Animali da cortile

«Racconti da New Kayrom, la più grande megalopoli interetnica del mondo»

Animali da cortile

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La vicenda di questo libro è ambientata a New Kayrom, la prima grande megalopoli interetnica del mondo, che fu costruita su un’isola in mezzo all’Oceano Pacifico, facendovi affluire di proposito milioni di immigrati dai più disparati angoli del pianeta. Ma ormai il sogno che ha dato vita a questa città è morto, sepolto nella guerriglia tra quartieri e nei traffici di droga e di materiali radioattivi.
L’esito fatale di questa crisi irrimediabile è stato il recente enorme attentato terroristico contro la più importante centrale televisiva cittadina, costato trenta morti, più di cento feriti e il blocco totale del sistema informatico della metropoli. A New Kayrom sono più di duecentomila le persone che vivono per strada. Sono loro gli «animali da cortile», che si muovono in questo infernale scenario di odi etnici, peregrinando da un luogo all’altro della città alla ricerca dei più elementari mezzi di sussistenza. Ma per Dimitrij, immigrato di origine russa, che vive con i suoi mobili in un vicolo della megalopoli, questa sarà una giornata risolutiva. E infatti prende appunti, scrive su un blocco di carta gialla la sua storia, le sue idee, i suoi incontri. E il suo manoscritto sarà determinante nel dare una svolta alle indagini della polizia sui terribili attentati.
Un romanzo intenso, visionario, tremendamente reale.


Un assaggio

Ma io amo questo cortile, mi sono affezionato a questi vecchi mobili e a queste pareti scrostate, sono il mio territorio. L’unico inconveniente è la mancanza d’intimità: sono esposto agli sguardi di tutti, passanti, inquilini, automobili, uccelli ed elicotteri, come su un palcoscenico senza sipario e senza quinte, un pubblico onnipresente e spesso invisibile mi controlla
L’unico modo per non essere visti è ficcarsi dentro il letto sotto un mucchio di coperte. Anche la vecchia tettoia di vetroresina mi protegge ben poco, oltre ad avere il difetto di cascarmi in testa non appena soffia più forte il vento. L’assurdo della faccenda è che tutto quello che la gente fa nei propri appartamenti – certi si scatenano perfino dentro le automobili, protetti dai finestrini antiriflesso parlano da soli, cantano, ridono, si infuriano e battono i pugni contro il volante – non appena lo facciamo noi animali da cortile, diventa subito un segno di follia o di degradazione. Perché lo facciamo davanti a tutti, dicono loro. E certo! E dove lo dovremmo fare
Ma il fatto ancora più assurdo è che mentre io sto qui a preoccuparmi di essere esposto agli sguardi degli altri mi dimentico che la gente non ha nessuna voglia di vedermi, anzi, direi ormai che con quegli strani congegni che tutti usano al posto degli occhi è come se fossi diventato invisibile. Di che mi preoccupo allora? L’idea mi suscita una certa ilarità, ma subito il malloppo gelido della patata mi si ficca in gola e quasi mi strozzo
«Ben ti sta!», già sento esclamare, e chiunque sia stato a dirlo, bè, gli devo dar ragione, perché è ora di farla finita con queste elucubrazioni e devo subito andare in cerca di Prochvostov e restituirgli il malefico sacchetto. L’unico problema sarà riuscire a digerire l’arrosto e le patate senza l’aiuto del vino, ma questa è solo una ragione in più per mettersi in cammino
Uno dei luoghi dove è possibile incontrare Prochvostov durante il pomeriggio è la «Missione della Fede», a Manhattan Square, a circa mezz’ora di cammino da qui in direzione dei quartieri occidentali.

ISBN: 88-88738-10-X
PAGINE: 144
ANNO: 2003
COLLANA: Narrativa
TEMA: Migranti e pensiero post-coloniale, Plebi e moltitudini
Autore

Sergio Kraisky

Sergio Kraisky, romano di origine russa, vive e lavora a Roma. Di formazione sociologo, da molti anni insegna italiano agli stranieri e organizza corsi di scrittura creativa. È autore di radiodrammi per la Rai e di racconti polizieschi. Ha pubblicato racconti con «Il Giallo Mondadori» e con «Liber internazionale».

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