Cercando rispetto

«Uno straordinario esempio di letteratura sociale»

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Drug economy e cultura di strada

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Philippe Bourgois, antropologo e ricercatore americano, a metà degli anni Novanta decise di vestire i panni dello spacciatore e di scendere nelle strade dei ghetti ispano-portoghesi di New York. Qui si impegnò nello studio, sul campo, delle relazioni sociali implicite nella cultura di strada; dei fenomeni di formazione delle bande giovanili e delle loro gerarchie; dell’emergere di nuove figure identitarie e sistemi di valori; della formazione di un’economia parallela, illegale ma sotto gli occhi di tutto. L’analisi è condotta sul filo di un racconto i cui protagonisti sono spacciatori, prostitute, homeless.
Sono loro a prendere la parola e a muovere le fila della ricerca antropologica. Lo sguardo esterno del sociologo si fonde con quello dell’argomento di cui parla. Si entra così in un mondo che, diversamente da quanto immaginato, non è la giungla o l’anarchia assoluta ma è governato da regole, codici e comportamenti ammessi.
Il lettore non potrà, suo malgrado, non identificarsi in un modello sociale che fonda la propria ragione d’essere nello spaccio di droga. Il dispositivo narrativo messo in campo dall’autore è, infatti, fondato su un principio di totale identificazione con i soggetti sociali descritti. L’imperativo auto-imposto di «diventare uno di loro» consente all’autore di produrre uno straordinario esempio di letteratura sociale.


Un assaggio

«Sono finito in mezzo al crack contro la mia volontà. Quando mi sono trasferito a East Harlem – “El Barrio” – appena sposato, nella primavera del 1985, cercavo un appartamento economico a New York, dove poter scrivere un libro sulla povertà e la segregazione etnica nel cuore di una delle città più costose del mondo. Sul piano teorico, mi interessava l’economia politica della cultura di strada nell’inner city. Da un punto di vista personale e politico, volevo svelare il tallone d’Achille della più ricca nazione industrializzata del mondo, documentando la segregazione razziale e la marginalizzazione economica che essa impone ai latinos e agli afro-americani.
Pensavo che il mondo della droga avrebbe costituito solo uno dei molti temi che avrei esplorato. Il mio oggetto di ricerca iniziale era l’intera economia sotterranea, dalle riparazioni di auto ai bordi del marciapiede al baby-sitting, dalle scommesse clandestine allo spaccio. Quando misi piede nel quartiere non avevo neanche mai sentito parlare del crack, nessuno ne sapeva ancora granché, poiché questo fragile composto di cocaina e bicarbonato di sodio sotto forma di cristalli da fumare non era ancora un prodotto commerciale di massa. Ma prima della fine dell’anno, molti dei miei amici, vicini e conoscenti erano stati travolti dal ciclone multimiliardario del crack: vendendolo, fumandolo, tormentandosi
Li ho seguiti, e ho visto il tasso di omicidi nelle case popolari di fronte al mio edificio pericolante raggiungere le vette più alte di Manhattan. Il marciapiede di fronte all’edificio bruciato e il lotto deserto pieno di spazzatura che fiancheggiavano il mio palazzo iniziarono a emettere lo scricchiolio delle fiale vuote di crack sotto i piedi. A quasi dieci anni di distanza, nonostante i dibattiti in cui gli “esperti” si chiedono se gli Stati Uniti abbiano un “problema-droga“, quel marciapiede continua a essere ricoperto di accessori per la droga. L’unica differenza è che adesso le siringhe ipodermiche riempiono il selciato assieme alle fiale usate di crack. L’eroina si è di nuovo aggiunta al crack e alla cocaina come droga principale dell’inner city, dal momento che i fornitori internazionali sono riusciti a riconquistare il mercato riducendo i prezzi e migliorandone la qualità».

ISBN: 88-88738-80-0
PAGINE: 368
ANNO: 2005
COLLANA: I libri di DeriveApprodi
TEMA: Antropologia ed etnografia
Autore

Philippe Bourgois

Philippe Bourgois insegna presso il dipartimento di Antropologia, Storia e Medicina sociale dell’Università della California. Ha condotto importanti ricerche etnografiche sulla guerriglia a El Salvador, sul lavoro nelle grandi piantagioni dell’America Centrale e sulla marginalità sociale nelle metropoli statunitensi. Con questo libro, edito per la prima volta dalla Cambridge University Press nel 1996 e tradotto in francese per le Editions du Seuil nella collana diretta da Pierre Bourdieu, ha vinto numerosi premi.
RASSEGNA STAMPA

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