Del comune o della rivoluzione nel XXI secolo

«Oltre ogni critica, questo libro riapre il dibattito sul comune e nessuno si stupirà che così si sia riaperto anche il dibattito sul comunismo»

Toni Negri

Del comune o della rivoluzione nel XXI secolo

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Prefazione di Stefano Rodotà

Del comune o della rivoluzione nel XXI secolo
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Vietato pensare al futuro. Viviamo questo strano momento, disperante e inquietante, in cui niente sembra possibile. Il perché non è un mistero, e non attiene all’eternità del capitalismo, ma al fatto che a quest’ultimo non si oppongono ancora sufficienti forze contrarie. Il capitalismo continua a dispiegare la propria logica implacabile, nonostante dimostri ogni giorno l’evidente incapacità a fornire la benché minima soluzione alle crisi e alle catastrofi che induce. Sembra anzi estendere la propria presa sulla società man mano che si dispiegano tutte le sue conseguenze. Burocrazie pubbliche, partiti della «democrazia rappresentativa», esperti, sono sempre più rinchiusi in prigioni teoriche e dispositivi pratici dai quali non riescono a uscire. Il crollo di quella che era stata, fin dalla metà del XIX secolo, l’alternativa socialista, e che aveva contribuito a contenere o a correggere alcuni degli effetti più distruttivi del capitalismo, accresce la sensazione che un’effettiva azione politica sia impossibile o impotente. Collasso dello Stato comunista, mutazione neoliberista di quel che non merita nemmeno più il nome di «social-democrazia», deriva sovranista di buona parte della sinistra occidentale, indebolimento del lavoro salariato organizzato, crescita dell’odio xenofobo e del nazionalismo: elementi che inducono a chiederci se ancora vi siano forze sociali, modelli alternativi, modalità organizzative e concetti che possano lasciar sperare in un aldilà del capitalismo.
Questo libro intende identificare nel principio politico del comune il senso dei movimenti, delle lotte e dei discorsi che un po’ ovunque nel mondo, in questi ultimi anni, si sono opposti alla razionalità neoliberista. Le battaglie per la «democrazia reale», il «movimento delle piazze», le nuove «primavere» dei popoli, le lotte studentesche contro l’università capitalista, le mobilitazioni per il controllo popolare della distribuzione idrica non sono affatto eventi caotici e aleatori, esplosioni accidentali e passeggere, jacqueries disperse e prive di scopo. Queste lotte politiche rispondono alla razionalità politica del comune, sono ricerche collettive di nuove forme di democrazia.

È all’esplorazione del significato politico delle lotte contemporanee contro il neoliberismo che la presente opera è dedicata.

Traduzione dal francese e cura di Antonello Ciervo, Lorenzo Coccoli, Federico Zappino.


Un assaggio

Qual è infatti il motivo per cui il disastro annunciato dalle autorità scientifiche non suscita, a eccezione di una minoranza, la mobilitazione che dovremmo aspettarci? La gravissima diagnosi formulata dall’Undp, dall’Ipcc e da numerose altre istituzioni pone oggi la questione delle condizioni di un’azione collettiva capace di rispondere all’emergenza climatica. Né le imprese private né gli Stati forniscono risposte che permettano di far fronte ai processi già in atto. I ripetuti fallimenti dei summit sul cambiamento climatico mostrano infatti come i leader economici e politici siano confinati all’interno della logica della competizione globale. L’idea di un destino comune dell’umanità non si è ancora affermata, le vie dell’indispensabile cooperazione sono ancora ostruite. Quella che in realtà viviamo è la tragedia del non comune. Questa tragedia non dipende dal fatto che l’umanità ignora ciò che l’attende, ma dal fatto che essa è dominata da gruppi economici, da classi sociali e caste politiche che, senza cedere nulla dei loro poteri e dei loro privilegi, intendono prolungare l’esercizio del loro dominio attraverso la permanenza della guerra economica, il ricatto della disoccupazione, la paura degli stranieri. L’impasse nella quale ci troviamo testimonia del disarmo politico delle società. Mentre paghiamo un prezzo per l’assenza di limiti del capitalismo, subiamo anche un notevole indebolimento della «democrazia», vale a dire di un certo numero di strumenti – per quanto pochi e limitati – grazie ai quali era ancora possibile contenere la logica economica dominante, mantenere spazi di vita sottratti al mercato, sostenere istituzioni basate su principi diversi da quelli del profitto, correggere o attenuare gli effetti della «legge della concorrenza globale». I «responsabili politici» che si sono succeduti l’un l’altro nel gioco dell’alternanza hanno oggi perso la loro libertà d’azione, a fronte di poteri economici che loro stessi hanno incentivato e rafforzato.

ISBN: 978-88-6548-116-5
PAGINE: 544
ANNO: 2015
COLLANA: I libri di DeriveApprodi
TEMA: Beni comuni, Economia e lavoro, Filosofia
Autori

Christian Laval

Christian Laval, sociologo, svolge attività di ricerca presso l’università di Parigi X. Dal 2004, anima insieme a Pierre Dardot il gruppo di ricerca «Question Marx».

Pierre Dardot

Pierre Dardot, filosofo e docente, è autore, spesso insieme al collega Christian Laval, di saggi su Marx, Hegel e il capitalismo globale. Di recente pubblicazione in francese, la prestigiosa monografia Marx, prénom Karl (Gallimard 2012).

RASSEGNA STAMPA

L'emergenza strategica del comune («Dinamo Press»)

Su «Dinamo Press» un estratto dell'introduzione del saggio di Pierre Dardot e Christian Laval, “Del comune o della rivoluzione nel XXI secolo” – 17 aprile 2015

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Quale spazio per i beni comuni? («Che fare»)

Su «che-fare» la prefazione di Stefano Rodotà al libro di Pierre Dardot e Christian Laval, “Del comune o della rivoluzione nel XXI secolo” – 22 aprile 2015

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Tutto è comune, anche Dio («Alfabeta2»)

Intervento di Roberto Ciccarelli nello speciale di «Alfabeta2» sul saggio di Pierre Dardot e Christian Laval, “Del comune o della rivoluzione nel XXI secolo” – da «Alfabeta2», 25 aprile 2015

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Cose in comune («alfabeta2»)

Intervento di Michele Spanò nello speciale di «Alfabeta2» sul saggio di Pierre Dardot e Christian Laval, “Del comune o della rivoluzione nel XXI secolo” – da «Alfabeta2», 25 aprile 2015

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Il Comune: un'appartenenza non proprietaria («alfabeta2»)

Intervento di Paolo Napoli nello speciale di «Alfabeta2» sul saggio di Pierre Dardot e Christian Laval, “Del comune o della rivoluzione nel XXI secolo” – da «Alfabeta2», 25 aprile 2015

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Per una governamentalità del comune («alfabeta2»)

La postfazione dei curatori di “Del comune o della rivoluzione nel XXI secolo” (Antonello Ciervo, Lorenzo Coccoli, Federico Zappino), all'interno dello speciale di «alfabeta2» dedicato al saggio di Pierre Dardot e Christian Laval – 25 aprile 2015

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La privatizzazione delle risorse e il movimento dei commons («greenews.info»)

Su «Greenews.info» un estratto dal saggio di Pierre Dardot e Christian Laval, "Del comune o della rivoluzione nel XXI secolo" – 5 maggio 2015

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La rivoluzione dell'uso («Internazionale»)

Su «internazionale» un commento di Christian Raimo sullo stato dei centri sociali a Roma – a partire dal libro di Pierre Dardot e Christian Laval, "Del comune o della rivoluzione nel XXI secolo", 14 maggio 2015

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Benicomunismo («Repubblica»)

Su «La Repubblica» un intervento di Roberto Esposito sulla questione dei beni comuni, a partire dal saggio "Del comune o della rivoluzione nel XXI secolo", di Pierre Dardot e Christian Laval – 1 giugno 2015

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Il comune come forza produttrice («Alfabeta2»)

Intervento di Chiara Colasurdo a partire dal saggio di Pierre Dardot e Christian Laval, "Del comune o della rivoluzione nel XXI secolo"

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Arcipelago comune: se la rivoluzione nasce dai frammenti («Il Lavoro Culturale»)

Recensione di Giuseppe Micciarelli al saggio di Pierre Dardot e Christian Laval, "Del comune o della rivoluzione nel XXI secolo" – da «Il lavoro culturale», 13 giugno 2015

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Il principio etico della buona vita («il manifesto»)

Sul «manifesto» la recensione di Marco Bascetta al saggio "Del comune o della rivoluzione nel XXI secolo", di Pierre Dardot e Christian Laval – 9 giugno 2015

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La rivoluzione possibile dei "beni comuni" («Il mattino»)

Sul «Mattino» una lettura di Donatella Trotta del saggio "Del comune o della rivoluzione nel XXI secolo", di Pierre Dardot e Christian Laval – 13 giugno 2015

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Diario della crisi infinita («Doppiozero»)

Un pezzo di Cristina Morini sulla crisi europea, in cui viene citato il saggio "Del comune" di Pierre Dardot e Christian Laval – da «Doppiozero»

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Per una prassi istituente («Pandora Rivista»)

Sulla rivista «Pandora» la recensione di Andrea Baldazzini al saggio di Pierre Dardot e Christian Laval – 25 luglio 2015

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Del comune su «Gli squadernauti»

Sul blog «Gli squadernauti» una recensione a "Del comune o della rivoluzione nel XXI secolo", di Pierre Dardot e Christian Laval - 10 novembre 2015

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