E-work

«Quali dinamiche sostengono l’impatto di tale tecnologia nel cuore della società?»

E-work

Lavoro, rete, innovazione

ESAURITO
€11,90
€14,00
Lista dei desideri

E-work affronta l’impatto delle tecnologie digitali sulla vita umana a partire dalla condizione del lavoro. Dopo una somministrazione «omeopatica», riservata agli adepti della nascente «religione informatica», la medicina digitale viene ora iniettata a dosi crescenti verso il cuore della collettività. L’ubiquità applicativa ne consente un’espansione del dominio oltre i confini tradizionalmente caratteristici delle precedenti tecnologie.
Ma cosa ha potuto generare una forza così imponente? Cosa c’è dietro i bit? Quali dinamiche sostengono l’impatto di tale tecnologia nel cuore della società? Il libro affronta la trasformazione partendo dai legami che la «base» matematica della rivoluzione digitale ha con l’apparato tecnologico vero e proprio, fino ad arrivare alle conseguenze che essa sta producendo nel campo della psicologia cognitiva. Naturalmente il lavoro è il luogo della più imponente delle trasformazioni messe in atto dal digitale. Per un lungo periodo, però, la novità ha abbagliato le analisi dei teorici, producendo o un rifiuto a comprendere la rivoluzione o a enfatizzarla come il nuovo assoluto. La realtà, invece, assume i contorni più complessi di una interazione, che il libro descrive come un territorio contrassegnato da nuovi segnali e sentieri. E-Work si rivolge non solo a intellettuali o persone che in questi anni si sono interrogati intorno alla nuova condizione del lavoro, ma a tutte quelle persone che vogliono continuare a indagare criticamente la condizione umana nelle società del cambiamento.


Un assaggio

Lavorare con un computer significa aver accettato di lavorare con la sua logica, con la sua organizzazione del lavoro, o meglio con l’organizzazione del lavoro, disponibile e costruibile, all’interno e attraverso la logica booleana. I tempi vengono scanditi dal clock del processore, che aumenta le sue frequenze con una accelerazione costante. I software girano con velocità più elevate e le mansioni si susseguono a ritmo impensato. Non solo. Negli ultimi anni i sistemi operativi tendono a strutturare il loro lavoro con la tecnologia del multitasking, della capacità, cioè, di compiere più mansioni contemporaneamente. All’interno delle varie finestre apribili sullo schermo, la macchina sovrappone la sua capacità di fare rendendo paralleli, disgiungibili, sovrapponibili i processi e rende possibile sdoppiamenti multipli di lavoro. L’impatto sulla condizione del lavoro e sul sistema cognitivo appare consistente. Ricerche scientifiche sul cervello, negli ultimi tempi, hanno dimostrano che il multitasking – che sembra traslare dallo schermo del computer alla società contemporanea – è spesso alla radice della sindrome del cosiddetto deficit d’attenzione (Add) e di altri disagi come, ad esempio, la stanchezza cronica, l’ansia, la depressione. L’attenzione divisa su più stimoli o il sommarsi di attività in contemporanea costringono il nostro cervello a «saltare» da una cosa all’altra, con grande saturazione del tempo e dispendio di energia. Il punto è che sia sul lavoro che nel tempo libero, i modelli che avanzano sono quelli del lavoro parallelo, dello sviluppo in contemporanea di più mansioni o occupazioni. Rastak afferma che la civiltà contemporanea sta inducendo profonde modifiche nella struttura stessa del nostro cervello. L’aumento enorme della parte razionale, quella basata sul linguaggio, a discapito di quella più «vecchia» e profonda, sede delle nostre emozioni di base, produce squilibri e modifiche che alludono a veri e propri funzionamenti diversi del nostro cervello32
Inoltre, più potente è la macchina digitale alla quale si lavora e più si tende a divenirne una semplice appendice. Il rovesciamento, rispetto alle tecnologie meccaniche è paradossale. Infatti, nell’èra della meccanica più un apparato era complesso e veloce, più alta era la professionalità necessaria connessa. Oggi, più alta è la capacità di calcolo del computer, maggiori funzioni risultano sussunte nei software compatibili e minore professionalità specifica occorre per singole mansioni. Ovviamente – e in particolare per i lavori che assumono una specifica capacità produttiva come quelli legati alle professioni creative – esiste sempre una relazione dialettica tra il linguaggio con cui si scrivono i programmi, la struttura dei programmi stessi e i contenuti di senso che si possono produrre con tali apparati. In questo ambito, infatti, sembrano essere esplose vere e proprie novità. Anche se aumentano le capacità produttive di cui il singolo individuo può disporre (in particolare sotto il profilo della produzione di contenuti o di software per produrne), tuttavia l’universo a disposizione è quello descritto dalla logica digitale e dalle traduzioni possibili attraverso le interfacce disponibili. La struttura dei programmi, inoltre, ha inscritta al proprio interno una logica di funzionamento che diviene, contemporaneamente, in parte professione e in parte organizzazione del lavoro
Oggi, con l’avvento dei sistemi computerizzati su larga scala, quelli che hanno fatto nascere la struttura della rete basata sul protocollo di Internet, il processo di sussunzione si estende e arriva a definire un paradigma interno, quello del protocollo Tcp/Ip, cioè del sistema di dialogo tra i server. In altre parole, il cuore della rete di Internet. L’estensione del protocollo Internet è come un vento pervasivo in grado di omologare griglie di funzionamento di strutture produttive, di strutture sanitarie, di strutture scolastiche, di strutture cognitive, di strutture del tempo libero. Lo schema di organizzazione del tempo di lavoro/vita viene ridisegnato progressivamente da tale cambiamento
Per questo motivo è fondamentale iniziare a contrattare l’ingresso e la tipologia dei software inseriti nel ciclo produttivo di una azienda.

ISBN: 88-88738-42-8
PAGINE: 192
ANNO: 2005
COLLANA: I libri di DeriveApprodi
TEMA: Debito e crisi, Economia e lavoro
Autore

Sergio Bellucci

Sergio Bellucci dal 1995 è responsabile della comunicazione e delle tecnologie avanzate per il Partito della Rifondazione Comunista. È membro del consiglio di amministrazione di Bagnolifutura, la società pubblica che si occupa della bonifica dell’area ex-Italsider. Partecipa da anni al dibattito sulle trasformazioni del mondo della comunicazione ed è autore di diversi saggi tra i quali Internet, politica, democrazia e Dalla meccanica sociale alla termodinamica del collettivo.

STESSO TEMA