Bandiere

«Esiste una militanza del comune?»

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Dalla militanza all'attivismo

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Le bandiere rosse in copertina e quelle iridate di cui si parla in questo libro sono i segni tangibili delle diverse modalità del prendere parte/prendere partito in cui da sempre si è espressa la militanza. Sono cambiati i nomi, i valori, i protagonisti, ma sempre il mondo si è retto e si è salvato grazie a chi va contro il corso del mondo, arrestandone la catastrofe e gettando magari le basi per guai maggiori.
Augusto Illuminati in questo libro discute di Paolo di Tarso e di Saint-Just, evocando cospiratori mistici e nichilisti e ricordano grandezza, miseria e orrore della militanza bolscevica. Si interpellano le figure del martirio, della disciplina e della diserzione. Ci si chiede se la nuova categoria di attivismo ripeta o superi le forme antecedenti di impegno e organizzazione e soprattutto se esista una militanza del comune e in qual modo si commisuri alle dinamiche interne dei movimenti. L’arcobaleno delle bandiere testimonia l’irriducibile singolarità dei molti, ma apre la questione della messa in forma della moltitudine.


Un assaggio

È successo nella primavera del 2003. Certo, l’essenziale fu la guerra, l’aggressione imperiale, le divergenze interimperialistiche, il tentativo di ricreare una colonia in Medio Oriente, le stragi, le sofferenze. Eppure ci fu qualcos’altro, un fenomeno altrettanto epocale o meglio – diciamolo con meno enfasi – un segno prognostico, un debole indice di tendenza. Le bandiere iridate, appunto. All’inizio mi sembrava una cosa strana, da vecchio militante di altri tempi che neppure allora ne aveva sventolate troppe. Si spargevano nei quartieri a macchia, come un’epidemia che segue rotte misteriose, contagiando interi isolati e scavalcandone silenziosamente altri. Una sars pacifista. Poi, visto che mia figlia l’aveva esposta a casa sua a Monte Sacro, mi sentii in dovere di fare lo stesso, sfidando l’indifferenza del borghese quartiere Trieste, quasi di fronte alla confindustriale Luiss, zona catastale A II di Roma e adeguato reddito degli abitanti
Non riuscii però a lungo a sentirmi originale, perché nel giro di una notte o due vennero fuori numerose altre bandiere: tre sul palazzo proprio davanti a me, quattro in quello di fianco, altre nel mio condominio (per il ragguardevole totale di quattro su undici appartamenti, non contando il semi-scantinato occupato da numericamente variabili extracomunitari peruviani). Mancavano pochissimi giorni al primo lancio di missili su Baghdad e Giuliano Ferrara illividiva per la smaccata adesione alla pace della sinistra chic, mica delle baraccopoli! Anzi, se nel mio distinto palazzo anni Venti un paio di colleghi espositori erano riconducibili ai soliti ulivisti con figli no/new global (le mele marce non mancano mai), la bandiera meglio sistemata (grazie alla perfetta curvatura del balcone – barocchetto romano d’epoca!) spettava a una devota parrocchiana, insospettabile di qualunque estremismo. Quando, a guerra ormai iniziata, fu steso un grande striscione iridato all’ingresso della mia palestra (del solito tipo: step e tone per casalinghe, spinning per ragazzine di tendenza, istruttori ex-parà), mi convinsi che tutto ciò doveva pur avere qualche significato. Per esempio, che i vicini non saranno tanto meglio di come li credessi, ma insomma riservano delle sorprese, magari cambiano. Bella scoperta! Di quelle che segnano, fin dagli aneddoti su Talete, il rapporto tra il filosofo e la “ggente”. Certo, qui si scivola nell’emotivo e sarebbe il caso di respirare forte e riflettere a occhi asciutti. Tanto più che mi rendo conto che il fiorire di tanti drappi corrisponde a un sentimento maggioritario e profondo, ma è stato indotto dalla sua rispondenza a indicazioni dall’alto. Vi hanno contato di più il Papa o Le Iene che non dirigenti riformisti o rivoluzionari della cosiddetta sinistra. Di bandiere poi ne ho viste tante – i gagliardetti delle sfilate naziste nel cinema di Leni Riefenstahl e quelli delle adolescenziali sfilate per Trieste italiana, le stelle e strisce ossessivamente inalberate su case, distributori e autovetture americane, le bandiere rosse in corteo e cantate di un non lontano passato. Non ci vuole neppure troppo sforzo per immaginare che di qui a poco saranno stinte e intorcinate, come i vessilli della Roma così orgogliosamente stesi per l’ultimo scudetto. Eppure…

ISBN: 88-88738-15-0
PAGINE: 112
ANNO: 2003
COLLANA: FuoriFuoco
TEMA: Contro-culture, Immaginari
Autore

Augusto Illuminati

Augusto Illuminati
Augusto Illuminati ha insegnato Storia della filosofia all'Università di Urbino fino al 2009. Ha collaborato a «Luogo comune» e «Alfabeta». Attualmente è redattore di «Common» e «Global Project». Fa corsi per la Lum, presso il centro sociale romano Esc Atelier. Fra le pubblicazioni Sociologia e classi sociali (Einaudi, 1967), Gli inganni di Sarastro (Einaudi, 1980), Winterreise (Dedalo, 1984), Completa beatitudo (L'orecchio di Van Gogh 2000), Del comune (manifestolibri 2003).

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