Come vignaioli alla fine dell’estate

Agricoltura, ecologia e vino naturale.

Come vignaioli alla fine dell’estate

L’ecologia vista da una vigna

Come vignaioli alla fine dell'estate
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Si può parlare di ecologia partendo da una vigna? È quello che fa con questo libro Corrado Dottori, vignaiolo marchigiano i cui vini «naturali» sono noti e apprezzati in tutto il mondo. Attraverso un quaderno di campagna che raccoglie un anno di lavori agricoli e di cantina – dall’assaggio dei vini alle analisi dei terreni, dalla meteorologia alle vinificazioni, dalle acidità alle fermentazioni – si fa largo un’interrogazione sulla natura e su quel complesso sistema chiamato «vita» all’interno del quale si colloca il lavoro di un agricoltore. Le più stringenti questioni del dibattito ecologico contemporaneo – dal riscaldamento climatico all’impatto delle attività umane sul pianeta, dall’esaurimento delle risorse alla capacità di adattamento della vita vegetale – si intrecciano a una narrazione quotidiana fatta di osservazione e meraviglia per un ambiente naturale con il quale la tecnica e il sapere umani della coltivazione e della vinificazione interagiscono, e che contribuiscono a creare. Questo luogo è qui semplicemente una vigna, ambito privilegiato nel quale iniziare a costruire un nuovo rapporto con la natura. E da qui, da una vigna marchigiana, Corrado Dottori sa condurre il lettore lungo un sentiero capace di grande poetica, dal quale nascono i vini e i libri «di un vignaiolo che dissente»: entrambi, con il loro gusto, ci ricordano che un altro mondo è possibile.


Un assaggio

4 novembre

La vite è nella fase di senescenza: cambia il colore delle foglie, che iniziano lentamente a cadere. Per circa cinque mesi le viti saranno dormienti. Apparentemente senza vita. Una letargia prolungata, durante la quale dapprima ci sarà il ritorno della linfa dagli apici alle radici, lungo un percorso di ritorno alla terra, e poi la completa immobilità.
I vigneti hanno colori magnifici: al giallo squillante delle varietà bianche si affianca il rosso carminio dei rossi, ricchi di antociani, e l’arancione delle malvasie, disperse qua e là tra i filari.
Non raccoglieremo le olive. Gli ingenti danni della gelata di fine inverno hanno quasi azzerato la produzione e le pochissime olive rimaste sono state attaccate dalla mosca. Questo significa un po’ di letargo anche per noi. Il tempo a disposizione mi permette di riflettere su questi appunti, di ricostruire il filo dei pensieri e delle pratiche richieste dall’agire agricolo lungo un’intera annata. Ma soprattutto sul senso del gesto agricolo oggi, proprio nel mezzo di uno dei momenti epocali della storia umana. Un gesto che evidentemente non ha più (o forse non ha mai avuto?) solo a che fare con la produzione.
Se è vero che «la questione agraria è anche la questione della Natura, quindi anche la questione delle crisi ecologiche nel mondo moderno», allora noi viticultori naturali non possiamo esimerci dal prendere posizione. Nel momento di un apparente successo, commerciale e culturale, siamo esposti al grave rischio del riassorbimento nei canoni, del riallineamento al potere. Ma l’esaurimento delle risorse naturali primarie, legato ai limiti chimico-fisici del pianeta, non fa che mettere la questione dell’agricoltura e della terra di nuovo al centro della storia del capitalismo: dalla terra si è partiti, con le recinzioni delle proprietà collettive, alla terra si ritorna. È il momento di uno scontro che deciderà non solo le sorti dell’attuale sistema economico-sociale, ma la stessa sopravvivenza della vita
umana sul pianeta.
Siamo schierati sulla linea del fronte noi agricoltori, noi vignaioli. E troppo spesso non ce ne rendiamo conto. Siamo fra i pochi a custodire il fuoco, la scintilla della vita, la possibilità di rigenerazione e di rinascita. È come se costruissimo quei rifugi anti-atomici narrati nei film apocalittici di una vita fa. Solo che ora non è la guerra umana a spaventarci ma la guerra che la nostra specie ha dichiarato alla natura; e le nubi tossiche non saranno orribili funghi atomici ma un’aria con più anidride carbonica, oceani più acidi, deserti in espansione e cementificazione selvaggia.
Di fronte a tutto questo o anche il mondo del vino naturale sarà in grado di guardare davvero in faccia la catastrofe ecologica, di sedersi sull’orlo dell’abisso per poi cambiare strada, o si riduce solo a una fuggevole e narcisistica sbicchierata tra amici.
Le nostre vigne, i nostri campi di grano, i nostri orti dovranno essere luoghi di resilienza, zattere di salvataggio nel mare oramai universale del capitale, isole e arcipelaghi salvifici da cui poter ripartire magari per ricolonizzare il mondo. Non si tratta di ricostruire una impossibile natura selvaggia, ma di muoversi in una + natura ibrida, dentro un’ecologiamondo del tutto nuova, dove la presenza della tecnologia sarà foriera di nuovi modi di organizzazione politica e sociale, sospesi negli interstizi sottili che separano la distopia di un modo devastato e la retrotopia di un luddismo new age. Il sentiero che abbiamo davanti, come umanità prima ancora che come agricoltori, è stretto e difficile. Siamo giunti al culmine dell’evoluzione della nostra specie: c’è chi programma il trasferimento su altri pianeti, a cominciare da Marte. La folle idea è quella di replicare i meccanismi della vita altrove  piuttosto che difenderli sul nostro pianeta.
Qui invece si tratta, nientemeno, che uscire dall’economia per ritornare alla poesia! quella poesia, quell’arte, quella musica, che hanno già provato a richiudere la Grande Separazione.
Tra noi e il mondo. Tra noi e la natura.

ISBN: 978-88-6548-299-5
PAGINE: 222
ANNO: 2019
COLLANA: Habitus
TEMA: Ambiente, Cultura materiale
Autore

Corrado Dottori

Corrado Dottori
Corrado Dottori (1972) vive e lavora a Cupramontana. È vignaiolo e consigliere comunale. Laureato in economia politica, nel 2005 ha pubblicato Benin. Economia, società e sviluppo etico (L’Harmattan Italia, 2005).
RASSEGNA STAMPA

«Come vignaioli alla fine dell'estate» @Internazionale

Qui la segnalazione del libro.

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Qui la recensione di Francesco Falcone.

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Qui la recensione di Francesco Annibali.

«Come vignaioli alla fine dell'estate» su @Natura delle cose

Qui la recensione di Gae Saccoccio.

«Come vignaioli alla fine dell'estate» su @Tg2 - Eat Parade

Qui la segnalazione di Bruno Gambacorta.

«Come vignaioli alla fine dell'estate» su @Slowine

Qui la recensione di

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Qui l'intervista di Luca Martinelli all'autore Corrado Dottori.

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Qui la recensione di Massimiliano Ferrari.

«Come vignaioli alla fine dell'estate» su @il manifesto

Qui la recensione di Maurizio Silvestri.

«Come vignaioli alla fine dell'estate» su @Corriere.it

Qui la recensione di Luciano Ferraro


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