Comunità, comunicazione, comune

«come declinare quel cum (radice di comunità, comunicazione e comune) senza cadere in tentazioni fusionali o derive organicistiche?»

Comunità, comunicazione, comune

Da Georges Bataille a Jean-Luc Nancy

Comunità, comunicazione, comune
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Il libro è una ricerca lungo alcuni dei tracciati che emergono dai percorsi filosofici di Georges Bataille e Jean-Luc Nancy, in relazione a tre temi di natura ontologico-politica quali la comunità, la comunicazione e il comune. Dalla lettura di questi due autori francesi, collocati agli antipodi del Novecento ma legati da un profondo legame di comunanza, l’autore muove da una disamina delle ambiguità, dei miti e delle aporie che marcano le ricerche batailleane sulla comunità degli anni Trenta fino alla decostruzione del termine operata da Nancy negli anni Ottanta. Con l’inedita mise en jeu del politico avviata da Bataille nel Dopoguerra si giocano comunicazione, «esperienza plurale» e «critica del soggetto», in un conloquium che Nancy rilancia attraverso i termini di essere in-comune, partage e comparution.
La domanda cruciale da cui Fausto De Petra prende le mosse è: come declinare quel cum (radice di comunità, comunicazione e comune) senza cadere in tentazioni fusionali o derive organicistiche? Nel ricorrere al lavoro di Jean-Luc Nancy l’autore prova a fornire una risposta: guardando a quei processi di soggettivazione nei quali il comune si articola come infinito passaggio tra individuo e collettivo, tra la finitezza singolare e l’infinita compagnia umana.


Un assaggio

Dall’introduzione

Qual è oggi il regime di senso di termini quali comunità, comunicazione, comune? Se considerati nell’utilizzo prosaico che di essi si fa l’impressione potrebbe essere quella di una relativa familiarità che essi ispirano. Tuttavia, quella che potrebbe sembrare un’evidenza empirica mostrerà presto prospettive inattese; ciò si comprende soprattutto se ci si interroga su come tali termini si siano stratificati nel lessico della politica. Quella che si propone non è tanto un’analisi sistematica dei tre concetti in questione, sui quali del resto è disponibile una copiosa bibliografia critica, quanto una linea interpretativa volta a indagare come i tre termini, attraverso ritorni ed abbandoni, occupino, in modo decisivo, la riflessione politica di Bataille e Nancy. Ciò che ha innervato questa ricerca è stata la necessità di rinvenire nell’amplissima produzione dei due autori alcuni tracciati, interrogativi e assunti critici che ne hanno marcato la riflessione. Ciò significa addentrarsi nelle loro dinamiche di pensiero per evidenziare come la presenza di una comune costellazione di concetti non sia affatto accidentale ma risponda a istanze politiche decisive del nostro tempo. Il percorso che qui si delinea prolunga del resto un lavoro di scavo già avviato negli anni e forse non sarebbe mai nato senza un’esigenza di comunanza condivisa con alcuni autori dalla filosofia contemporanea. Il saggio, al di là di qualsiasi risposta esaustiva, vuole essere un contributo alla decostruzione di alcuni paradigmi che marcano costitutivamente il politico. Ciò che si dà in tale tracciato sono tuttavia frammenti di un pensiero ancora da articolare, di una politica da ripensare insieme, di un essere-in-comune ancora da annodare. Torniamo al nostro incipit. «Comunità», «comunicazione», «comune». Di questi termini si potrebbe quasi pensare che l’ambito semantico in cui essi sono inscritti rimandi a una medesima configurazione di senso. Paradossalmente, se ne potrebbe sintetizzare la relazione in un’unica espressione: ‘comunità come luogo di comunicazione in cui si condivide il comune’. Niente di tutto questo. In effetti, tali concetti sembrano oggi rovesciarsi nel loro opposto simmetrico; la comunità nell’immunità, la comunicazione nella chiacchiera, il comune nel proprio. A essi potremmo aggiungere – per estensione – anche il comunismo, inveratosi – almeno finora – in odiose forme politiche che hanno sempre finito per negare le istanze dalle quali erano pur sorte.
Che cosa ha impedito al cum – che marca la natura intrinseca di tali termini – di attuarsi nella modernità? Le cause di questo naufragio vanno ricercate certamente nei paradigmi teorici e nelle pratiche politiche che ne hanno determinato il fallimento. Potremmo chiederci, per altro: come disinnescare i dispositivi «liberal-proprietari» che hanno neutralizzato nel tempo la legge del cum? Tutto porterebbe oggi a rassegnarci alla loro supposta inattualità. Se ci si sofferma, infatti, sui processi che hanno determinato tale neutralizzazione non si può non constatare come un comune denominatore sia stato il rifiuto e l’incapacità di configurare l’esistenza come una co-esistenza. Ciò è potuto accadere sia per la logica immunitaria che informa strutturalmente la concezione moderna del soggetto da Descartes a Hobbes fino a noi, sia per l’esito catastrofico dei tentativi di fare del comune un «insieme» organico. L’effetto di ritorno è stato comunque un trionfo dell’individualismo che ha reso la vita delle persone un fatto esclusivamente particolare, un mero affare privato. Come ha potuto, infatti, la logica dell’utile mettere a scacco la potenza del comune?
È con tali interrogativi che oggi il pensiero deve misurarsi. Se si vuole, è la questione del politico in quanto tale, almeno nei termini in cui la filosofia occidentale l’ha presentata da Eraclito fino a noi, dalla polis antica all’infinito glomus contemporaneo. Occorre, in altri termini, ripensare il politico inteso come questione della pluralità umana, come condizione che ha – da sempre – visto gli uomini com-parire al mondo gli uni accanto agli altri. È ancora possibile, al di là di facili illusioni, rilanciare un lavoro di smontaggio e di ricomposizione di un pensiero adeguato alle sfide attuali? È con questo ineludibile interrogativo che il presente studio intende misurarsi.

ISBN: 978-88-6548-007-6
PAGINE: 240
ANNO: 2010
COLLANA: I libri di DeriveApprodi
TEMA: Beni comuni, Filosofia, Immaginari
Autore

Fausto De Petra

Fausto De Petra (1969) è Dottore di Ricerca in Antropologia filosofica e insegna lettere e filosofia nei Licei. Dopo essersi formato in Italia, ha proseguito i suoi studi a Parigi dedicandosi in particolar modo allo studio della filosofia politica contemporanea francese. Collabora ad alcune riviste come «Lignes» e «Filosofia politica».
RASSEGNA STAMPA

"Comunità, comunicazione, comune" da Recensioni Filosofiche

Recensione di Marco Castagna a "Comunità, comunicazione, comune" - da Recensioni Filosofiche, marzo  2012

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