Cakegarden

«Virtù di un mondo fantastico e generoso, dove il confine fra torte e giardino è quanto mai sottile e gravido di promesse»

Franco Zagari

Cakegarden

Esplorazioni tra dolci e giardini

Prefazione di Franco Zagari

Cakegarden
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Pani, brioches, biscotti, croquembouche, biscuits e tronchetti. E, insieme, giardini di vetro, architetture, paesaggi, giardini urbani, parchi, paesaggisti, sentieri […].
Dolci e giardini in questo libro stanno insieme: ricette e racconti per gli uni, descrizioni e suggestioni per gli altri. E anche tante immagini, di entrambi. Dolci e giardini: due passpartout per parlare di creatività, esplorare altri mondi e guardare alle forme espressive della fantasia. Giardini e dolci: «luoghi» di piacere, produttori di istanti di felicità che avvolgono con la loro capacità di seduzione.
La ricerca e la creazione di forme, il progetto, la realizzazione di un giardino, così come di un dolce, è un processo non solo tecnico e creativo, ma anche portatore di assonanze che, in forma di metafore, raccontano altro, porta a riflettere su nuove immagini, forme, condizioni, stati d’animo. Realizzare un dolce e realizzare un giardino hanno tratti comuni: sono operazioni precise, servono regole, non sempre evidenti. In entrambe le azioni ciò che rimane libero da schemi e dettami, è la creatività, la capacità di prefigurare espressioni affascinanti che si riempiono di sentimenti, di racconti ed emozioni.
Cakegarden è un libro di associazioni, di assemblaggi improbabili, di rimandi tra forme ed estetiche, tra gusto e bellezza. Cakegarden è il racconto di come un pellegrinaggio può diventare una torta-sentiero, il giardino della memoria un pane Challah, una foresta un tronchetto natalizio… Un giardino di delizia.


Un assaggio

I colori di Paul Klee e la torta a forma di torre

Ho un certo amore e propensione per quelle immagini che, dal figurativo, dalla forma reale sfumano nell’astratto e viceversa. L’ho capito quando, complice un viaggio di lavoro, ho fatto un cortocircuito con un luogo e un pittore. L’esperienza che mi ha chiarito questa mia sottesa predilezione è stata quella che ho avuto davanti a un lago salato in Tunisia, il Sebkha Sidi El Hani, quello che si chiama uno chott: enormi depressioni del terreno ricoperte di argilla, gesso e sale cristallizzato, un mix che diventa pellicola bianca nel periodo estivo quando l’argilla si secca e il sale si frantuma in cristalli. Arriva poi il vento a fare un altro lavoro: increspa le superfici di sale e di gesso e d’incanto ci si trova di fronte a una superficie simile a quella dell’acqua agitata dalla brezza marina.

Davanti a questo passaggio surreale ho avuto la fortuna di vedere materializzarsi un miraggio: una piccola striscia ondeggiante all’orizzonte, sagome che si muovevano nel nulla più assoluto, amplificate e distorte, animate sotto i miei occhi. Nulla di più vero e e di più illusorio: questione di luce, rifrazione, raggi, densità e temperature e, soprattutto, immaginazione.

Ero sulla strada che porta a Kairouan, la città della grande moschea di Qairawãn la più antica del Maghreb e la quarta moschea più importante del mondo musulmano, la città che ha mostrato a Paul Klee un’altra luminosità dentro i colori. Il bianco della calce che ricopre i muri delle case è in effetti la tela di questa città, sulla quale il rosso dell’argilla sospeso nell’aria e il celeste del cielo si moltiplica in tante sfumature, trasformando il bianco in una palette infinita di colori bellissimi. Kairouan me l’aspettavo proprio così, come l’avevo vista ritratta negli acquerelli di Klee e descritta nelle pagine del suo diario di viaggio.

Nel 1914 insieme ai suoi amici artisti, August Macke e Louis Moilliet, Paul Klee fece un breve viaggio in Tunisia di sole due settimane, un’esperienza tale da risultare per lui uno di quei viaggi dai quali ritorni con bel altri bagagli che quelli della partenza, un’esperienza che influenzerà la sua pittura ma soprattutto i suoi colori.

Negli acquarelli che ritraggono Kairouan, Klee realizza un continuum tra il paesaggio e la città e lo fa attraverso il colore; le mura e i campi che si estendono al di sotto della cinta difensiva si fondono e si frammentano in tante porzioni cromatiche che definiscono trame cangianti, quasi delle scacchiere colorate dove lo sguardo si perde, viaggia, per poi ritrovarsi nelle piccole immissioni del reale che il pittore introduce nella composizione: una pianta, i merli delle mura, le cupole.

ISBN: 978-88-6548-124-0
PAGINE: 160 [a colori]
ANNO: 2015
COLLANA: Habitus
TEMA: Ambiente, Cultura materiale
Autore

Monica Sgandurra

Monica Sgandurra, architetto e paesaggista, vive e lavora a Roma. Libero professionista, è professore a contratto di Architettura del Paesaggio presso La Sapienza. È autrice di articoli e saggi e di numerosi studi, progetti e realizzazioni, dalla scala del giardino a quella del paesaggio. Col tempo sviluppa una conoscenza approfondita del mondo delle piante. La passione privata per la cucina la porta a interessarsi di pasticceria. Anima il blog cakegardenproject.com. nel quale fantasticamente unisce giardini e dolci e paesaggi, le sue passioni.
RASSEGNA STAMPA

Cakegarden a Ge&Geo

Ad "Aspettando Geo & Geo​" una bella intervista a Monica Sgandurra, per il suo "Cakegarden. Esplorazioni tra dolci e giardini" – da Rai3, 6 maggio 2015

  Guarda il video

Intervista a Monica Sgandurra («Radio Roma Capitale»)

Massimiliano Bianconcini intervista Monica Sgandurra intorno al suo libro "Cakegarden", per «Radio Roma Capitale» – 11 maggio 2015

  Ascolta online

Critici per caso: Cakegarden di Monica Sgandurra

Recensione al libro "Cakegarden", di Monica Sgandurra – 30 giugno 2015

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Divagazioni («Gardenia»)

Su «Gardenia» la segnalazione di "Cakegarden", di  Monica Sgandurra

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Giardini Pantagruelici («Alias»)

Recensione di Andrea Di Salvo a "Cakegarden", di Monica Sgandurra – «Alias» 4 ottobre 2015

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E dentro i giardini spuntano anche fiori di zucchero («L'Unità»)

Una recensione di Daniela Amenta a "Cakegarden", di Monica Sgandurra - da «L'Unità», 10 novembre 2015

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Tra i giardini bianchi delle signore inglesi («L'Unità»)

Sull'Unità un estratto del libro di Monica Sgandurra "Cakegarden" – 4 gennaio 2015

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Recensione Cakegarden @Floricultore

Recensione di Cakegarden per  IL FLORICULTORE Rivista indipendente del mondo florovivaistico professionale

Qui il pdf



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