Cocktail d’amore

«il racconto delle esperienze e delle storie personali, dei loro desideri e difficoltà»

Cocktail d’amore

700 e più modi di essere lesbica

Cocktail d'amore
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La prima grande inchiesta, in Italia, promossa da un gruppo lesbico sulla vita delle donne lesbiche. Nel 2001 il Gruppo Soggettività Lesbica della Libera Università delle Donne di Milano elabora e diffonde, su tutto il territorio nazionale, un questionario con 150 domande relative ad autopercezione e identità, famiglia d’origine, amicizie e rapporti sociali. Ne vengono distribuite 3000 copie e ne ritorneranno, compilate, più di 700.
Cocktail d’amore non è un’indagine statistica o una teoria sul lesbismo, ma il racconto delle esperienze e delle storie personali, dei progetti di vita e delle loro realizzazioni. Un libro non solo per lesbiche, perché conoscano meglio il loro mondo, ma per tutti coloro che vogliono entrare in relazione con le storie, i sogni, i pensieri di donne che vivono accanto a loro. Per scoprire che «le donne che amano le donne, per vivere con dignità e libertà, sono costrette a un doppio movimento: contemporaneamente affermare e negare se stesse. Affermare la propria identità lesbica e – consapevoli che questa è una categoria costruita e imposta – avere insieme l’obiettivo che tale classificazione si dissolva, che tale identità si sovverta in una società in cui i diversi modi di vivere la sessualità siano davvero indifferenti. Se ancor oggi è necessario rivendicare con orgoglio e passione l’essere lesbiche, il nostro impegno, i nostri pensieri e il nostro desiderio sono rivolti alla costruzione di un mondo in cui chiunque sia portatore di una diversità possa abitare senza menzogna e paura».
Alla stesura di questo volume hanno collaborato: Anita Sonego, Chantal Podio, Lucia Benedetti, Maria Pierri, Nicoletta Buonapace, Piera Vismara, Rosa Conti.


Un assaggio

È il 1996. All’interno dell’Associazione per una Libera Università delle Donne di Milano alcune tra le fondatrici e animatrici esprimono la volontà di rendere visibile il proprio lesbismo facendone un tema politico e propongono di formare un gruppo di discussione aperto solo a lesbiche; si chiamerà: «Donne che amano le donne: confronto di esperienze». Gli incontri, a cadenza settimanale, sono affollatissimi e fin dall’inizio si decide di usare l’autocoscienza come metodo per interrogarsi sui nodi che legano l’esperienza di amare un’altra donna alle problematiche poste dalla vita sociale, culturale e politica… Tra la fine del 2000 e l’inizio del 2001 prende quindi forma l’idea di costruire un questionario sulla vita delle lesbiche; il nostro scopo è capire meglio chi siamo, come viviamo, cosa desideriamo, prendendo in esame più fasce d’età, condizioni socio-culturali e collocazioni geografiche. Quel che c’interessa non è stilare un profilo della «lesbica tipica», ma verificare piuttosto quel che in parte avevamo intuìto nel nostro lungo confrontarci: l’estrema diversità delle esperienze, delle storie che ci hanno costruito, dandoci una pluralità di immagini che non stanno, per l’appunto, in nessuno schema generale… Per tutto un anno il gruppo lavora alla costruzione del questionario; inizia con una serie di scelte circa le aree che vogliamo indagare, cui segue la formulazione delle domande atte a sviscerare i vari argomenti… Per il Gay Pride del 2001 iniziamo la distribuzione del questionario, con cui si tenterà di coprire la maggior parte delle aree geografiche italiane. Questo ci porterà in giro per convegni, seminari, luoghi di svago, feste e quant’altro riesca ad aggregare donne lesbiche. Cerchiamo contatti, comunichiamo e intratteniamo relazioni con varie realtà sul territorio italiano allargando la nostra conoscenza del movimento lesbico; non diamo tregua né a singole né a gruppi affinché lo diffondano fra le conoscenti, perché quello che ci sembra più difficile è proprio raggiungere le lesbiche meno politicizzate, quelle che vivono lontane dalle forme di aggregazione e che in qualche modo sono isolate
Riusciamo a distribuire circa tremila questionari e a coprire, anche se in maniera non omogenea, tutte le regioni d’Italia
Una volta terminata la distribuzione inizia un’altra faticosa impresa: raccogliere e farsi restituire i questionari compilati, tra lusinghe, minacce e accorati appelli alle donne che hanno la pericolosa tendenza a lasciare nei cassetti quanto le riguardi. Riusciamo a riaverne indietro circa settecento. Il traguardo raggiunto ci sembra comunque soddisfacente e ci aspetta una gran quantità di dati da inserire in tavole e tabelle, nonché la fatica di elaborarli e la piacevole ma lunga lettura/raccolta di tutte le note scritte nei numerosi spazi aperti..
Inizia così un altro anno in cui leggiamo, decifriamo e discutiamo i dati elaborati. Anche in questa fase apriamo il gruppo ad altre donne interessate al nostro lavoro. Con loro decidiamo di arricchire il materiale con interviste mirate sui temi che risultano più controversi e non sufficientemente sviluppati. Man mano che abbiamo a disposizione i risultati riguardanti ciascuna area d’indagine ci incontriamo per discuterli e darne una lettura qualitativa, confrontandoci per far emergere una riflessione condivisa e partecipata. Nel farlo teniamo conto di quelle che sono le nostre aspettative e curiosità, raffrontandole con quanto le risposte mettono in luce. A volte queste risposte ci sorprendono, a volte confortano, altre ancora ci costringono a metterci in discussione
In corso d’opera vediamo con grande interesse e piacere la pubblicazione di due ricerche, una dell’Università di Bologna e l’altra dell’Università di Torino, con le quali troviamo spesso punti di contatto e discussione. È stato, in qualche modo, sentire di essere su «un’onda» che portava alla luce l’intimità di un mondo ancora segreto, un mondo che acquistava d’un tratto peso e presenza, che rivelava il desiderio di comunicare, insieme con la possibilità di creare uno sguardo più libero per tutta la società.

ISBN: 88-88738-60-6
PAGINE: 224
ANNO: 2005
COLLANA: I libri di DeriveApprodi
TEMA: Donne e femminismi, Gay friendly
Autore

Gruppo soggettività lesbica - Libera università delle donne

Il gruppo Soggettività Lesbica nasce nel 1996 all’interno dell’Associazione per una Libera Università delle Donne di Milano dalla volontà di alcune, tra le fondatrici e animatrici, di rendere visibile il proprio lesbismo facendone un tema politico. Nel 1997, dopo un incontro con Teresa De Lauretis, il gruppo decide di nominarsi «Soggettività Lesbica», sottolineando il valore attribuito a ogni esperienza personale e indicando altresì la peculiarità del proprio approccio al tema dell’identità.

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