Falso movimento

«Analizzare l’attuale precarietà senza piangersi addosso»

Falso movimento

Dentro lo spettacolo della precarietà

Falso movimento
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Il triennio italiano dei movimenti – dalle manifestazioni di Genova 2001 alle lotte di Melfi 2004 – ha segnato definitivamente la storia e la cultura politica di una generazione e trasformato in maniera profonda il suo modo di vedere e vivere il mondo. Una «generazione» che, nei confronti delle ragioni e delle categorie della sinistra storica, segna una forte discontinuità e che, a partire dall’irruzione del movimento dei movimenti, rifiuta i legami naturali con i padri e i nonni della sinistra.
Una «generazione» che, cresciuta nell’idolatria e nell’esaltazione dell’individuo e dell’individualità, scopre nel suo essere sociale e plurale l’unica forma di felicità possibile. Nel suo essere sociale e plurale scopre la sola forma possibile di resistenza al dominio.
Una «generazione» che, nelle sue condizione di vita e di lavoro, sta vivendo un salto di paradigma senza precedenti e che in questo libro prova a raccontarsi senza piangersi addosso.


Un assaggio

Questo libro non è un libro. Semplice no? Direi proprio di no
Non è un libro perché, appena terminato, ho immediatamente provato una sensazione di incompiutezza, come se non ci fosse nulla da concludere. Così è, perché questo libro vuole essere non la conclusione, ma l’inizio di un discorso…
Triennio
Abbiamo attraversato un triennio, lo abbiamo aspettato e invocato, siamo dopo un triennio. Si tratta di vita, dello spazio e del tempo che va dalle giornate di Genova – ma trova il suo annuncio a Seattle – e arriva sino alle disobbedienze contro le guerre: 2001-2004, andata e ritorno.
Sabbia, rabbia
Forse si tratta di collezionare sabbia o rabbia, semplicemente di seguire un impulso e di continuare la riflessione su quello che è stato, ciò che è e che si ha da fare. Ecco perché non sappiamo ben definire questo pamphlet e i suoi destinatari: probabilmente è, innanzitutto, una raccolta, un cantiere di idee, spazio di discussione in forma scritta. Un contributo fissato e aperto nel tempo

noi stessi, (non) Noi
Il triennio «dei movimenti», che ha aperto questo millennio, ci ha visti protagonisti di noi stessi, soprattutto ha gettato materia nell’abisso incolmabile fra ciò che vorremmo essere, dove vorremmo andare e chi e dove siamo. È dentro questo costante iato che ci riconosciamo. Forse è sbagliato dire «chi siamo»

«Ma voi pensate davvero che io ci metterei tanta fatica e tanto piacere a scrivere, credete che mi ci sarei buttato ostinatamente a testa bassa, se non preparassi – con mano un po’ febbrile – il labirinto in cui avventurarmi, in cui spostare il mio discorso, aprirgli dei cunicoli, sotterrarlo lontano da lui stesso, trovargli degli strapiombi che riassumano e deformino il suo percorso, in modo da perdermici e comparire finalmente davanti a occhi che non dovrò più incontrare? Più d’uno, come faccio senz’altro io, scrive per non avere più volto. Non domandatemi chi sono e non chiedetemi di restare lo stesso: è una morale da stato civile; regna sui nostri documenti. Ci lasci almeno liberi quando si tratta di scrivere».
M. Foucault, L’archeologia del sapere

ISBN: 88-88738-81-9
PAGINE: 128
ANNO: 2005
COLLANA: FuoriFuoco
TEMA: Debito e crisi, Economia e lavoro, Movimenti
Autore

7blù

7blù è un collettivo di autori composto da: Dario Danti, Federico Tomasello, Francesca Foti, Hans il poeta, Michele Magnani, Niccolò Pecorini.

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