Da leccarsi i baffi

«L’antologia di un grande interprete della letteratura eno-gastronomica italiana»

Da leccarsi i baffi

Memorabili viaggi in Italia alla scoperta del cibo e del vino genuino

A cura di Silverio Novelli

ESAURITO
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Da leccarsi i baffi è un’antologia di scritti di Mario Soldati, uno dei più grandi narratori italiani del Novecento. Una raccolta di racconti, appunti, dialoghi su vino, cibo, olio (e acqua), in un viaggio dentro l’Italia, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, con una puntata in un ristorante italiano di Chicago. Un viaggio che dura decenni, ricco di aneddoti e di colore, costellato da una miriade di ritratti di vignaioli e di osti, attraverso paesaggi agresti che sembrano usciti da una tela del Quattrocento.
Soldati ama l’umanità civile, semplice, operosa, che dalla terra tira fuori prodotti genuini. Ama l’osteria col campo di bocce, il produttore di vino schietto, l’olivicultore che fa l’olio con le proprie olive. Grande, affabile conversatore, Soldati mette il suo io al centro di brevi racconti e note, di flash diaristici e memorialistici, e facendo perno su quello ruota intorno lo sguardo curioso, accogliendo stuoli di personaggi famosi e ignoti: contadini, principi, operai, industriali, artisti. Attraverso la descrizione anche minuta di cibi e vini che quell’Italia variegata produce e consuma, i racconti di Soldati si rivelano uno straordinario reportage su un paese colto nel momento di trapasso verso la modernizzazione selvaggia del consumismo. Soldati, dietro il fumo del suo immancabile sigaro tenuto stretto tra i denti, da sotto i baffi sornioni, preferisce rischiararci con le testimonianze vive di un’Italia del gusto, materiale e intellettuale, che, anche se odora di passato, avrebbe tutta la forza di indicare un’alternativa per il futuro.
La nuova edizione aggiornata e corretta di un classico letterario di «cultura materiale».


Un assaggio

I lamponi

I lamponi cominciano a scarseggiare, l’estate declina. Per quasi venticinque anni di seguito, ho passato le mie estati a Roma, lavorando. Il simbolo dell’estate romana era, per me, la mancanza di lamponi. Soltanto per polemica, e per il gusto rabbioso di sentirmi rispondere: «No, non ne abbiamo», an­davo qualche volta a pranzo in alberghi e ristoranti di lusso e chiedevo ad alta voce: «Lamponi!» ben sapendo che lamponi, a Roma, non arrivavano mai, o quasi mai. Adesso, naturalmente, col boom, tutto sarà cambiato. I lamponi, ci sono, non soltanto d’estate a Roma: credo in tutte le città d’Italia, e in tutte le stagioni. Lamponi coltivati, lamponi falsi, splendidi lamponi chiari e traspa­renti, che sembrano di plastica, e nei quali, forse, la fragranza è iniettata da boccette di essenza, mediante speciali procedimenti. Ma a me piacciono i lamponi veri, e soltanto quando sono di stagione. E dunque, forse, ho mangiato gli ultimi di quest’anno l’altro giorno, sulle montagne di Pontremoli. Una ragazzina, lungo la strada, li vendeva a canestrelli. Era giovanissima, slanciata, gambe snelle, caviglie sottili, colorito roseo, occhi selvaggi, e capelli di quel biondo strano, tra il cenere e il paglierino, che è caratteristico delle bionde zingare. Tutto il suo aspetto, del resto, e la sua gonna a fiorami gialli e rosa, e i piedi nudi, e il suo modo di fare, hanno della zingara. Pago i lam­poni e allungo una mano per farle una carezza innocentissima sulla guancia: lei ritrae di scatto il busto: le sfioro appena, con la punta dei polpastrelli, per una frazione di attimo, il mento: mi basta per capire che è liscio come por­cellana, di quella particolare liscezza di chi non si lava mai. Le chiedo di che paese sia. Mi aspetto che non mi risponda e scappi via, come fanno quasi sempre le zingare. Oppure che mi dia il nome di qualche paesone della provincia di Mantova o di Rovigo: un altro modo per dirmi, sempre senza volerlo, che è zingara. Invece no. Mi risponde con una sua rustica grazia che è di Gravagna, e mi chiede una sigaretta. Parla con cadenza parmigiana, ma con un accento forte, grosso, veramente da montagna. Tornato a casa, cerco Gravagna sulla carta: esiste davvero, è in fondo alla valle della Magra, l’ultimo paese, quattro case a ottocento, novecento metri sul livello del mare. Sangue zingaro, ce n’è dappertutto, con buona pace dei razzisti. E l’Italia, anche per la bellezza delle ragazze, è il paese più vario del mondo.
(1963)

ISBN: 978-88-6548-072-4
PAGINE: 320
ANNO: 2013
COLLANA: Habitus
TEMA: Ambiente, Cultura materiale
Autore

Mario Soldati

Mario Soldati
Mario Soldati (Torino 1906), esordisce come narratore con Salmace (1929). Il successo arriva nel 1935, con America primo amore. Seguiranno molti romanzi, raccolte di racconti, diari di viaggio, da L'amico gesuita a Le sere. Fino agli anni Cinquanta è attivissimo regista cinematografico (Piccolo mondo antico, I Malombra, La provinciale). Per la tv gira le inchieste a puntate Viaggio nella valle del Po e Chi legge? Cultore del buon mangiare e del buon bere, al vino dedica i tre volumi di Vino al vino. Muore nella sua casa di Tellaro (La Spezia) il 19 giugno 1999.
RASSEGNA STAMPA

Quell'estate in trattoria con Nino Rota da Il Messaggero

Anticipazione a cura di Riccardo De Palo dal libro "Da leccarsi i baffi" di Mario Soldati - da Il Messaggero, 08 luglio 2013

 

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"Un viaggio enogastronomico per conoscere l'Italia" da Nuovasocietà.it

Recensione di Giulia Zanotti al libro "Da leccarsi i baffi" di Mario Soldati - da Nuovasocietà.it, 09 luglio 2013

 

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"Da leccarsi i baffi" su TG2 Eat Parade

Segnalazione del libro "Da leccarsi i baffi" di Mario Soldati - da Eat Parade, TG2 05 luglio 2013

 

Vai al video - minuto 9:26


"Leccarsi i baffi insieme a Mario Soldati" da Il Venerdì di Repubblica

Recensione di Gianni Mura al libro "Da leccarsi i baffi" di Mario Soldati - da Il Venerdì di Repubblica, 12 luglio 2013

 

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"Da leccarsi i baffi" da Il Corriere della Sera

Segnalazione di Luciano Ferraro a proposito del libro "Da leccarsi i baffi" di Mario Soldati - da Il Corriere della Sera, 13 luglio 2013

 

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"La civiltà a tavola" da Millepagine Rai

Recensione di Vittorio Castelnuovo di "Da leccarsi i baffi" di Mario Soldati - da Millepagine Rai, 22 luglio 2013

 

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"Il cibo e il vino nei viaggi italiani di Mario Soldati" da La Città

Recensione di Simone Gambacorta al libro "Da leccarsi i baffi" di Mario Soldati - dal quotidiano La Città, 12 luglio 2013

 

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Mario Soldati: un'altra enogastronomia da Doppiozero

Recensione di Maurizio Sentieri

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Recensione di Da leccarsi i baffi su Elle

Recensione al libro di Mario Soldati, "Da leccarsi i baffi" di Maria Tatsos – da Elle.it, 9 agosto 2013

 

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Sapori tra le righe

Recensione di Loredana Sottile a Mario Soldati, "Da leccarsi i baffi" – da Il Gambero Rosso, 22 ottobre 2013

 

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Consigli di lettura da leccarsi i baffi

Su «Civiltà del bere» la recensione di Jessica Bordoni al libro di Mario Soldati "Da leccarsi i baffi" – da civiltàdelbere.com, 30 gennaio 2014

 

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