Europa in fondo a destra

«un’inchiesta su populismi e fascismi oggi»

Europa in fondo a destra

Vecchi e nuovi fascismi

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Europa in fondo a destra è un’inchiesta per lettori smaliziati che non si accontentano della superficie dei fatti. Racconta un viaggio di un giornalista durato un anno, alla ricerca di storie e protagonisti di una nuova fase politica internazionale.

Così, nel taccuino del cronista-viaggiatore scorre un’altra Europa, sconosciuta.
Sullo sfondo di questo lungo reportage, si muove la nuova destra populista e xenofoba che conquista governi e consensi. In queste pagine troverete i protagonisti, le storie, gli slogan e i retroscena della più grande (e pericolosa) scalata al potere degli epigoni del neo-fascismo.
Un’inchiesta che offre per la prima volta il ritratto di una realtà inquietante: partiti, sigle, movimenti, formazioni che predicano razzismo e intolleranza, evocando scenari da pulizia etnica e facendo leva sull’ansia da invasione della popolazione. Un modello di governo del territorio e del progresso che «affascina» pericolosamente l’elettorato medio.


Un assaggio

La questione della sicurezza si prende il primo posto in tutta l’Europa. È diventato un fenomeno. Da un lato la crisi dei partiti e la crescita dei «manager dell’intolleranza», dall’altro un sentimento di insicurezza collettiva sempre più diffuso, ma anche sempre più distorto a uso e consumo della politica. E l’idea consolatoria di un primato nazionale che dia accesso ai diritti e alle risorse locali. Così crescono e si legittimano i populismi europei. Dalla Francia alla Gran Bretagna al Belgio, dall’Olanda alla Svezia alla Danimarca fino in Islanda, una nuova, agguerrita estrema destra si accredita come soggetto politico
Secondo qualcuno – la maggior parte, direi – riconoscere un rilievo primario alla questione sicurezza legata al fenomeno immigrazione vuol dire fare il gioco della destra e disporsi a inseguirla su un terreno sul quale è sempre più forte. La sicurezza – si dice – la paura, l’ordine sono temi esclusivamente di destra. Oppure – si dice ancora – gli allarmi crescenti sulla sicurezza delle nostre città sono il risultato tipico della manipolazione dei media e della demagogia della destra, in contrasto con i dati di fatto reali. Dunque, la sinistra dovrebbe impegnarsi quotidianamente a smentire (e a smontare) razionalmente la marea montante di allarmismi infondati sulla sicurezza
Che cosa hanno in comune i partiti della nuova destra populista europea? La lista dei suoi membri diventa sempre più lunga e annovera formazioni come la Lega Nord di Bossi, il Partito liberale austriaco (Fpo) di Haider, il Vlaams Block del fiammingo Dewinter, il Partito del popolo danese (Ppd) di Pia Kjaersgaard, il Partito del progresso in Norvegia. Esistono molte differenze tra questi partiti ma anche profonde affinità in termini di identità e di proposta politica. La rinnovata convergenza politica nasce dalla scoperta e dalla valorizzazione di uno spazio politico sostanzialmente simile all’interno dei diversi contesti nazionali
Dopo il terremoto Le Pen in Francia e il successo della lista Pim Fortuyn in Olanda, si moltiplicano sulla stampa le inchieste e i commenti sulla destra populista: un sistema che non è più ai margini ma influenza in maniera rilevante il cuore della vita politica europea. In verità, nessuno sottovaluta più l’importanza-gravità del fenomeno, né la sua rilevanza nel contesto dei sistemi politici dell’Unione europea. Temi, problemi e prospettive, che a fatica fino a ieri conquistavano l’attenzione degli studiosi, oggi sono diventati parte integrante del dibattito. Se in passato s’affermava «naturalmente» la tendenza alla sottovalutazione, ai giorni nostri sembra prevalere largamente in ampi settori dell’opinione pubblica la cultura della legittimazione. In primo luogo dei valori e dei principi portati avanti dalla destra populista. Ma anche una legittimazione di leader, di formazioni e di partiti che spesso diventano indispensabili al centro-destra per governare. Così si sta affermando una tendenza a «comprendere» (in modo superficiale) per legittimare la destra populista europea e i suoi programmi.

ISBN: 88-88738-01-0
PAGINE: 144
ANNO: 2003
COLLANA: I libri di DeriveApprodi
TEMA: Migranti e pensiero post-coloniale, Razzismo, Resistenza e antifascismo
Autore

Massimiliano Melilli

Massimiliano Melilli (Comiso, 1968) è giornalista Rai e scrittore. Articolista dell'«Unità», scrive anche per «Diario» e «Narcomafie». Ha pubblicato Punta Galera. Il romanzo di Antonio Gramsci a Ustica (Giunti, 2001), La civiltà del sorriso con Mimmo Liguoro (Giunti, 2001), Europa in fondo a destra. Vecchi e nuovi fascismi (DeriveApprodi 2003), Mi chiamo Alì… Identità e integrazione: inchiesta sull'immigrazione in Italia (Editori Riuniti, 2003).

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