Tsipras rappresenta la resistenza della società greca contro l’aggressione finanziaria, e questa è per me una motivazione sufficiente per dichiarare il mio appoggio alla lista che si presenta a suo nome alle elezioni europee, e per andarlo a votare"

 

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Continua la polemica intorno al libro di Andrea Casazza

Gli imprendibili: un libro anche sull'Autonomia?

stella piccolaProsegue il dibattito sugli anni '70 a Genova innescato dal libro Gli imprendibili. Storia della colonna simbolo delle Brigate rosse di Andrea Casazza . Dopo Roberto Speciale, Marco Peschiera, Silvio Ferrari, Cesare Manzitti e Marcello Zinola, 
esce sul «Secolo XIX» l'intervento di un altro ex-dirigente del PCI genovese, Enrico Baiardo. 

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