Ricordo di Dalmaviva

Un ironico rivoluzionario («il manifesto»)

dalmavivafotodi Alberto Magnaghi

Questo articolo è stato pubblicato originariamente sul «manifesto» di giovedì 21 luglio È morto Mario Dalmaviva. Ha resistito più di altri: la statistica dei compagni del Processo “7 aprile 1969” che hanno subito una ingiusta carcerazione preventiva (fino a 5 anni e 4 mesi, come Mario) e sono morti prematuramente per malattia è impressionante: Luciano Ferrari Bravo, Augusto Finzi, Guido Bianchini, Franco Tommei, Emilio Vesce, Sandro Serafini, Giorgio Raiteri, Paolo Pozzi, Gianmario Baietta, Antonio Liverani…insomma la galera uccide.

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Quindici anni dopo Genova

Tra Barroso e Bouhlel

Franco Berardi Bifo

lamettaThings fall apart; the centre cannot hold; Mere anarchy is loosed upon the world, The blood-dimmed tide is loosed, and everywhere The ceremony of innocence is drowned; The best lack all conviction, while the worst Are full of passionate intensity.

(Yeats: The Second Coming)

La fine del tatcherismo - Una bomba a orologeria - Estate nera in America - Razzismo bianco Fascismo islamista guerra civile globale - L'eredità del colonialismo - L'Unione Europea è un morto che cammina - L'orrore - Conclusione

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Piccole scintille nella prateria?

lachinoise2Mauro Trotta

«Mettere lo studente al centro» dei programmi di apprendimento, dei percorsi scolastici, dell’attenzione, del progetto formativo. È questa un’espressione che ritorna nei più diversi contesti e discorsi legati alla scuola. A parte che tale sintagma richiama alla mente un’immagine inquietante – il povero studente circondato da ogni lato da maestri, professori, presidi, bidelli che lo scrutano, lo fissano, lo osservano quasi a sezionarlo senza lasciargli alcuna via di uscita – siamo proprio sicuri che siano i ragazzi, gli alunni, con le loro richieste, i loro bisogni, i loro desideri, l’elemento fondamentale dell’attuale sistema scolastico? Che siano proprio loro in concreto quelli a cui si pensa, quando si decide di intervenire con le varie riforme della scuola?

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Il volto amico della scuola

Corrado Cosenza

chinoise Sono entrato per la prima volta a scuola nel 1962 e non ne sono ancora uscito. Il primo giorno di scuola il maestro chiese se ci fosse fra noi il figlio di un falegname. C’era, purtroppo. Rispose affermativamente anche alla richiesta successiva del maestro: - potresti chiedere a tuo padre di farmi una bacchetta dura e flessibile? A cosa sarebbe servita lo avremmo capito presto, sulla nostra pelle: bisognava imparare subito la sofferenza dell’apprendere.

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Una ventata di utilitarismo

Giorgio Mascitelli

chinoiseUna ventata di utilitarismo percorre i piani alti della scuola italiana. Basta con inutili saperi, viene ripetuto con convinzione dalle nostre èlite, che non servono nel mondo del lavoro; basta con la cultura che non sia spendibile sul mercato o quanto meno che non faccia spendere sul mercato informatico. In armonia con questo spirito nella legge della Buona Scuola è stato stabilito un numero di ore obbligatorie di stage lavorativi per il triennio delle superiori che chiaramente esorbita la capacità di ricezione del mondo produttivo italiano, secondo una tradizione tipica delle classi dirigenti nostrane di fissare obbiettivi prescindendo da fattori quali la loro effettiva realizzabilità.

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Campagna DeriveApprodi per gli insegnanti

Una scuola davvero speciale

lachinoise2 Era uno speciale da più di un anno, e non solo per quanto riguardava i geni deformi che portava in sé. Più grave ancora era il fatto che non avesse superato l’esame per il livello minimo consentito delle facoltà mentali, il che lo rendeva – secondo il gergo popolare – un cervello di gallina. Su di lui era calato il disprezzo di tre pianeti. Comunque, nonostante tutto, sopravviveva.

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OperaViva: un'arte del possibile

Claire-Fontaine-Untitled-Paris-11-April-2006-2006-940x636 Nasce una rivista, online. Un magazine culturale dedicato agli affetti, alle passioni nell’epoca dell’anima al lavoro. In quell’epoca in cui il neoliberismo riesce a fare delle relazioni e della vita un’architettura della subordinazione. In quell’epoca in cui la felicità predicata va insieme all’esplosione del consumo di antidepressivi.

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Per gli insegnanti

La scuola è ottima cioè pessima

chinoise I filosofi sono abituati a misurare la distanza tra il nome delle cose e il modo in cui le cose medesime accadono. Per chi filosofo o meno volesse dilettarsi a considerare l'accadere della democrazia nella società vivente la scuola italiana è un terreno d'elezione privilegiato. In quale altro campo è così evidente che la democrazia con tutte le sue magnifiche ipertrofiche regole e le sterminate burocrazie che le sono congeniali è divenuta meno di un simulacro, una macchina necrotica produttrice di muri e fossati sociali.

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Sarà Bellissima!

testate FB-01DeriveApprodi partecipa a Bellissima - Fiera di libri e cultura indipendente che si terrà dal 18 al 20 marzo a Milano al Palazzo del Ghiaccio. Ci troverete il venerdì dalle 14 alle 22 e sabato e domenica dalle 10 alle 22 allo stand A05-A06. Questi i nostri titoli coinvolti nella fiera: L'anima al lavoro di Franco Berardi "Bifo"Al cuore delle cose di Elvio Fachinelli e le opere di Barbara Balzerani.

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Libertà di dimora

elogio_militanza_FBGigi Roggero è un autore della nostra casa editrice ed è attualmente sottoposto a restrizione della libertà di circolazione. La Procura della Repubblica di Bologna non gli ha concesso di partecipare alla presentazione del suo libro Elogio della militanza a Roma. In solidarietà con li nostro autore, pubblichiamo di seguito il comunicato fatto circolare dai compagni bolognesi di Gigi.

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Luchar, crear, poder popular

di Flavia Ruggieri

banesto02Ci sono momenti in cui quando squilla il telefono già hai la percezione che qualcosa di spiacevole sta per succedere. -Hola amor; - que pasò?; - Pablo…. E allora un turbine di emozioni, sensazioni, colori, odori, ricordi sbiaditi e ricordi vivi iniziano a viaggiare nella testa.

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I «cattivi ragazzi» che assaltarono il cielo

figli_di nessuno_prima di copertinadi Ilaria Bussoni

Found footage è il genere letterario di questo libro di Sergio Bianchi, Figli di nessuno (Milieu edizioni, euro 14,90), racconto parziale che il sottotitolo – Storia di un movimento autonomo – spiega di quale tutto. Materiali trovati, spuntati dai cassetti o dalla memoria (non per forza di un computer), già esistenti dunque e destinati ad altro che a pagine in brossura, riassemblati e rimontati per farne un oggetto, ad arte.

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In memoriam Paolo Pozzi, gennaio 2016.

Paolo Pozzi

di Chicco Funaro

Questo articolo è uscito originariamente su DinamoPress pozzi bianconeroNon so quanto possa inoltrarmi nella morte di Paolo. I nostri sempre più rari incontri, non più di tre negli ultimi dieci, non mi permettono di parlare di lui al presente: non so quanto il suo aspetto potesse essere cambiato, non so che libri avesse appena letto, cosa gli piacesse mangiare e che vini amasse bere, se guardasse la tv, che cosa pensasse di Renzi o di Grillo. Certo so di Laura, che conosco, e di Irene, che però ho visto solo piccolissima.

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Francesca Belleré

Francesca-BelleréCiao.  Ieri in mezzo al sole eravamo lì tutti intorno alla Francesca. Vi mando quello che abbiamo scritto per lei e che una giovane ragazza della scuola della Susanna ha letto per noi. Sempre più difficile, darsi pace. Un bacio Mària

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Diventare figli di nessuno

di Gigi Roggero

figli_di nessuno_prima di copertinaLeggere l’insieme attraverso il particolare: questo è uno dei grandi meriti di Sergio Bianchi con il suo Figli di nessuno (Milieu, 2015). È la “storia di un movimento autonomo”, ci informa il sottotitolo del libro, la storia cioè dell’Autonomia operaia in un’area territoriale tra Milano e Varese, in paesi che rispondono ai nomi di Tradate, Venegono Inferiore e Superiore, Castiglione Olona.

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di Mattia Tombolini

L'equilibrio del pugile

unnamed-2Che bello, come dire, quante sensazioni si mischiano nello stomaco, come fare a darne una descrizione del mix di emozioni, di pensieri che mi si sono creati in questi giorni dentro il corpo e il cervello?

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