Cammina, stronzo

«Uno spaccato sulla lotta alla criminalità organizzata»

Cammina, stronzo

Sbirri a Palermo

ESAURITO
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Non c’è solo il commissario Montalbano ad amministrare la giustizia in Sicilia. Ci sono anche i poliziotti di questo libro: crudi, feroci, implacabili. Ragazzi che la quotidiana lotta alla mafia ha trasformato in supereroi partigiani di una giustizia ancestrale, profondamente etica. Poliziotti che ribadiscono il loro patto azione dopo azione, all’interno di scenari di agghiacciante brutalità.
L’autore dei racconti riuniti in Cammina, stronzo è uno di questi uomini. Laureato in Scienze politiche, appassionato dei fumetti di Andrea Pazienza, poster di Che Guevara, Falcone e Borsellino in ufficio, pistola d’ordinanza infilata nei pantaloni [] ma polpastrelli che fremono per picchiare sui tasti di un computer racconti di una forza inusitata, con un linguaggio nervoso e asciutto, che attinge a piene mani dal parlato e testimonia della lotta alla criminalità organizzata più di un qualsiasi saggio.


Un assaggio

Si alza la sbarra
Lascio la moto insieme alle altre
Sbadigliando entro nell’edificio, che invece è sveglio
Giù, alla notturna, due travestiti parlano ad alta voce, si insultano, un collega ne ride
In stanza mi aspettano, sono quasi tutti lì
Chi fuma e chi controlla l’indirizzo dell’obiettivo
Chi, cassaforte aperta, preleva gli attrezzi e chi, computer acceso, fa un solitario
Ma tutti abbiamo lo stesso pensiero: è la resa dei conti
In pochi istanti si deciderà del duro lavoro di giorni, di notti in bianco, di caffè e panini, di telefonate laconiche, di impegni presi e persi, di sigarette fumate, di dati verificati, di cose che non vanno – molte – e di cose che vanno – poche -, di pedinamenti e lunghe intercettazioni ambientali, di discussioni animate e scherzi. Di sogni sognati
L’aria è greve
I pensieri gravi
Nessuno controlla le pistole
Sai che funzioneranno se andranno usate
Se andranno usate
Succede
Come d’abitudine ripongo il mazzo di chiavi di moto macchina e casa nella tasca sinistra del giubbotto, all’altezza del cuore, il tesserino a destra, la placca rivolta all’esterno
Sgancio il bottone automatico della fondina
Tolgo la sicura
Sono cose che fai senza guardare, lo sai bene dov’è la pistola
Ti preme sul fianco
Ti pesa alla cintura
Ciascuno prende le chiavi delle auto
Gli equipaggi sono già formati
Siamo come particelle di mercurio che si riuniscono spontanee, in silenzio
Ciascuno va con i compagni naturali
Non perché vi sia diffidenza
E’ così
Così come si sa già chi saranno gli autisti
Le macchine si muovono una dietro l’altra, senza stridori di gomme sull’asfalto
Una muta processione
La città sembra deserta
Eppure si anima
Tizi infreddoliti agli angoli delle strade
E autobus
E camion della Nettezza Urbana
E’ bella la città di notte
Sembra normale
Sana
Noi però sappiamo che non lo è.

ISBN: 88-87423-32-6
PAGINE: 144
ANNO: 2002
COLLANA: Vox
TEMA: Carcere e nuove punitività
Autore

Piergiorgio Di Cara

Piergiorgio Di Cara, nato a Palermo nel 1964. Dal 1993 è agente di polizia della Questura di Palermo e dal 2002 è Commissario. Dopo l'esordio narrativo di Cammina, stronzo (DeriveApprodi, 2000), ha scritto altri due romanzi pubblicati, entrambi, nella collana Noir-Meditteraneo delle Edizioni e/o: Isola nera (2002), menzione speciale della giuria del Premio Franco Fedeli (tradotto e dato alle stampe anche in Francia da Metailié), e il recentissimo L'anima in spalla (2004). Ha vinto tre edizioni del Premio Orme Gialle a Pontedera.

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