Bassotuba non c’è

«Il testo che descrive una generazione tra ideologie e precarietà»

Bassotuba non c’è

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Questo romanzo comico e grottesco, ormai celebre, è l’impudica messa a nudo del protagonista Learco Ferrari, delle sue azioni, dei suoi sentimenti e dei suoi colloqui con un immaginario interlocutore: trattasi dello stesso Learco Ferrari protagonista di tutti gli esilaranti libri di Paolo Nori. Trentacinque anni, aspirante scrittore, traduttore di manuali tecnici dal russo, magazziniere per necessità, musicista in un gruppo di difficile affiatamento, Learco rappresenta in due parole un tipico caso di «precariato intellettuale».
In quella che potrebbe definirsi una satira, o in maniera più irrispettosa: una «purga sentimentale», il protagonista racconta la propria vita da quando la fidanzata Bassotuba l’ha lasciato per un giovane sociologo, allievo di Vattimo, mettendo a nudo tutte le sue contraddizioni e gelosie. Il romanzo, infatti, altro non è che un continuo rivolgersi e aprirsi all’esterno, prima che il filtro della consapevolezza intervenga per adeguare i pensieri a quell’immagine impeccabile che di noi stessi amiamo dare.
Bassotuba non c’è, è il romanzo di una generazione che è passata attraverso rivoluzioni, crolli di ideologie, «liberazione» sessuale e pensiero debole, e crede ormai soltanto a ciò che ogni singolo giorno porta di nuovo con sé, brutto, bello o assurdo che sia.


Un assaggio

Io sono quello che non ce la faccio
Io sono stanco, anzi, stanchissimo. La vita moderna ha dei ritmi e delle pretese che tenerci dietro, io non ce la faccio. Oppure no
Io sono esaurito. Ho finito, nel breve volgere di sette lustri, l’energia vitale che mi è stata concessa. Sono scarico. Sembro vivo, ma sono morto. Oppure no
Io sono un martire della letteratura. Ho scritto un romanzo che è piaciuto molto a due editori, uno dei quali molto importante. Molto colpiti. Originale, mi han detto. Ti chiamiamo entro fine luglio, mi han detto. Oggi è l’otto di agosto e sono qui in casa che aspetto. Non succede niente. Questo niente mi ammazza. Oppure no
Io sono deperito da una lunga dieta e dalla delusione che l’ha seguita. Non entravo più nelle braghe e mi son messo a dieta. Sono stato a dieta otto mesi. Dimagrivo pochissimo, ma costantemente. Un chilo al mese. Un bel giorno, sono entrato nel paio di braghe più stretto che avevo. Sono uscito di casa, la cintura stretta nell’ultimo buco, e vedevo riflessa nelle vetrine l’immagine di un uomo agile e fresco. I pantaloni fasciavano elegantemente una vita sottile. Il ventre piatto del pugilatore. Ero diventato cordiale e piacevole, parlarmi insieme. Se ne accorgevano tutti, quelli che mi incontravano. Ma come stai bene, come sei in forma. Sono stato magro tre giorni. E’ lì che mi sono abbattuto. Oppure no
Io sono sotterrato da una storia sentimentale, finita male. Bassotuba è andata via con un sociologo e io non ho retto al distacco. Che ancora adesso, sui muri di casa, ci sono appesi i biglietti che mi lasciava, non buttare le cicche nella tazza del water!!! Io guardo quei tre punti esclamativi e torno indietro e spengo la cicca nel portacenere. Come se adesso servisse a qualcosa. Come se un’azione potesse in qualche modo cambiare la mia condizione presente. Invece no.

ISBN: 88-87423-12-1
PAGINE: 192
ANNO: 2002
COLLANA: Vox
TEMA: Contro-culture, Immaginari
Autore

Paolo Nori

Paolo Nori è nato nel 1963 a Parma. Ha vissuto a lungo in Algeria e in Irak ed è poi tornato in Italia dove si è laureato in lingua e letteratura russa. Dopo la laurea ha vissuto in Russia e in Francia. Attualmente vive a Bologna. Ha pubblicato Le cose non sono le cose (Fernandel, 1999), Spinoza (2000), Diavoli (2001), Grandi ustionati (2001) e Si chiama Francesca, questo romanzo (2002) tutti per Einaudi, Storia della Russia e dell'Italia nel 2003, di nuovo per Fernandel, e nel 2004, per Feltrinelli, il romanzo Pancetta.

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