De-Scrittura 1

«Instabilità dei concetti di identità e territorio oggi»

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La rivoluzione telematica sta generando una mutazione dei processi percettivi che rende instabili i concetti di identità e territorio, quindi la nostra rappresentazione del mondo. Scrivere richiede un tempo altro e uno spazio altro, differenti da quelli imposti dalla comunicazione globale, un tempo per sentire e per pensare, uno spazio per esprimere e dialogare.
Probabilmente è il desiderio di questi tempi e spazi differenti che si manifesta nell’attuale diffusione delle scuole di scrittura creativa (perché non definirla, con Ponzio, «infunzionale»?): De-scrittura 1 si rivolge particolarmente a loro: un «manuale» atipico, di spunti di lavoro, da mettere accanto a quelli di tecnica narrativa.
Interventi di: Sini, Perniola, Paternoster, Comolli, Maffi, Berardi, Passerini, Màdera, Ponzio.


Un assaggio

Nell’apparente mancanza, ormai, di princìpi ideologici intorno ai quali produrre un dibattito, anche aspro, o un confronto generazionale sul senso del fare scrittura e letteratura oggi, a volte ostinarsi a interrogare queste pratiche e le ragioni dei loro statuti, interno e pubblico, rischia di apparire superfluo, al limite sterile. Da un lato, infatti, anche i più seri fronti polemici aperti da dentro l’industria culturale non riescono a scardinarne i meccanismi; dall’altro la rivoluzione telematica, che ha probabilmente determinato la ‘fine’ culturale del secolo (e del millennio) almeno quindici-venti anni fa, ha accelerato il pieno affermarsi della “comunicazione-produzione” (Ponzio) al punto che non è più in discussione il contenuto eventuale degli statuti ma, forse – sia detto senza alcuna angoscia -, la sopravvivenza stessa dei fatti artistici, almeno per come li abbiamo conosciuti fin qui. Forse, allora, la scossa estetica auspicata sempre ci sfugge scivolosa dalle mani non a causa di un presunto tramonto delle ideologie, ma a causa della mutazione antropologica che lo sottende, e che noi tutti stiamo inscenando. Certo la mutazione ci frustra, però è anche un momento esaltante per quanto sa illudere chi pensa, (inevitabilmente?) alla maniera moderna, di potere ancora incidere sulla direzione del processo in atto, o chi invece smania (inevitabilmente?) per la fine della soggettività. Dopo il provvisorio compiersi del progetto sulla città – nato dal desiderio di riflettere sullo snodo economico, politico e sociale rappresentato dalla dimensione metropolitana -, il Laboratorio di scrittura, a fronte della progressiva “deterritorializzazione” e della mutazione culturale, ha sentito l’esigenza di estendere la ricerca sulla ‘descrivibilità’ dall’ambiente urbano alla rappresentazione del ‘reale’ – il termine “de-scrittura”, ovviamente, cerca di sintetizzare questa riflessione duplice intorno ai processi della scrittura e della descrizione -. Il percorso, come è nella (breve) tradizione di Grafio, è stato concepito in due tempi e a due livelli. I primi sono rispettivamente De-scrittura 1 (il passato prossimo delle conferenze, qui raccolte, che si sono tenute al Centro per l’Arte Contemporanea “L. Pecci”), dedicata alle premesse filosofiche e alle questioni metodologiche più generali, e De-scrittura 2, più concentrata sullo specifico letterario. Al livello teorico appena citato ne corrisponde uno pratico di produzione dei testi, cui si dedicano i partecipanti* al Laboratorio. Per loro De-scrittura 1 ha significato un momento di analisi: si è trattato, infatti, di lavorare intorno alla de-scrizione (non necessariamente naturalistica) di uno stato d’animo, di un paesaggio, di una figura, di oggetti, di un’intenzione, di un’azione, di una velocità e di una lentezza.

ISBN: 88-87423-10-5
PAGINE: 160
ANNO: 2002
COLLANA: Seminari
TEMA: Media-strategie
Autore

Grafio Laboratorio di scrittura


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