Antonello Sotgia – Tutto in una mano

Antonello Sotgia – Tutto in una mano

Il disegnare come pratica quotidiana

Antonello Sotgia - Tutto in una mano
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«Nella nostra storia c’è un momento, intorno ai sei anni, in cui i bambini cominciano a scrivere.
Invece i bambini dai due ai sei anni disegnano in modo meraviglioso, e non c’è bambino che non sappia disegnare il mondo, perché ne coglie l’essenza.
A un certo punto il bambino a sei anni inizia a scrivere, e inizia a scrivere nella lingua delle istituzioni.
Ecco, quello che io auguro al Cinema Palazzo è di non diventare mai il bambino capace di scrivere, ma di restare nel fantastico mondo, sublime, del disegno.
Perché è solo attraverso il disegno che la fantasia si riesce ad acchiappare per la coda e a stringere»


Un assaggio

Riprendendo tra le mani i molti scritti e disegni che Antonello Sotgia ha lasciato, è apparso ben presto evidente che il tema del disegnare, e il suo esito, il disegno, rappresentano un lungo filo rosso che accompagna la sua riflessione e produzione nel corso dei decenni. Disegnare, per Antonello, è prima di tutto una pratica quotidiana, propria del suo essere architetto. Porta il quadernetto nella tasca, lo tira fuori appena può. Usa parole e disegni per prendere appunti, lasciare traccia, cercare di capire, descrivendo. Gira le pagine, come a voler viaggiare nel tempo e negli spazi che ha attraversato recentemente. Mostra i disegni, raccontando situazioni, storie, luoghi. Per Antonello, disegnare è un atto che si svolge nello spazio del foglio o delle diverse superfici che incontra: un tovagliolo di carta, il ciottolo di una spiaggia, una strada che diventa lavagna, la tovaglia di carta di un ristorante, un biglietto dell’autobus. Tutto sembra buono per permettere alla mano di occupare uno spazio in un tempo definito, racchiuso tra la «stretta» della penna e l’energia scaricata dalla mano stessa che ha riempito il foglio. I suoi disegni rendono visibile il suo dialogo con la mente. Attraverso le sue mani rappresentate nell’atto di disegnare, questo dialogo sembra prendere forma e uscire all’esterno. La sua idea esce allo scoperto e diventa patrimonio collettivo. Il disegnare è l’atto che si compie per conoscere se stessi e il mondo, un atto intimo quindi, ma che Antonello riesce sempre a rendere condiviso, nella convinzione che solo insieme agli altri la conoscenza diventa un atto rivoluzionario.

ISBN: 978-88-6548-282-7
PAGINE: 60 + 40 ill.
ANNO: 2019
COLLANA: Arte
TEMA: -
Autore

Antonello Sotgia

Antonello Sotgia è architetto e urbanista, ha redatto numerosi progetti e interventi di recupero edilizio, non solo a Roma, con R. Marchini. Impegnato nei programmi di cooperazione universitaria in Angola, ha analizzato la costruzione della città post-coloniale in saggi e libri. Ha insegnato in numerose università italiane. Oltre che scrivere di Roma su riviste e giornali ha curato La gestione territoriale (Laterza), Stop al consumo di territorio (Carta). Nel libro collettivo San Lorenzo luoghi, storie e memorie (Ponte Sisto), ha analizzato le trasformazioni sociali e spaziali di quel quartiere romano. Con R. Marchini ha seguito diverse inchieste per trasmissioni della Rai: «Presa Diretta», «Speciale TG1» sul tema dell’abitare a Roma.
RASSEGNA STAMPA

«Tutto in una mano» su @DinamoPress

Qui la recensione di Augusto Illuminati.

«Tutto in una mano» su @RomaToday

Qui l'articolo di Ylenia Sina


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