Breviario di estetica audiovisiva amatoriale

«Un’analisi filosofica sulle immagini oggi»

Breviario di estetica audiovisiva amatoriale

Natura, immagine, etica

Breviario di estetica audiovisiva amatoriale
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Dobbiamo liberarci dalle immagini e non essere ostaggi di esse.

Liberarsi dalle immagini vuol dire riuscire a collocare le nostre percezioni visive in un processo di composizione tra la percezione e la conoscenza, tra l’immagine e l’intelletto, tra la materia e lo spirito.
Le immagini sono necessarie alla formazione dei concetti, anche le nostre astrazioni immaginative non possono che essere prodotte dall’immagine, ma dobbiamo chiarire un punto, che l’immagine non è un concetto e non rappresenta la natura, ma un contatto con il mondo naturale, un proseguimento di relazione materiale.
Partire dalla percezione visiva per sottrarsi all’apparente verità del visivo.


Un assaggio

Lettera aperta a un amatore

Sì, il mestiere astrae, finisce per inaridire, sotto la sua retorica che diventa ampollosa quanto più è sterile.
J. Gasquet, Cézanne

23 febbraio 2006. Oggi il giorno in cui, 111 anni fa, fu brevettata la macchina del cinematografo, lanciamo un appello pubblico per proiettare la vita vera nella falsità virtuale di questa deriva postspettacolare. è giunto il momento in cui, in modo coordinato, bisogna opporsi a questo controllo totale delle persone realizzato attraverso l’immagine. è opportuno riuscire a condividere non solo l’esperienza audiovisiva ma il valore e il senso originario di produrre opere audiovisive. La dismisura delle immagini, attualmente imperante, sembra capace di sminuire ogni atto audiovisivo e ogni produzione d’immagine. Noi vogliamo cercare di condividere delle tracce etiche-estetiche comuni, nella assoluta libertà espressiva, per diffondere un valore diverso dell’immagine a quello della manipolazione e del consumo. Pensiamo sia giunto il momento di rifiutare la comunicazione e di ricercare invece la trasmissione con l’audiovisivo. La comunicazione è il mezzo di controllo di questa società che dall’alto lancia i vari comunicati a cui ci si deve piegare. Per noi il cinema e l’audiovisivo in generale rientrano nella materialità fattiva della vita e non nella virtualità illusoria. Realismo atto dello scavare e materialismo atto del divenire. Su questi generali elementi che hanno una storia importante nelle ricerche estetiche dobbiamo cercare di scavare (aprire) delle fessure di vita nella blindatura dello spettacolare integrato. Come fare questo? Come fare a non disperdere le molteplici e brillanti resistenze che si esprimono in modo spesso isolato e disarticolato? è passato il movimento dei grandi film d’autore, intelligenti, sensibili, interpretativi, interni all’estetica familiare del cinema; è passata la grande stagione del Terzo Cinema, di rottura, di contrapposizione con il cinema e l’estetica borghese. Per noi è giunto il momento di rilanciare l’estetica amatoriale, che consideriamo l’unica possibilità per aprire una nuova sfida molecolare, esistenziale e di trasversalità capace di liberare l’audiovisivo dalla sua prigione. Si è sempre fatta molta confusione, e non a caso, nel formare un’opposizione tra un’opera professionale e un’opera amatoriale. L’opera amatoriale è sempre riferita a ciò che è dilettantesco, impreciso, inconsapevole. Per noi è l’esatto contrario. L’opera Amatoriale, e di conseguenza in un riferimento di condivisione più ampia, l’estetica Amatoriale, ha piena consapevolezza dell’atto audiovisivo e della sua condizione materiale. Parte dalla propria condizione di povertà, per ricercare in totale libertà, senza essere schiavo della prigione monopolistica del mercato, lo studio e l’espressione libera, di colui che ama in profondità la vita nelle sue espressioni e nelle sue condizioni; l’Amatoriale si oppone alla ricchezza predatoria della professione ufficiale, legata al denaro, al tentativo del mercato capitalistico di spegnere ogni libera espressione sulla vita che possa contrastare le ingiuste e criminali leggi del mercato. La professione la vogliamo lasciare al mercato che ha solo finalità commerciali e speculative. L’Amatoriale invece può portare al confronto con la propria condizione, la propria povertà, il proprio progetto, le proprie ricerche di vita, etiche, estetiche, formali. Studiare, ricercare, liberare, amare non hanno niente a che vedere con la professione ufficiale della famiglia cinematografica, sempre più marcia, venduta e malata. Questa famiglia che non si pone più il problema di fare una scelta nei confronti del mondo quando si decide di riprendere qualcosa, il come riprenderlo, come rappresentarlo, come costituirlo in composizione sincera e trasparente. La complicanza dei codici diviene filtro di distanza, di disordine e di consumo sciatto. Noi vogliamo ricercare la semplicità, l’autenticità, in qualsiasi produzione audiovisiva, e un atto di mascheramento sul vuoto e sul dolore nella rappresentazione, l’imbarazzo della maschera. Perché la pienezza e l’abbondanza non ci appartengono. Le pance piene ci disgustano. La nuova telecamera digitale, secondo noi, può essere utile solo se la si utilizza con queste attenzioni e prerogative, dove la sottrazione d’immagine è l’unica contrapposizione possibile all’abbondanza. Mostrare il meno possibile per rendere visibile più elementi possibili: fattori, emozioni, voglia di reazione, sincerità, commozione politica per una comunità sociale (nel senso della comunanza). Pensiamo quindi che sia il momento di rilanciare una nuova parola di concetto, l’Amatorialità. Pensiamo che sia arrivato il momento di ricercare un nuovo statuto Estetico per orientarsi nell’abbondanza delle produzioni audiovisive. Già nella storia del cinema abbiamo importanti esempi di rottura estetica sulla ricchezza e povertà. La ricchezza delle idee, delle passioni, della consapevolezza politica di sé e del noi, contro la povertà delle ufficiali produzioni di stordimento e distruzione di ogni pensiero critico e sentimento libero. Vari cineasti (F. Birri, J.M. Straub, D.Huillet, J. Ivens, C. Marker, G. Rocha, R. Kramer, J. Eustache ecc.) ci hanno insegnato che proprio sulla nostra condizione si può iniziare a volare alti come uccelli comuni. è giunta la fase in cui ci saranno tanti film per pochi, fatti per loro e con loro, per richiamare il senso di responsabilità di una comunità che abbia voglia di liberarsi dal dominio, con riflessione, divertimento, commozione. Noi non vogliamo più consumare immagini su immagini, ma porci il problema di come condividere una dimensione etica che sappia rilanciare questa voglia di ragionare e di emozionarsi liberamente. Non ci interessano i grandi circuiti, le censure televisive, perché ogni opera Amatoriale vuole un suo piccolo pubblico e una sua grande importanza, così da trasformare quel pubblico in partecipanti. Cerchiamoci e ritroviamoci nell’estetica Amatoriale, semplice e materiale, in appuntamenti che si oppongano alla tendenza del grande evento culturale, del festival, dove passano centinaia di film e di spettacoli, non lasciando la reale possibilità di avere una esperienza estetica, con il suo tempo e le sue ripetizioni. Incontriamoci non più in eventi ridotti a rappresentazioni solo per consumo culturale, ma diamo vita ad appuntamenti di reale confronto e ricerca, per cercare, nell’umiltà, l’ambizione di rilanciare una nuova politica culturale.

(i primi tre firmatari)
Pulika Calzini, Vania Castelfranchi, Fabrizio Ferraro

www.gruppoamatoriale.org

ISBN: 88-89969-09-1
PAGINE: 68
ANNO: 2006
COLLANA: FuoriFuoco
TEMA: Filosofia, Immaginari

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