Eretici dimenticati

«il filo conduttore di tutti i processi ai pensatori eretici è la libertà»

Eretici dimenticati

Dal medioevo alla modernità

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Eretici dimenticati
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Le vie dell’eresia sono infinite. Eppure molte figure o movimenti ereticali non sono conosciuti, o lo sono davvero poco presso il grande pubblico. Questo libro raccoglie contributi diversi che, nel loro insieme, forniscono un quadro molto ampio e variegato delle posizioni culturali e del sacrificio di tanti che, lungo dieci secoli della storia italiana ed europea, hanno elaborato e sostenuto visioni religiose diverse rispetto a quelle delle chiese statuariamente definite, spesso pagando la loro scelta di eresia con la vita, la tortura, la prigione, l’emarginazione e l’oblio.
La libertà di pensiero, conquista moderna, viene anche da costoro, verso i quali abbiamo un debito etico e culturale non facilmente valutabile. Il termine «áiresis» significa originariamente «scelta». Eretica/o è quindi, etimologicamente, colei/colui che è in grado di valutare più opzioni prima di posarsi su una. Il termine, neutro e positivo, ha assunto una valenza negativa per l’uso fatto dalle gerarchie ecclesiastiche, per il quale chi sceglie è pericoloso perché elabora un pensiero anziché ubbidire devotamente. Consapevoli dell’uso aberrante della parola «áiresis», gli autori hanno comunque deciso di assumerla a titolo di questo volume. Poiché molti di coloro che furono bollati e condannati per le loro scelte assunsero la bandiera della cosiddetta eresia, come segno della propria distanza da chiese che brandirono la croce come instrumentum regni e usarono il singolare bisogno del divino per l’esercizio di un controllo collettivo.
Dal mosaico dei saggi variegati raccolti in questo libro emergono elaborazioni di straordinaria complessità o umili istanze popolari, intellettuali di alta cultura e poveri rustici alla ricerca di un mondo migliore, esegesi e filosofie, teologie e visioni politico-sociali che si intersecano e sovrappongono in mille modi e momenti diversi. Ma il filo conduttore di tutti questi processi è solo la libertà. Frammenti di un pensiero libero, capaci anche oggi di parlare alle coscienze.
Interventi di: Bartoli, Battistutta, Bouchard, Buratti, Cappiello, Cristofolini, De Michelis Pintacuda, Grande, Illuminati, Lorenzi, Mornese, Nascarella, Rougeron, Urgnani, Vigorelli, Zanella, Zucca.


Un assaggio

In questo libro sono raccolti lavori tra loro assai diversi per impostazione e per ispirazione, che spaziano su un arco temporale di molti secoli. Lungi da intenti anche solo parzialmente esaustivi, sono frammenti eterogenei che però, considerati nel loro insieme, forniscono una lezione certamente non banale e profondamente unitaria su alcune questioni non prive di rilevante fascino e interesse anche per la cultura contemporanea. In primo luogo, le figure e i movimenti che vengono trattati sono tutti stati sconfitti. È questo un libro sugli sconfitti di ogni epoca, il cui sacrificio – sia esso stato rappresentato dalla morte più o meno atroce per mano del nemico, o da repressioni e umiliazioni di vario genere, dall’emarginazione e spesso dall’oblio – non è tuttavia stato vano, in quanto ha contribuito all’edificazione su solide basi della libertà di pensiero, faticosa conquista (per quanto spesso non ancora e non ovunque definitivamente acquisita) del mondo moderno. Il concetto stesso di eresia viene pertanto a definirsi – attraverso il confronto tra tutti questi momenti così differenziati – nel suo significato più ampio come l’espressione della libertà nella scelta del proprio credo. E non può, alla fine, essere disgiunto dal concetto di eteroprassi, la libertà nella scelta del proprio modo di comportarsi, del proprio stile di vita. Felice sarà un tempo – che non è ancora definitivamente l’oggi – nel quale non esisteranno più ortodossia ed eresia, ortoprassi ed eteroprassi. Ma tutti saranno liberi, nel rispetto della legge, di scegliere «laicamente» anche il proprio credo religioso e la propria etica del comportamento. Questo insegnano, in fondo, i «cristiani senza chiesa» e gli «eretici senza popolo» di cui in questo libro si parla, siano essi raffinati intellettuali o umili rustici in lotta per una vita meno dura
In secondo luogo, nelle pur differenti condizioni storiche, a muovere il pensiero e l’azione dei protagonisti di questo libro, è sempre un ideale, un modello vagheggiato inteso come formidabile elemento consolatorio rispetto alle condizioni contingenti considerate da superare, un modello utopico – senza luogo – alla radice della critica del presente. Ma a ben vedere, questa utopia è legata a un passato lontano, più o meno mitizzato, sia esso la Chiesa primitiva di Cristo e degli apostoli o l’antica comunità del mondo contadino. Questa utopia si fonda sul passato idealizzato da ri-conquistare, come i rustici del Trentino, armi alla mano, che non a caso si ribellano gridando: «Sté saldi, de compagnia, cum le altre bachete, che obtegniremo le nostre usanze vecchie!», come gli eretici medievali (e anche Francesco d’Assisi) che vogliono seguire nudi il Cristo nudo. Un modello «arcaico» è dunque sempre a fondamento anche delle istanze cristiane più spiritualiste, comprese quelle contemporanee del modernismo di un Buonaiuti. L’innovazione guarda al passato e, salvandolo, lo ripropone come orizzonte futuro
In terzo luogo, si potrebbe vedere in queste schegge di eresia attraverso la storia, un progressivo, e certo non rettilineo, processo di liberazione della fede cristiana dalla religione. Dio è libertà, contrapposto al re-ligare delle grandi chiese statutariamente definite. Ne consegue un’emancipazione dall’auctoritas della Chiesa statutaria come condizione di vera spiritualità cristiana, vera nel senso che ritorna a Cristo al di là e contro «anticristiane» mediazioni. È proprio questa, cioè l’eresia, la vera Chiesa di Cristo che si dipana nella storia, come sostiene Piero Martinetti? Dunque, in quarto luogo, al di là delle singole figure, dei singoli movimenti ereticali, questo è un libro sul paradosso di istituzioni, le chiese, che reprimono i veri cristiani in nome di Cristo, arrogandosene anticristianamente il diritto.

ISBN: 88-88738-17-7
PAGINE: 368
ANNO: 2004
COLLANA: I libri di DeriveApprodi
TEMA: Pensiero eretico
Autori

Gustavo Buratti

Gustavo Buratti (1932) è coordinatore del Centro Studi Dolcinani di Biella, di cui è stato uno dei fondatori nel 1974. Tra le sue pubblicazioni: Diritto pubblico nel Cantone dei Grigioni (1957), Carlo Antonio Gastaldi. Un operaio biellese brigante dei Borboni (1989), Federalismo e autonomie. Comunità e bioregioni (1997).

Corrado Mornese

Corrado Mornese (1950), studioso dei movimenti medievali e dell'antica civiltà della montagna, è uno dei promotori del Centro Studi Dolciniani di Biella. Per i nostri tipi ha pubblicato anche Eretici dimenticati (2004) e Fra Dolcino e gli Apostolici tra eresia, rivolta e roghi (2000) entrambi con Gustavo Buratti.

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