Favole del reincanto

Fantasmi, sciamani e oracoli: un atlante per uscire dal disincanto

Favole del reincanto

Cosmogonie per vite tra le rovine

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Sogni, ninfe, demoni, fantasmi, miti, conversazioni con animali e montagne, insegnamenti impartiti da piante, efficacia simbolica: l’incanto è scomparso dalle nostre vite. Chi si azzarda a menzionarlo viola i più basilari canoni epistemologici che reggono il nostro mondo ed è subito squalificato come ignorante o folle. Suscita sospetto, però, che il tabù dell’incanto entri in azione proprio quando il processo storico della modernità comincia a produrre spettri e incubi su scala industriale: il mondo si popola di fantasmi e nessuno ne può più parlare.
Perfino il pensiero rivoluzionario si è conformato a questo precetto, abbandonando l’immaginario alla violenza del fascismo: un errore storico enorme, perché ha comportato la smobilitazione di intelligenza e sensibilità dal terreno più cruciale per qualsiasi forma di cambiamento.
Unendo archeologia della modernità, antropologia e yearning, questo libro analizza il nesso che lega disincanto e totalitarismo; osserva gli effetti rovinosi che esso ha prodotto sulla vita di umani e non umani; e tratteggia un modo altro di pensare la rivoluzione, la molteplicità e il rapporto con l’immaginario, il preindividuale e l’invisibile.

Un libro di antropologia, ecologia e filosofia, scritto come una fiaba. Un libro per tornare a meravigliarsi e scrollarsi di dosso la paura, nell’anno della paura globale.


ISBN: 978-88-6548-337-4
PAGINE: 192
ANNO: 2020
COLLANA: Habitus
TEMA: Ambiente, Antropologia ed etnografia
Autore

Stefania Consigliere

antropologa, insegna presso il Dipartimento di Scienze Antropologiche dell’Università di Genova. È autrice di diversi saggi, tra volumi e articoli, tra i quali: Strumenti di cattura. Per una critica dell’immaginario tecno-capitalista (insieme a Paolo Bertolini, Jaca Book 2019); Antropo-logiche. Mondi e modi dell’umano (Colibrì, 2014); La costruzione di un umano (Ets, 2014); Sul piacere e sul dolore (DeriveApprodi, 2004).

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