Bayer contro Aspirina

La storia di una piccola rivista satirica femminista contro il colosso farmaceutico.

Bayer contro Aspirina

L'umorismo che resiste ai diserbanti

Bayer contro Aspirina
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Il libro racconta una storia vera, per quanto paradossale: l’attacco del colosso chimico Bayer a una rivista umoristica e femminista, «Aspirina».
Nel 2017, dopo trent’anni dalla nascita della rivista e dalla registrazione del marchio, Bayer ha deciso che «Aspirina» doveva scomparire: per via del suo nome, una rivista di fumetti, video e racconti satirici dava fastidio a una multinazionale e creava confusione nella sua febbricitante clientela. Sbalordita ma decisa a resistere, la redazione di «Aspirina» ha cercato una via d’uscita creativa. Il libro documenta la metamorfosi e la lotta della rivista, che ha rinunciato al nome e al dominio web ma non a dire la sua, e nel marzo 2019 è diventata «Erbacce. Forme di vita resistenti ai diserbanti».
I fumetti e i testi qui raccolti illustrano questa avventura, tra ironia e serietà di inchiesta. Obiettivi della satira sono la sproporzione di potere, i rapporti con prestigiosi studi legali specializzati in diritto del più forte, e l’evento accaduto nel frattempo, l’acquisizione da parte di Bayer dell’americana Monsanto, su cui pesano migliaia di cause per il diserbante al glifosato, ritenuto cancerogeno. Dalla fusione, avvenuta nel giugno 2018, Bayer ha subito un crollo a livello azionario e di reputazione che non accenna a diminuire. Che le maledizioni della piccola rivista acetilsatirica siano andate a segno?

 

In questo libro appaiono immagini e testi di Adene (alias Anne Derenne, Madrid), Giovanna Borrelli (Roma), Loretta Borrelli (Milano), Piera Bosotti (Milano), bulander (Milano), Pat Carra (Milano), Anna Ciammitti (Milano), Manuela De Falco (Milano), Dalia Del Bue (Torino), Liza Donnelly (New York), fa (alias Francesca Arena, Milano), Margherita Giacobino (Torino), Ila (alias Ilaria Grimaldi, Napoli), Livia Lepetit (Milano), Roberto Lepetit (Milano), Lupo (alias Giulia D’Anna, Parigi), Francesca Maffioli (Parigi), Laura Marzi (Roma), Sara Menetti (Bologna), Marilena Nardi (Treviso), Grazia Nidasio (Pavia), y. (alias Isia Osuchowska, Varsavia), Teresa Sdralevich (Bruxelles), Marta Sironi (Milano), Doriano Solinas (Lucca), Gaby Weber (Buenos Aires).


Un assaggio

Bye bye Bayer, la meglio Aspirina se ne va

Un giorno diverso da tanti altri, a Milano. Novembre 2017, tardo pomeriggio, fa già buio, solito traffico in piazza della Repubblica. Pat riceve una telefonata da Loretta: “Hai visto la mail degli avvocati?” “Quali avvocati?” “Quelli dell’Ufficio Brevetti. Abbiamo ricevuto una diffida passiva.
“Abbiamo ricevuto cosa?” “Una diffida passiva. Da Bayer. Bayer Intellectual Property. Dalla Germania.”
Pat rischia di passare col rosso e inciampare sulle rotaie del tram. Il traffico sembra improvvisamente molto più minaccioso. La voce di Loretta che legge la mail al telefono suona irreale.
Diretta alla rivista Aspirina, la comunicazione è di fatto un ultimatum: dopo trent’anni dalla nascita della rivista e venti dalla sua regolare registrazione di marchio per l’editoria, il colosso farmaceutico Bayer, produttore dell’omonima pillola, dichiara di non poter sopportare la sua esistenza.
Una rivista femminista acetilsatirica, che parla con fumetti, video e racconti, dà fastidio a una multinazionale chimica e crea confusione nella sua febbricitante clientela.
Seguono telefonate concitate a tutte le altre redattrici: Piera, Margherita, Elena, Livia, Manu, Anna, Laura. Ogni volta, con sfumature diverse, le stesse reazioni: stupore, rabbia, batticuore. Bayer ci sovrasta come un’ombra paralizzante: chi è questo nemico che di punto in bianco ci dichiara guerra? Non riusciamo neppure a immaginare la sua faccia. Avrà letto la nostra rivista, che esiste dal 1987 e dal 2013 è online? Come può non piacere a Bayer un prodotto così elegantemente curato nella grafica da Elena e Loretta e così ricco di battute, di vignette e racconti?
È vero che con la satira attacchiamo il potere in tutte le sue forme, è vero che abbiamo pubblicato quel bellissimo video dell’artista di Caracas, Argelia Bravo, una danza guerrigliera contro Monsanto – e, ora che ci pensiamo, è anche vero che proprio in questo momento Bayer sta chiudendo le trattative per l’acquisizione della multinazionale americana che produce i diserbanti al glifosato…
Ed è verissimo che digitando “aspirina” quello che appare nelle prime posizioni dei motori di ricerca è la nostra Aspirina. “Sarà mica questo, che gli ha dato fastidio, a Bayer?” ci chiediamo nella riunione di redazione convocata con urgenza.
L’attacco di Bayer scatena prima le nostre paure e i nostri fantasmi, e poi la fantasia delle nostre menti creative.
La sproporzione di potere tra una piccola rivista umoristica italiana e un gigante chimico tedesco è tale da far impallidire Davide e Golia.
Margherita calcola che, con i soldi che Bayer può disinvoltamente elargire ai suoi avvocati per annientarci, noi potremmo non solo retribuirci il lavoro passato e futuro (che ovviamente è stato sempre volontario e gratuito), ma anche pubblicare l’intera raccolta di Aspirina in pergamena con miniature in oro zecchino. “Ma se Bayer ci ha notate”, dice Manu volgendo attorno lo sguardo acuto dei suoi occhi egizi, “usando il nostro carisma possiamo convincerli a sganciare il capitale per la stampa”.
Pat cerca di dare un volto ai manager schierati contro di noi, e fa ricerche in internet che forniranno materiale alle vignette dei vermi che strisciano in alto. Loretta propone di hackerare i sistemi di Bayer, Monsanto e della Nasa, assicurandoci che non riuscirebbero mai a risalire a noi e alla nostra editrice, la Libreria delle donne di Milano, insospettabile per ragioni di età delle fondatrici. “Seguiamo le pratiche femministe della sottrazione, evitiamo il conflitto e diamoci alla fuga”, suggerisce prudente Piera. Livia è incerta tra la mediazione filosofica e la meditazione mistica, ed Elena inizia un percorso personale che la porterà negli Stati Uniti dove l’aspirina non è proprietà esclusiva di Bayer. Anna, e con lei la sua super eroina Wonder Rina, si chiede perché, perché, perché… e trova la risposta.
Passano i mesi, arrivano le somatizzazioni: dall’emicrania all’insonnia al mal di stomaco, tutte quante ormai ci rifiutiamo di far ricorso all’aspirina Bayer. Continua lo scambio di lettere tra noi e Bayer; noi cambiamo legali, trovando un ottimo studio che generosamente ci assiste pro bono, e Bayer ci imita scegliendo un leguleio ancora più prestigioso e agguerrito di quello che la rappresentava in precedenza. La schermaglia – a cui assisteremmo con maggior divertimento se non fossimo parte in causa – si combatte a suon di formule giuridiche impeccabilmente cesellate, il cui senso ultimo, mai detto chiaramente, ci è sempre più chiaro: scomparite! Bayer Intellectual Property GmbH ci contesta il diritto a chiamarci con il nostro nome, che è di sua esclusiva proprietà da immemorabili millenni e ci richiede di abbandonarlo al più presto, rinunciando alla legittima registrazione e al nome a dominio aspirinalarivista.it. Ci accusa di creare confusione nella clientela, come se chi ha il raffreddore non fosse in grado di capire la differenza tra un farmaco e una rivista.
Pur facendo la voce grossa, i bayeriani preferiscono evitare cause, perché sanno le ragioni sacrosante del nostro marchio registrato da decenni presso il Ministero dello sviluppo economico in classe 16, editoria. Neppure noi vogliamo rischiare cause, essenzialmente per mancanza di risorse finanziarie. In più, non crediamo ciecamente nella giustizia, soprattutto quando circolano parcelle milionarie.
Nel frattempo, se Bayer ha notato noi, anche noi abbiamo notato Bayer e veniamo a sapere che per quanto riguarda i paesi occidentali, il marchio “aspirina” è di sua proprietà esclusiva per uso farmaceutico solo in Canada e Italia, mentre, per fare un esempio, in Francia, Usa e Gran Bretagna sono in commercio aspirine acetilsaliciliche prodotte da tante case famaceutiche. Ma soprattutto scopriamo le mosse di Bayer per acquisire Monsanto.
Anche se perdiamo il nome, che per una rivista è fondamentale, ci rifiutiamo di scomparire. Cominciamo a pensare a nuovi nomi, nuovi contenuti si presentano da soli. Dopo aver giocato con parole evocative, tipo aspirona – di per sé rischiose, ci avvisano gli avvocati – i nostri pensieri volgono spontaneamente in una nuova direzione.
Di fronte a una prepotenza economica come quella di Monsanto/Bayer che cancella la biodiversità nel pianeta, ci troviamo anche noi minacciate di estinzione. In un radioso giorno di luglio 2018, sulla strada dell’Alta Langa, mentre parla al telefono con Pat davanti a un’edicola votiva ornata di ortiche, Margherita riceve  l’ispirazione da una madonna ironica: siete dure a morire, chiamatevi erbacce. Come sottotitolo scegliamo: forme di vita resistenti ai diserbanti.
Dopo un anno di tormenti nella relazione di odio-odio con Bayer, la redazione sceglie di uscirne creativamente. Dice basta alle trattative tempestate di clausole  vessatorie e improponibili penali, e si concentra sul salvataggio del lavoro fatto fino a quel momento. Nel gennaio 2019 cediamo la registrazione della testata e il nome a dominio, senza accettare il ridicolo risarcimento economico proposto da Bayer e le catene a cui ci avrebbe vincolato, prima di tutto il silenzio. Scegliamo la libertà di raccontare questa storia.

La redazione

ISBN: 978-88-6548-310-7
PAGINE: 132 con illustrazioni
ANNO: 2020
COLLANA: FuoriFuoco
TEMA: Ambiente, Contro-culture, Donne e femminismi
Autore

Erbacce

La redazione di Erbacce, e prima di Aspirina, è composta da Loretta Borrelli (Mantissa), Piera Bosotti, Pat Carra, Anna Ciammitti (Annaurla), Manuela De Falc0 (Maduena), Margherita Giacobino (Cicuta, Calendula), Elena Leoni (e.), Livia Lepetit (L!v!a), Laura Marzi. Numerose autrici e autori hanno collaborato e collaborano da tutto il mondo.
RASSEGNA STAMPA

«Bayer contro Aspirina» su @Radio Onda d'Urto

Qui l'intervista di Pamela Cardinali a Pat Carra, della redazione di Erbacce.

«Bayer contro Aspirina» su @InGenere

Qui la segnalazione del volume di Erbacce.

«Bayer contro Aspirina» su @27esima ora, Corriere della Sera

Qui la recensione di Giovanna Pezzuoli.

«Bayer contro Aspirina» @La Bottega del Barbieri

Qui la recensione di Santa Spanò.

«Bayer contro Aspirina» su @Artwave

Qui la recensione di Cristina Cassese.

«Bayer contro Aspirina» su @il manifesto

Qui la recensione di Giovanna Ferrara.

«Bayer contro Aspirina» su @Trentino e Alto Adige

Qui la recensione di Carlo Martinelli.

«Bayer contro Aspirina» su @SlowPress

Qui l'articolo

«Bayer contro Aspirina» su @eticaeconomia.it

Qui la segnalazione di Eleonora Maglia


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