Fatticità dell’arte

«le avanguardie artistiche e la loro radicalità nella vita»

Fatticità dell’arte

Il fare artistico tra etica e tecnica

A cura di Luigi Bonotto, Roberto Melchiori, Tiziano Santi

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Un’indagine a più voci sulla violenta rottura storica operata dall’esperienza artistica delle avanguardie novecentesche. Una riflessione sui territori incerti e insidiosi nei quali è venuta meno la distinzione fra arte e vita. Con il termine fatticità si intende non solo la permanente capacità del fatto artistico di imporsi come realtà compiuta e significativa, al di là e oltre le incertezze che riguardano ormai il suo statuto d’esistenza e, ancor più, il suo carattere ontologico.
Ci si riferisce, inoltre, allo sconfinare dell’arte nella vita corrente, alla provocazione che essa costituisce per il significato dell’esperienza comune, agli equivoci e alle mistificazioni che ingenera nel suo rapporto, spesso ambiguo e contraddittorio, con la tecnologia.
In questi saggi si tenta una prima campionatura di questioni che emergono da tali ambiti (controversi e quasi sempre inesplorati), al fine di rompere il muro di opacità creato dal falso unanimismo del consenso mediatico sulla natura e sul valore del fatto artistico. Solo così si potrà riaprire la porta a quell’inquietudine,anche teorica, che ha sempre provocato, nelle avanguardie artistiche, gli esiti più convincenti.
Interventi di: Adone Brandalise, Tiqqun, Roberto Melchiori, Giangiorgio Pasqualotto, Ettore Perrella, Tiziano Santi, Gianni-Emilio Simonetti.


Un assaggio

Frattura, scarto, oltrepassamento: l’avanguardia tende a definirsi per una radicalizzazione di quella irruzione temporale che è costitutiva della modernità. La proclamazione dell’obsolescenza dello «storico» è un’implicazione inevitabile nelle sue versioni classiche proto-novecentesche, mentre costituisce comunque una strutturazione inevitabile nell’assunzione della temporalità in quei fenomeni che più recentemente hanno mantenuto un rapporto non casuale con il suo nome. Ma al di là della pur possibile e praticata critica della teoria dell’avanguardia, per tanti versi così costitutiva del suo fare, forse l’avanguardia è innanzi tutto un fare nell’orizzonte del gesto dell’arte. Sotto questo profilo se in luogo di affaccendarsi al fondo storicisticamente, cosa pure legittima e per molti versi indispensabile, sull’oggetto costituito da ciò che è stato fatto e giace come documento storico, si medita senza accettare che il fare che nelle opere dell’avanguardia contemporaneamente si implode e si svolga perda la sua evidenza, allora forse si dà la possibilità di un pensiero che, con ciò che l’avanguardia è, intrattenga un rapporto di sinergia o se vogliamo di intendimento attivo dell’avanguardia o, per meglio dire, del suo desiderio. Forse nel collocarsi al di là di una configurazione legata alla nozione di crisi un pensiero non più vocato a condensarsi e a precipitare nel modello può aspirare a cogliere tra l’altro quanto al cuore della frattura, della spezzatura della linea è altra cosa dai frantumi.

ISBN: 88-87423-40-7
PAGINE: 140 con illustrazioni
ANNO: 2002
COLLANA: Seminari
TEMA: Arte