Diario di guerra

«un racconto sulla guerra umanitaria in Kosovo»

Diario di guerra

Critica della guerra umanitaria

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«È circa mezzogiorno. Siedo distratto alla mia scrivania, in una banca. Sto cercando il modo migliore di accendermi un sigaro cubano…». Inizia così uno strano diario della guerra in Kosovo, scritto da un ancor più enigmatico scrittore.
Sbancor è un membro influente della comunità finanziaria italiana. Ma è anche un anarchico. Ha partecipato ai movimenti degli anni Settanta. Poi disgustato da una politica che obbligava a stare o con lo Stato o con le Br si è ritirato. È scomparso. Non ha lasciato tracce. Solo pochi amici fidati conoscono la sua identità. Ma quelli non parlano. Ha un difetto: non sopporta quello che non capisce. E la guerra umanitaria non lo convince. Dal suo punto di vista, la guerra umanitaria si inserisce in una guerra infinita, combattuta fra potentati economici, lobbies affaristiche, spacciatori di droga e armi. Sbancor non ha peli sulla lingua. E soprattutto non ha nessun alleato. Non crede in D’Alema, detesta Milosevic e compatisce Clinton. Un libro da leggere per comprendere.


Un assaggio

Ci sono interrogativi a cui forse è bene non rispondere. Domande che è meglio non fare. Tutto ciò è il Segreto
È importante studiare la forma “fisica” del Segreto. Il Segreto è al suo centro un vuoto di senso, praticamente il nulla, un buco nero della coscienza. Un addensarsi del niente sul niente. Ma come ogni vuoto/pieno ha una grande forza attrattiva. Se no non si capirebbe la forza che per migliaia di anni hanno avuto le religioni. Tutte le religioni, dall’ebraismo alla “new age”
Il motivo del Segreto è semplice: la mancanza di senso del vivere umano. Nessuno, o pochi, accettano che la vita è bella perchè è finita. La bellezza sta nel finito, non nell’infinito, come già sapevano i Greci
Invece no. Si vuole una vita oltre la vita, si cerca l’infinito: signori miei ammettetelo: avete paura di morire. Ma, come diceva Epicuro a chi gli domandava se aveva paura della Morte: “Finché io ci sono, Lei non ci sarà, quando Lei ci sarà, io non sarò più”. Perciò nascono le religioni, ma alla lunga neanche le religioni bastano. Vanno bene per le classi dei poveri di spirito. Per le aristocrazie, siano esse di sangue o di denaro, serve altro: occorrono le iniziazioni ai Segreti
Alcune di queste iniziazioni altro non sono che utili esercizi per ascoltare il proprio sé, per scoprire il lato visionario dell’uomo, esercizi di immaginazione, “visio smaragdine”. È la magia bianca praticata alle corti rinascimentali. Ma poi c’è il nero. E il nero è un abisso senza fine, un meta-delirio storico religioso, fatto di congiure, assassinii, razze, sangue e, perchè no, guerre
Quanto hanno giocato i miti dell'”ultima Thule” nelle modalità di sterminio della Seconda guerra mondiale? E cosa era l’Ordine Nero delle SS di Himmler se non una strana rivisitazione del mito dei Templari e dei Cavalieri della Tavola Rotonda? E le Massonerie che albergano nelle banche occidentali, e i vari ordini Sufi che prosperano nelle banche islamiche? L’Italia dovrebbe saperne qualcosa: da Sindona a Calvi, alla P2, a Gelli, a Pazienza, a Pacini Battaglia & soci. Nel mondo arabo il caso della Bcci provocò uno scandalo internazionale che si ripercosse fino alla City di Londra
Continuo a dire: al centro c’è il vuoto più assoluto, ma intorno al vuoto si muovono fantasmi pericolosi, moderni stregoni che maneggiano non più pietre alchemiche, ma denaro, droga e armi. I loro sono riti di sangue
Ultima fra queste innominabili fesserie si chiama Wasp (White Anglosaxon Protestant) o meglio la supremazia anglo-americana sul mondo
Non si tratta di una supremazia economica o militare. In questo caso si tratterebbe di un semplice “cartello”, di un “trust” o di un’alleanza. Si tratta di qualcosa di diverso basato su miti “razziali e misterici”
Ne ho incontrati diversi di questi qui nel mio lavoro. Sembrano persone normali, spesso sono Senior Bankers, giocano a golf e la domenica fanno il barbecue con la moglie. Le loro argomentazioni economiche finanziarie sono ineccepibili, per quanto avrei da ridire sulle camicie con il colletto di un altro colore o sui gemelli di cotone arrotolato
Sono uomini di mondo che sanno tutto sugli emerging markets, la Borsa di Kuala Lumpur e dell’Hang Sang. Uomini che considerano Singapore una seconda casa
Poi scopri che, offrendoti un rum d’annata o un sigaro habana, ti propongono un very good deal, certo, non perfettamente in regola con le leggi del mercato italiano “che purtroppo come sai, vecchio mio è molto (very) arretrato”. Poi scopri che il deal ha come presupposto un conto nelle società delle Cayman, poi scopri che su questo conto transiteranno delle fees per qualche capo di Stato o pezzo grosso del Vietnam o della ex Jugoslavia (appunto)
A questo punto cerchi di sganciarti inventandoti che su quell’area la tua banca è già troppo esposta e spari qualche cazzata sul “Rischio Paese”
Ti guardano freddamente – e lì capisci che sei di un’altra razza – e dicono che non hai compreso il senso strategico dell’investimento, il senso che ha per l’Occidente quell’investimento
Hai due chances: dire che farai tutto il possibile, e non rispondergli più al telefono, oppure ammiccare e dire che sei d’accordo, ma che a Banca d’Italia c’è Fazio che è un papista. In questo secondo caso forse ti sarai guadagnato un altro rum d’annata e un altro sigaro, vecchio mio!

ISBN: 88-87423-14-8
PAGINE: 96
ANNO: 2002
COLLANA: I libri di DeriveApprodi
TEMA: Guerra e geopolitica
Autore

Sbancor

Dietro lo pseudonomo di Sbancor si nasconde uno stimato e quotato esperto di finanza internazionale. Recentemente ha pubblicato American Nightmare - Incubo americano (Nuovi Mondi Media 2003).

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