Come farsi un movimento globale

Come farsi un movimento globale

La costruzione della democrazia dal basso

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Alla globalizzazione dell’alto si contrappone il movimento della «globalizzazione dal basso», emerso per la prima volta a Seattle nel dicembre 1999. In quell’occasione quel movimento ha vinto. Associazioni per i diritti umani, organizzazioni non governative, paesi del terzo mondo, ambientalisti, sindacalisti, avvocati lì si sono riuniti per dire basta alla globalizzazione delle multinazionali e della finanza. A Seattle è nato un movimento che tenta di costruire su nuove basi un’altra globalizzazione, quella della democrazia e dei diritti.
Come farsi un movimento globale è una guida succinta rivolta a tutti coloro che intendono capire come sia nata l’occasione di Seattle, quali percorsi e strategie abbia adottato. È un manuale per tutti coloro che intendono scoprire nuovi modi di fare politica
La salute, l’alimentazione, l’ambiente, il reddito sono problemi che appartengono a tutti. La globalizzazione li rende simili ovunque. Un vademecum per gli attivisti del XXI secolo.


Un assaggio

Le imprese, i mercati, gli investitori e le classi dirigenti stanno diventando globali. La globalizzazione, così come viene spesso celebrata da economisti, esperti, capi d’azienda e dai leader delle nazioni ricche, è attualmente una “globalizzazione dall’alto”, cioè una realtà creata a loro immagine e somiglianza
Allo stesso tempo, la globalizzazione dall’alto può e deve essere contestata da una “globalizzazione dal basso”, attraverso la quale uomini, donne e gruppi di base presenti nel mondo possono unirsi per imporre e far valere i loro bisogni e interessi. D’altronde, un movimento che vuole affermare una globalizzazione dal basso è già apparso sulla scena mondiale, e la sua capacità di formare una rete di gruppi di base ha il potere di trasformare il mondo
Non possiamo però ignorare che la globalizzazione può essere analizzata da differenti punti di vista. Ad esempio, maggiori scambi tra i popoli e tra i singoli che vivono in paesi diversi sembrano realizzare un “villaggio globale”, nel quale gli antagonismi distruttivi del passato possono essere definitivamente superati per lasciare il posto a una cooperazione mondiale che favorisce lo sbocciare di diversità positive. I difensori di un mondo senza barriere economiche nazionali promettono ricchezza per tutti e includono in questo processo di crescita economica e sociale anche gli abitanti dei paesi meno sviluppati industrialmente
Tuttavia, in questa fine millennio, l’esperienza della globalizzazione ci conduce ad affermare che questa promessa non è stata mantenuta. Al contrario, il numero di poveri non è stato mai così alto, mentre l’impatto distruttivo sull’ambiente, dal quale dipende la stessa vita umana, ha raggiunto il livello di guardia. Tutto ciò accresce la paura che vengano cancellate le garanzie sociali e le norme a tutela dell’ambiente così duramente conquistate dai movimenti sociali del passato, così come le stesse possibilità di autogoverno
Sono queste le ragioni per cui la globalizzazione dall’alto sta provocando un movimento mondiale di resistenza. Ma, sebbene i partecipanti a questo movimento siano attivi da anni, molti uomini e donne sono diventati consapevoli della sua esistenza solo alla fine del 1999, quando decine di migliaia di manifestanti hanno costretto i partecipanti al meeting del World Trade Organization (Wto) riunito a Seattle a interrompere i suoi lavori. Come ha scritto il “New York Times”, la sorprendente e partecipata protesta a Seattle, organizzata da chi critica l’operato del Wto, ha messo in evidenza l’esistenza di una nuova e polifonica coalizione [che include] lavoratori dell’acciaio, dell’industria automobilistica, ma anche attivisti contro il lavoro nero presenti in tutte le università del paese, membri dei gruppi religiosi, gruppi di consumatori, il Sierra Club, gli Amici della Terra e The Human Society.

ISBN: 88-87423-77-6
PAGINE: 228
ANNO: 2002
COLLANA: Map
TEMA: Movimenti
Autori

Jeremy Brecher

Jeremy Brecher (1947) è storico, ricercatore sociale, sceneggiatore e documentarista. Vive e lavora in Massachusetts. In lingua italiana sono disponibili: Come farsi un movimento globale (DeriveApprodi, 2001) e Contro il capitale globale (Feltrinelli, 2000).

Tim Costello

Jeremy Brecher è già noto al pubblico italiano per il suo Sciopero! tradotto nel 1975 e poi ripubblicato dalle nostre edizioni nel 1998. Insieme a Tim Costello (ex camionista, sindacalista e attualmente direttore del Massachussets Campaign on Contingent Work) ha scritto Global Village, Global Pillage tradotto in Italia da Feltrinelli. Brendan Smith è esperto di economia, diritto del lavoro internazionale e lavoro infantile.

Brendan Smith

Jeremy Brecher è già noto al pubblico italiano per il suo Sciopero! tradotto nel 1975 e poi ripubblicato dalle nostre edizioni nel 1998. Insieme a Tim Costello (ex camionista, sindacalista e attualmente direttore del Massachussets Campaign on Contingent Work) ha scritto Global Village, Global Pillage tradotto in Italia da Feltrinelli. Brendan Smith è esperto di economia, diritto del lavoro internazionale e lavoro infantile.

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