«Utopia for sale?», la mostra su Allan Sekula al MAXXI di Roma

Utopia for sale!

Ilaria Bussoni

sekula«Se sei un falegname e stai facendo un bellissimo cassettone, non userai un pezzo di compensato per il retro anche se finirà contro il muro e non lo vedrà nessuno. Tu lo sai che sta lì, per questo userai un bellissimo pezzo di legno anche per il retro. Perché tu possa dormire la notte, perseguirai l’estetica attraverso la qualità». Chissà se l’autore di questa sentenza dal sapore di maestranza artigiana considerava i propri dipendenti della fabbrica di Shenzhen alla stregua del falegname, o del compensato.

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Cecco Bellosi

Grazie a Genny «a' carogna» per aver evitato una strage

palloneSono rimasto colpito dal trionfo di tetra ipocrisia e di giustizialismo senza ritegno nel caso della partita di Roma. Tutti si scagliano contro la trattativa con ventimila tifosi del Napoli, che avrebbero potuto reagire, sull’onda dell’emozione e della rabbia per un loro compagno colpito a sangue, con la distruzione dello stadio.

 

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Appunti per una storia critica dei Centri Sociali

Secondo inedito di Primo Moroni

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Primo Moroni

21 giugno 1992 – Tradate 

 Le trasformazioni dei Centri Sociali dagli anni '70 agli anni '90: modello autonomo, modello "punk" e controculturale e loro derive.

Il testo che segue fu utilizzato come «scaletta» da Primo Moroni per un suo intervento al Centro sociale di Tradate il 21 giugno 1992 sul tema della storia dei Centri sociali in Italia.

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Che fine ha fatto il conflitto sociale?

di Lapo Berti

per lapo bertiCi siamo illusi che la società potesse vivere senza la fatica e le pene del conflitto, che la coesione sociale e la democrazia potessero essere il frutto della pacifica convivenza fra egoismi. La democrazia desertificata che abbiamo di fronte ci dice che non è così. Il conflitto sociale è la linfa della democrazia e anche il costo che dobbiamo pagare perché essa viva. 

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Con una video intervista a Giambattista Marongiu

Per chi suona la campana

 di Franco Piperno

da infoaut.org

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Ieri (10 marzo 2014), in una clinica parigina, è morto il compagno Gian Battista Marongiu.
Apparteneva a quella generazione di rivoluzionari che si sono conservati come tali, senza mai divenire rivoluzionari di professione, rifiutando di specializzarsi. Militante di "Potere Operaio", è stato il portavoce nazionale del movimento a metà degli anni '70 del secolo appena trascorso.

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Il sociologo sardo ha lavorato a «Libération» dal 1982 al 2007. Si è spento all’età di 67 anni.

Jean-Baptiste Marongiu, ciao compagno

di Robert Maggiori, «Libération», 10 marzo 2014

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Lo chiamavano tutti JiBi. Dell’Italia, e della sua terra di Sardegna, gli era rimasto l’accento, che a «Libération» ha fatto diventare mitiche alcune sue espressioni, come «C’est un po’ désespéré». Oppure, quando si arrabbiava con qualcuno e diceva, nel suo gergo, «Qu’il aille se faire mettre!». Quando arrivò Jean-Baptiste (Giambattista), «Libération» era ancora in rue Christiani, nel diciottesimo arrondissement di Parigi: ad aprirgli la porta era stato il direttore artistico dell’epoca, Antonio Bellavita. Era il 1982.

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Come farsi una bellissima libreria

di Sergio Bianchi

bicchiere_sergioNella libreria Uscita si entra all’inizio del ’69. L’idea è di Nanni Balestrini. Una piccola libreria d’avanguardia a Roma. Un laboratorio sperimentale, un’officina di produzione e diffusione culturale sotto la tutela del Gruppo ’63 quando con la sua rivista «Quindici» si apre all’esplosione del movimento studentesco. La voglia di conoscere e di sapere. Uno spazio di indipendenza. Un emporio di strumenti più o meno complicati con linee di pensiero ricche, molteplici, mobilissime. La controcultura e la controinformazione. Riflettere, comunicare, comprendere

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L'ascesa biopolitica di Renzi

Lo scossone

di Franco Berardi "Bifo"

claire fontaine, capitalism kills loveL’ascesa di Renzi si è caratterizzata come una campagna biopolitica, o se vogliamo come una terapia anti-depressiva. In un paese stremato dalla depressione e dalla stanchezza è arrivato un vento di aggressiva energia. Come viene propagandato il nuovo vincitore? Non sappiamo niente del suo programma se non vaghe dichiarazioni contraddittorie, ma il punto non è il programma, bensì l’iniezione di sostanze toniche nel corpo affaticato e nel cervello sfiduciato del paziente depresso.

 

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Il nostro candidato al Parlamento Europeo

Metti un Bifo nel motore!

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Continuiamo la nostra campagna in sostegno della candidatura di Franco Berardi "Bifo" alle elezioni europee del prossimo maggio 2014, per la lista Alexis Tsipras PresidenteDopo il primo articolo che ha riscosso un grandissimo successo di pubblico in rete pubblichiamo questo nuovo intervento di Bifo corredato da una mini-intervista.

"Il piano dell'astrazione finanziaria è inattingibile da parte delle forme di azione tradizionali dei movimenti. Lo sciopero come la dimostrazione e perfino l'azione popolare armata non possono incidere su dinamiche totalmente disincarnate come quelle della finanza. La sola strada per la sopravvivenza sociale è quella di una sottrazione attiva, che deve organizzarsi a livello economico con l'insolvenza di massa, a livello monetario con la creazione di monete comunitarie come quelle che stanno nascendo e dovranno diffondersi man mano che il disastro economico si approfondisce."

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Il nostro candidato al Parlamento Europeo

Metti un Bifo nel motore

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Con Tsipras contro l’assolutismo finanziario 

di Franco Berardi "Bifo"

DeriveApprodi dà il suo sostegno alla candidatura di Franco Berardi "Bifo" alle elezioni europee del prossimo maggio 2014, per la lista Tsipras.

Se anche tu sei d'accordo, clicca il MI PIACE su questa pagina per dare il tuo personale sostegno.

"Alexis Tsipras rappresenta la resistenza della società greca contro l’aggressione finanziaria, e questa è per me una motivazione sufficiente per dichiarare il mio appoggio alla lista che si presenta a suo nome alle elezioni europee, e per andarlo a votare"

 

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Continua la polemica intorno al libro di Andrea Casazza

Gli imprendibili: un libro anche sull'Autonomia?

stella piccolaProsegue il dibattito sugli anni '70 a Genova innescato dal libro Gli imprendibili. Storia della colonna simbolo delle Brigate rosse di Andrea Casazza . Dopo Roberto Speciale, Marco Peschiera, Silvio Ferrari, Cesare Manzitti e Marcello Zinola, 
esce sul «Secolo XIX» l'intervento di un altro ex-dirigente del PCI genovese, Enrico Baiardo. 

Leggi in PDF    Vai al dossier della polemica    Vai alla scheda del libro 

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Comunicato del Laboratorio Occupato Autogestito Acrobax

Rispondiamo all'appello. Ciao Antò

#maceroNO

1493216_702503266435595_1268437042_nIl 31 dicembre 2013, insieme alle case editrici DeriveApprodiManifesto Libri
Meltemi e :duepunti Edizioni abbiamo organizzato il Capodanno di libri, il costo era di tre euro l'uno ed  è stato l'occasione di riunire numerosissime persone e di vendere centinaia di testi di qualità che sarebbero altrimenti andati distrutti. Con questa giornata è nato il «progetto Antò», nell'intenzione un centro di documentazione, ricerca e auto-formazione interculturale e in movimento, concretamente uno spazio-tempo dove praticare forme di artigianato critico.

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Campagna rivolta agli spazi sociali autogestiti e autorganizzati

Macero NO

immagine macero noAvanziamo una proposta a tutti gli spazi sociali animati dai princìpi dell’autogestione e dell’autoproduzione per la costruzione, in ciascuno di essi, di un presidio del sapere basato sulla l’uso e la diffusione dei libri. 
Il primo passo di un tale progetto potrebbe essere la costruzione in ogni spazio autogestito di un evento che offra la possibilità di acquistare a prezzi scontatissimi (3 euro, di cui 2 destinati all’editore e 1 agli spazi ospitanti) i libri di alcuni editori destinati al macero. Alcune esperienze pilota hanno già dimostrato il successo di questa iniziativa.

A stimolo di avvio una discussione questo progetto proponiamo anche, a parte, la lettura di un testo sul tema dell’autoproduzione e dell’autogestione nei Centri sociali negli anni Ottanta e Novanta. Leggi in PDF 

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Una polemica sul libro di Andrea Casazza

Gli anni spezzati di Genova

stella piccola

Il quotidiano genovese «Il secolo XIX» ha ospitato il 9 gennaio un intervento di Roberto Speciale sul libro di Andrea Casazza, Gli imprendibili, pubblicato di recente per le nostre edizioni. Roberto Speciale è l'attuale direttore della Fondazione Casa America di Genova, e all'epoca dei fatti raccontati nel libro era membro della segreteria regionale del PCI e fu tra gli estensori del documento contro il terrorismo pubblicato dal Comitato regionale del partito nel febbraio 1979. Nel suo intervento accusa il libro di essere «diseducativo» e di essere colpevole di non dare un «giudizio netto di condanna del terrorismo».Il 10 gennaio Andrea Casazza risponde sulle colonne dello stesso giornale.  Chiude la polemica un articolo di Marco Peschiera, caporedattore del Secolo XIX, e testimone di quegli anni.

Leggi l'intervento di Roberto Speciale (anche in PDF)
Il testo completo della lettera

Leggi la risposta di Andrea Casazza (anche in PDF)

Leggi l'intervento di Marco Peschiera

Vai alla scheda del libro 

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Il 9 dicembre dell'editoria indipendente

di Ilaria Bussoni

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Dal 9 dicembre, oltre al movimento dei forconi, nel panorama degli animali fantastici o delle nature ibride c’è anche l’Osservatorio degli Editori Indipendenti, riunito in associazione (aperta). In altri tempi si sarebbe trattato di un’associazione di categoria, di una confindustria degli editori, o di un sindacato degli scrittori.

Oggi, è una semplice associazione di realtà editoriali variegate e multiformi accomunate dall’intenzione di trovare piste concrete per preservare e far crescere la «differenza» editoriale italiana.

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Quegli spari che uccisero il movimento a Milano

di Paolo Pozzi e Franco Tommei

Il 16 dicembre è morto Paolo Pedrizzetti, caduto dal suo balcone mentre disponeva gli addobbi di Natale.

Storia_di_una_fotoLa  moglie ha tentato di afferrarlo ma è precipitata con lui. Nato ad Arona, Pedrizzetti si era laureato in Architettura al Politecnico di Milano: c'era negli anni '70, e il 14 maggio 1977, in particolare, si trovava con la sua macchina fotografica  in via De Amicis quando scoppiarono gli scontri che costarono la vita ad Antonio Custra. Riparatosi su un lato della via, scattò quella celebre foto dell'autonomo che tenendo la pistola con le mani unite fa fuoco contro la polizia.

caduto dal suo balcone mentre disponeva gli addobbi di Natale. La moglie A quella e alle altre foto del maggio '77 milanese, DeriveApprodi ha dedicato un volume fotografico Storia di una foto. Milano, via De Amicis, 14 maggio 1977. La costruzione dell'immagine-icona degli «anni di piombo». Contesti e retroscena, di cui pubblichiamo di seguito un estratto: il saggio di Paolo Pozzi e Franco Tommei intitolato "Quegli spari che uccisero il movimento a Milano".

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Un testo inedito di Primo Moroni

DeriveApprodi n.0

All'inizio del 1992 si discuteva con Primo Moroni delle necessità di tentare il riavvio di un percorso di riflessione dopo la terribile stagione della desertificazione mentale del decennio Ottanta. Ovviamente si riteneva che a tal fine lo strumento principe fosse ancora quello della rivista politica.

Quello che pubblichiamo di seguito è un documento che ha una sua straordinarietà: si tratta della scansione di un testo inedito di Primo Moroni, che ha fatto da fondazione della rivista DeriveApprodi, il cui numero zero fu pubblicato nel luglio dello stesso 1992 con la frase "E' possibile pensare che un lungo periodo di distruzione delle intelligenze collettive cominci a volgere al termine e che nelle metropoli stia emergendo una nuova percezione del presente"

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