Sulla violenza

di Juan Domingo Sánchez Estop

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«Io dico che coloro che dannono i tumulti intra i Nobili e la Plebe, mi pare che biasimino quelle cose che furono prima causa del tenere libera Roma; e che considerino più a’ romori ed alle grida che di tali tumulti nascevano, che a’ buoni effetti che quelli partorivano; e che e’ non considerino come e’ sono in ogni republica due umori diversi, quello del popolo, e quello de’ grandi; e come tutte le leggi che si fanno in favore della libertà, nascano dalla disunione loro, come facilmente si può vedere essere seguito in Roma». (Machiavelli, Discorsi, I, 4)


1. La violenza è determinata dal potere, non dai movimenti sociali. È il potere a decidere, per esempio, che un’aggressione fascista non è «violenta» e che lo è invece una resistenza pacifica o passiva.

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Ottobrata destituente: note a margine

Pubblichiamo un interessante commento della Redazione di Infoaut all'editoriale di Marcello Tarì, "Ottobrata destituente". Il testo si struttura come un insieme di "note a margine", che verranno  poi sistematizzate in un successivo documento.

Partiamo dai due punti che ci paiono rilevanti,
1) Il #19o è in rapporto diretto con il #15o di due anni prima. Giusto coglierne non la continuità ma, come si dice qui, "l'approfondimento strategico" (aggiungeremmo anzi - in termini poco politicamente corretti - che il #15o ha svolto una funzione "igienica" nel liberarci da pastoie e dinamiche soffocanti).
2) Quella piazza è un momento di una lunga serie di sollevazioni, scontri acampade, picchetti, riots, libere repubbliche che da qualche anno segnano il materializzarsi di una nuova composizione su scala globale.

Arriviamo ai nodi problematici...

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Ottobrata destituente

di Marcello Tarì

Mettiamola così: il #19O è quello che resta del #15O o, detto altrimenti, la sua attuale possibilità.
Se il desiderio comune espressosi con la rivolta che incendiò il 15 ottobre di due anni fa è stato quello di rendere reale, tangibile, lo slogan globale del «nessuno ci rappresenta» – operando nei termini di una vera secessione dalle forme politiche organizzate della sinistra – questo ottobre espone il fatto che esiste, anche in questo paese, una potenza destituente che si organizza autonomamente in termini di massa e a cui giova, anzi, farlo senza le stampelle governamentali. Siamo noi che non li vogliamo, non il contrario.
Il #19O è la verità materiale del #15O.
Né continuità né discontinuità ma approfondimento strategico dello scontro.

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Uomini sempre poco allineati

La mattina del 16 ottobre ci ha lasciato Luigi Bernardi, grande e singolare personalità dell’editoria italiana. Nostro carissimo amico, compagno, consigliere, collaboratore, autore.
Luigi è stato un importante editore di riviste di fumetti di qualità nel corso degli Ottanta e primi Novanta. Poi ha fondato e diretto la casa editrice Granata Press. Aggredito in quegli anni dalla malattia ha dovuto abbandonare l’impresa dedicandosi poi alle collaborazioni con case editrici di suo gradimento. Tra queste la nostra, che al suo nascere ha subito puntato col suo caratteristico occhio aquilino. Lo stesso occhio che nel suo lungo percorso di scavo e ricerca gli ha permesso di scoprire a colpo sicuro alcune stelle della narrativa italiana.

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"L’ex broker e il Verdicchio anti-pop" - recensione del Corriere della Sera a "Non è il vino dell'enologo"

di Luciano Ferraro - divini.corriere.it pubblicato sul Corriere della Sera di sabato 20 aprile, 2013 corrado_large_cut «C’è il vino pop. E poi c’è Pasolini. Corrado Dottori, ex ragazzo milanese di 41 anni, finito nelle Marche inseguendo un’idea del mondo (e del Verdicchio) ha scritto uno dei più bei libri sul vino degli ultimi anni. Contrapponendo lo scrittore anti-pop di Casarsa del Friuli alla cultura pop. Il libro si chiama «Non è il vino dell’enologo» (DeriveApprodi, 13 euro, un piccolo successo editoriale racconta il vignaiolo nel suo blog). Come scrive nella prefazione il regista di «Mondovino», Jonathan Nossiter, «non è nemmeno un libro sul vino». È il racconto di un percorso interiore all’ombra della figura del padre...

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Tour di presentazioni di A sarà düra!

A ridosso della data di uscita in libreria (Gennaio - Febbraio - Marzo - etc), partirà una lunga serie di appuntamenti in tutta Italia per presentare il libro A sarà düra! Store di vita e di militanza no tav a cura del centro sociale Askatasuna. Le date sono in continuo aggiornamento, per cui vi preghiamo di controllare il link per scoprire il giorno e il luogo più vicino a voi, per incontrare e discutere con gli autori di questo vero e proprio libro-inchiesta attorno al fare movimento oggi. A sarà düra!  Vai alla pagina delle presentazioni

DeriveApprodi

 

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Manifesto dell'Osservatorio Degli Editori Indipendenti - ODEI

Da alcuni mesi è nato un percorso di confronto tra alcuni editori indipendenti sulla condizione di chi produce libri e cultura oggi in Italia, su chi li legge e li vende, e su tutto il sistema editoriale e culturale del nostro paese. Questo gruppo è andato via via crescendo e strutturandosi, fino ad assumere il nome di ODEI - Osservatori Degli Editori Indipendenti. Abbiamo prodotto un manifesto, in cui abbiamo messo tutto ciò che ci appassiona e ci spinge a continuare il nostro lavoro da editori non legati a grandi gruppi, e descritto e denunciato chi e cosa tenta continuamente di impedircelo. Vi invitiamo a scaricarlo e leggerlo da qui. Grazie e buona lettura!

La redazione di DeriveApprodi

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In memoria di Giorgio Frankel

Pubblichiamo questo testo di Alfredo Tradardi e Diana Carminati in memoria di un nostro autore, Giorgio Frankel, appena scomparso. Ci uniamo al ricordo di Giorgio che qui viene fatto, ringraziandolo per la sua lucidità e il suo lavoro.

DeriveApprodi, 26 settembre   

  "Abbiamo conosciuto Giorgio S. Frankel in una conferenza al Centro Einaudi di Torino, e il suo intervento, lucido, pacato e coraggioso, ci aveva colpito per la inconsueta dimensione di verità. Ne seguì una collaborazione preziosa con ISM-Italia...

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Comunicato dello spazio sociale Onda Rossa 32 sui fatti di via dei Volsci

Pubblichiamo con piacere il comunicato che lo spazio sociale Ondarossa 32 ha prontamente diffuso sulle medesime questioni oggetto del nostro comunicato di ieri. Speriamo che il nostro invito a una presa di posizione chiara e inequivoca possa divenire espressione anche negli altri ambiti di movimento impegnati nell’intervento quotidiano nel quartiere di San Lorenzo. DeriveApprodi

 

Comunicato dello spazio sociale Onda Rossa 32

"Non ci piace correre dietro ai tempi delle notizie gridate e poi dimenticate. Ci piace ragionare, possibilmente in maniera collettiva. E allora... In merito alle notizie false e diffamatorie delle attivita' del centro sociale, secondo le quali un gruppo di due o più razzisti avrebbero minacciato al grido di “sporchi negri” un gruppo di profughi africani presenti nell’associazione di fronte al centro sociale nella serata di Venerdì 21 us, ci teniamo a precisare quanto segue...

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Sull'aggressione razzista a via dei Volsci

In merito alla ripugnante aggressione razzista accaduta lo scorso venerdì sera al civico 33 di via dei Volsci, nel quartiere di San Lorenzo a Roma, esprimiamo tutto il nostro sdegno. Riteniamo inoltre molto grave e preoccupante che i due squallidi individui protagonisti di quelle gesta siano usciti, come riferito da più testimoni, dai locali di un riconosciuto luogo di movimento.
Invitiamo pertanto tutte le associazioni, le aggregazioni, i centri sociali, i luoghi di lotta e di produzione e diffusione comunicativa del quartiere ad assumere, riguardo quanto accaduto, una posizione di netta, inequivoca, condanna oltre a un concreto impegno volto a isolare ed espellere dai propri circuiti di socialità individui che si facciano portatori di idee e comportamenti fascisti, razzisti e sessisi.
La casa editrice DeriveApprodi 24 settembre 2012

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1,2,3 giugno 2012 a Roma!

INDY - Fiera dei gusti non omologati

In un mercato globalizzato che spinge verso l’uniformità dei gusti, la cancellazione delle differenze e l’appiattimento dei consumi sulle esigenze seriali della grande produzione e distribuzione, nasce un nuovo prototipo di Fiera dedicato alle produzioni indipendenti.

Promosso da tre realtà che dell’indipendenza culturale hanno fatto la loro ragione d’essere: il mensile “ Alfabeta2”, la casa editrice DeriveApprodi e Radio Popolare Roma, Indy è uno spazio aperto alle produzioni materiali e culturali di coloro che praticano e rivendicano, fra mille difficoltà, un approccio differente, che traduce in un libro, in un vino, in una birra, in un film o in un brano musicale la cultura e la sapienza di chi li produce...

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Ciclo di incontri: Napoli, Roma, Bologna, Milano

Presentazioni de La fabbrica dell'uomo indebitato

Dal 23 aprile al 03 maggio 2012, la casa editrice DeriveApprodi vi invita ad un ciclo di appuntamenti e dibattiti in tutta Italia per presentare il libro «La fabbrica dell'uomo indebitato» di Maurizio  Lazzarato (DeriveApprodi) di seguito le informazioni sul ciclo di incontri.

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Editoriale #7: Instabile/possibile

La storia di DeriveApprodi

di Rossana De Simone (Crudelia)

Alla fine degli anni Ottanta Varese aveva seppellito un ciclo storico iniziato con l’insurrezione delle classi operaie provocate dall’avvento del fascismo, «la città giardino», che Benito Mussolini aveva elevato a capoluogo di provincia con l’ambizione di «italianizzare» il Canton Ticino, era passata dal fascismo al razzismo della Lega. «Abbasso lo Stato e viva l’individuo sociale e il privato» gridava Bossi, tutto poteva essere usato come grimaldello per scardinare il sistema, bisognava legittimarsi e delegittimare perché solo «quando tutti i meccanismi saranno sfasati si dovranno prendere decisioni» avvertiva Miglio.

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Editoriale #5: Codici miniati e prediche ai passeri

La storia di DeriveApprodi

di Lanfranco Caminiti

Vent’anni fa stavamo attraversando il deserto. Non eravamo diretti verso la terra promessa, quella, semmai, era alle nostre spalle. Il deserto era tutt’intorno a noi, era abitato, sovrappopolato. Una civiltà era andata distrutta, una nuova specie umana emergeva dalle sue rovine, ma noi non riuscivamo a riconoscerne i volti, i corpi: tutto levigato, senza tracce né memoria. Solo noi eravamo pieni di cicatrici. Ma non ci eravamo salvati, eravamo i sommersi. Era successo troppo. Gli anni Ottanta erano stati l’apotesosi delle ideologie liberiste: il thatcherismo e il reaganismo avevano trionfato...

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La storia di DeriveApprodi

di Pino Tripodi

Quando vent'anni fa nasce DeriveApprodi eravamo anagraficamente meno vecchi. Convivevano più nidiate sovversive in quell'avventura. I ventenni con le unghia già graffianti del movimento della Pantera, i trentacinquenni sempre più autonomi del movimento 77 e qualche decano delle storie precedenti. Convivevano tutti nel pentolone messo assieme per forza ciclopica dalla cocciuta volontà del Bianchi recalcitrando non poco, però. Ché pochi esclusi – il Sergio, l'io, il Bifo... – avevano doppia tessera in tasca. Quella tosta dell'identità – il simulacro di un'antica forma partito, l'icona di un qualche collettivo politico o centro sociale, la parentela stretta con qualche sparuta microrganizzazione - e quella spuria di DeriveApprodi...

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Editoriale #3: Ben scavato vecchia talpa!

La storia di DeriveApprodi

di Franco Berardi (Bifo)

Cominciammo a pubblicare questa rivista all’inizio degli anni Novanta per riprendere il filo di una ricerca che nel decennio precedente si era ingarbugliato e perso nelle carceri speciali in cui il potere aveva rinchiuso centinaia di intellettuali. Volevamo riprendere il filo della ricerca autonoma: autonomia della società dal capitale, autonomia del sapere dalla legge del profitto, autonomia della mente e del cuore dall’economia...

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Editoriale #2: Ma con quel coso lì che robe si possono fare?

La storia di DeriveApprodi

di Massimo Kunstler

Mi vedevo spesso con Sergio, abitavamo talmente vicino che a piedi ci voleva un minuto.   Avevo già sentito parlare di lui, ma ci siamo incontrati solo per caso verso la fine degli anni ’80. Sergio condivideva un appartamento con dei miei carissimi amici a Roma. Era il tipo di persona che mancava da tanto nel mio allora esagerato giro di conoscenze, fatto di esagerate frequentazioni e pochi veri amici. Dopo oltre un decennio avevo ritrovato qualcuno con cui poter comunicare, ed essere accettato, per il visionario che ero, al di fuori dei canoni dell’allora imperante edonismo reaganiano, detto tanto per intenderci...

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