Cibum nostrum

Paesaggi sensibili di una cultura alimentare millenaria

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Mito e rovina della dieta mediterranea

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«Oggi viviamo una postmodernità che da tempo ci ha alienato dalla natura e dai suoi cicli produttivi. Scomparsi i contadini, i pescatori, i pastori, è rimasto il consumatore a definire la condizione esistenziale con cui avviciniamo quella parte di natura che chiamiamo cibo. Ma è troppo poco l’atto di acquistarlo per dire di conoscerlo, troppo poco per capire il suo legame con la vita. Non avevano bisogno di educazione alimentare i nostri avi, mentre oggi è diventata bussola indispensabile per le giovani generazioni.
Nel frattempo l’alimentazione mediterranea è diventata «patrimonio immateriale dell’umanità», proprio mentre sullo sfondo dei nostri giorni il food porn diventava presenza invasiva e quotidiana. L’idea rassicurante di un Mediterraneo come culla di civiltà nel frattempo si è quasi spenta, ma non quella del suo surrogato, la “dieta mediterranea”, cibo appariscente come la pubblicità, vago e mutevole come sono le voglie dei consumatori.
Ma c’è sempre qualcosa di inaspettato nel cibo: collante indispensabile alla vita in quanto tale, elemento che forse più di ogni altro rivela il nostro rapporto con l’ambiente e i modi con cui intratteniamo i giorni. Così, guardare dentro all’alimentazione mediterranea, e a quel che ne rimane, significa anche trovare qualcosa di quello che siamo stati, qualcosa di quel che forse ancora siamo».


ISBN: 978-88-6548-300-8
PAGINE: 128
ANNO: 2019
COLLANA: Habitus
TEMA: Ambiente, Antropologia ed etnografia, Cultura materiale
Autore

Maurizio Sentieri

vive tra la Liguria di Ponente e l’Appennino. Ha pubblicato diversi libri di storia e antropologia dell’alimentazione – I semi dell’Eldorado (1992), L’orto ritrovato (1993), Cibo e ambrosia (1994), Perle ai porci (2013). Cura per la rivista online «Doppiozero» la rubrica «Sugo».

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