Comunicazione-guerriglia

«Tecniche di sopravvivenza nell’immaginario uniformato»

Comunicazione-guerriglia

Tattiche di agitazione gioiosa e resistenza ludica all'oppressione

,

ESAURITO
€11,40
€13,43
Lista dei desideri

I guerriglieri della comunicazione agiscono in tutti gli spazi pubblici costruiti dai media. Si muovono a piccoli gruppi, sabotando le immagini dei politici ufficiali, creando falsi scoop e facendo cadere nelle loro trappole gli agenti dell’informazione e dell’immagine. Non formano un’organizzazione, ma proliferano ovunque nel mondo.
Comunicazione-guerriglia è un manuale d’uso che passa in rassegna la creatività comunicativa dei gruppi agit-prop dagli anni Sessanta ai giorni nostri: nell’affollata galleria dei precursori della comunicazione-guerriglia, si trovano antenati molto diversi tra loro, come l’Internazionale Situazionista, il movimento del ’77 in Italia, la Kommune 1 nella Rft, gli Yippies, i Culture Jammers e i Billboards Bandits negli Usa, gli psicogeografi in Francia, Italia e Inghilterra. Il ricco repertorio di quelle pratiche che hanno tentato di produrre effetti sovversivi con interventi nei processi di comunicazione: détournement, sniping, cut-up, camouflage, happening, subvertising, teatro invisibile, attacchi psichici, falsificazione, plagiarismo, graffitismo, travestimenti… La guerriglia comunicativa è una tecnica di sopravvivenza nel mondo dell’immaginario uniformato. Uno strumento di critica radicale dei luoghi comuni, degli stereotipi sociali e di tutto ciò che veicola normalità. È un esercizio creativo e una resistenza ludica all’oppressione.


Un assaggio

Un nome multiplo è “un nome adottabile da chiunque”: i suoi inventori, noti o ignoti, singoli o gruppi che siano, non ne hanno preteso l’utilizzo esclusivo, né vi hanno apposto alcun copyright. Il nome multiplo può essere molto più di un semplice desiderio di restare anonimi: come espressione di anonimato, il nome multiplo non è che uno spazio vuoto, un segno senza un proprio significato, può dunque trasformarsi in un significante pieno di forza qualora lo si colleghi a una prassi determinata e riconoscibile. Esso non si limita a indicare una prassi – artistica, politica o religiosa – ma allo stesso tempo la collega alla figura di una persona immaginaria. Rendendo riconoscibile la prassi e riempiendola di vita, anche la persona prende vita. La sua figura assume dei contorni, se ne narra la storia, le si fa rivestire una funzione mitica. Uomini e donne entrano in questa storia, partecipano alle azioni collegate ai nomi multipli, diventando essi stessi parte del personaggio immaginario collettivo: la pratica dei singoli acquista forza grazie al mito collettivo, e allo stesso tempo lo riproduce. All’inverso, quando la pratica perde contorni e forza significativa, muore anche la persona collettiva dalla quale è stata incarnata
Il nome multiplo annulla la distinzione tra individuo e collettività. Come per magia, esso inizia i singoli alla vita collettiva del personaggio immaginario, nella quale si identifica il movimento e la forza di una moltitudine invisibile. La moltitudine prende forma, e diviene soggetto agente nella forma della persona immaginaria. Proprio i più soggiogati, privati anche del peso del proprio nome, sono spesso ricorsi a tale stratagemma. Si guardi, ad esempio, alla storia delle sollevazioni contadine: nel 1514 i contadini del sud della Germania entrarono in guerra con il nome di armen Konrad
Il nome non indicava alcun capo rivoluzionario: ogni membro di quella folla era il povero Konrad, in rivolta contro la propria oppressione. Agli inizi del XIX secolo, in Inghilterra, Il nome multiplo General Ludd ebbe un analogo utilizzo da parte degli spossessati. Leader immaginario di quanti prendevano d’assalto le nuove macchine, Ludd rivolse le sue minacce, raramente prive di conseguenze, contro i padroni della forma moderna di sfruttamento, quella capitalistica. Benché il movimento del generale Ludd non avesse alcuna forma organizzativa fissa, o forse proprio per questo, per anni fu in grado di terrorizzare gli sfruttatori
Mentre General Ludd non era una persona reale né rappresentava alcuna precisa organizzazione, successive forme di organizzazione dei lavoratori si adeguarono alla separazione borghese tra individuo e azione collettiva. Il collettivo (il proletariato ecc.) divenne una materia astratta e gerarchicamente amministrata. La sua forza simbolica non si manifestava più direttamente nella pratica di ogni singolo. Rappresentanti di tale forza erano semmai i pochi individui capaci di distinguersi, i capi, gli eroi e i modelli. In tempi recenti, non è un caso che l’idea di nome multiplo si sia ripresentata dove il culto borghese dell’individuo è più marcato, cioè in campo artistico. Quando un nome multiplo viene adottato come nome d’arte, l’attribuzione di un’opera esclude un autore individuale. I Neoisti hanno utilizzato questo principio in modo coerente: nomi d’arte come Harry Kipper si sono trasformati in nomi multipli, altri nomi di questo genere come Monty Cantsin, assieme ai relativi miti, sono prodotti consapevoli della pratica artistica neoista. Infine è da citare la più significativa opera d’arte post-situazionista, la creazione del mito collettivo di Luther Blissett, per il quale, come già per Karen Eliot, si è ricorsi al nome di una persona esistente
Anche nell’attuale contesto politico è comparso un nome multiplo. Una delle geniali trovate strategiche della guerriglia zapatista in Chiapas è stata trasformare il nome del loro portavoce Subcomandante Marcos in un nome collettivo (“Siamo tutti Marcos”).

ISBN: 88-87423-50-4
PAGINE: 192
ANNO: 2002
COLLANA: I libri di DeriveApprodi
TEMA: Immaginari, Media-strategie
Autori

Luther Blisset Project

Luther Blisset è un nome collettivo. Con questo nome multiplo è stato pubblicato il celebre romanzo Q (Einaudi 2000).

autonome a.f.r.i.k.a. gruppe

L'autonome a.f.r.i.k.a. gruppe è un collettivo della Germania meridionale, attivo anche sotto gli pseudonimi multi-uso di Sonja Brünzels e di quello (più famoso) di Luther Blissett.

STESSO AUTORE

STESSO TEMA