Città comune

«La controversa questione del bene pubblico con iniziative autorganizzate in Italia»

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Autogoverno e partecipazione nell'era globale

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Cosa significa «governare» una città a fronte delle mille contraddizioni che la attraversano? Qual è il rapporto tra il singolo contesto territoriale e il mondo che lo circonda? È possibile immaginare una politica locale in radicale controtendenza a quella globale? Partendo da un’analisi storica sull’arte del governo della forma politica primaria, il libro tenta di rispondere a tali domande, focalizzandosi sulle recenti straordinarie esperienze del cosiddetto «municipalismo partecipativo».
Al centro sta la delicata questione della partecipazione democratica alla gestione del bene pubblico.
Dai municipi romani alle innumerevoli esperienze nel Sud del mondo che riecheggiano tra le pagine, il racconto è quello delle moltitudini in viaggio che nel protagonismo civico e nell’autogoverno tracciano un’ideale comunità di destino che ha come terra il conflitto e come cielo il progetto dell’altro mondo possibile.

Presentazione di Alberto Magnaghi
Postfazione di Fausto Bertinotti


Un assaggio

È in questa ricerca del senso della città, perduto nelle periferie urbane e nelle conurbanizzazioni post-urbane, che si sono dati i più interessanti esperimenti di democrazia partecipativa: laddove l’atomizzazione, l’emarginazione, la dissoluzione degli spazi pubblici, la ripetizione seriale di case dormitorio, capannoni, parcheggi, supermercati, superstrade hanno prodotto gli effetti di disgregazione sociale più evidenti, le esperienze di partecipazione hanno avuto come tensione ideale la ricostruzione della comunità, dello spazio pubblico, dei diritti di cittadinanza, dello scambio solidale, divenendo “laboratori di democrazia”. In questi laboratori l’identità collettiva si forma nella ricostruzione di relazioni fra individualità o gruppi nel prendersi cura dell’ambiente, dei luoghi dell’abitare e della loro qualità, nel ricostruire spazi e luoghi inclusivi dell’incontro fra differenze; nel ripercorrere una critica pratica alla società della merce attivando relazioni di mutuo soccorso, tessendo nel territorio microreti di attività produttive e di scambio a valenza etica e solidale. Questa società locale in formazione, questa cittadinanza insorgente costruisce nuove città, nuova civitas, in cui i nuovi amministratori/militanti edificano i Nuovi Municipi nel magma indistinto dei flussi metropolitani.
In questo incontro fra amministratori che attivano politiche e spazi di relazione rivolti alla società locale e fermenti di comunità che crescono dal territorio, in altri termini in questo incontro a mezza strada fra politiche top down e bottom up, si profilano nuove figure e nuove forme dell’arte della politica a partire dalla sua espressione storicamente fondativa: la polis, il governo della città e del territorio, la centralità del locale.
Dalla Presentazione di Alberto Magnaghi

ISBN: 88-88738-97-5
PAGINE: 186
ANNO: 2006
COLLANA: I libri di DeriveApprodi
TEMA: Beni comuni, Immaginari, Metropoli e spazi urbani
Autore

Massimiliano Smeriglio

Massimiliano Smeriglio è da molti anni presidente del Municipio XI di Roma. È docente presso la facoltà di Scienze della formazione dell'Università Roma Tre e presso la facoltà di Scienze politiche della Libera Università S. Pio V. È autore di: Se Henry Ford avesse risposto al telefono e L'impresa sociale, l'anima e le forme - cooperazione, empowerement, territorio. Per le Edizioni Intra Moenia, in collaborazione con il settimanale "Carta", nel 2004 ha pubblicato Pillola rossa o pillola blu? Pratiche di Democrazia partecipativa nel Municipio Roma XI.

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