Feste fuori controllo

«La festa come paradigma
del godimento rivoluzionario»

Feste fuori controllo

Corpi ostili e tecniche di repressione psicopolitica

Feste fuori controllo
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Questo pamphlet sfida rigorosamente tutte le teorie classiche e più affermate sulla festa nell’ambito dell’antropologia, della storia delle tradizioni popolari, della storia delle religioni e della teoria critica del Novecento.
Si tratta di uno scritto in stile situazionista e scientifico allo stesso tempo. Il suo obiettivo è dimostrare come tutte le concezioni della festa finora esposte dai grandi autori – tradizionalista, metastorica, fenomenologica, trasgressiva, comunitaria, della lunga durata, scettica – non tengano mai conto della festa come magnifica barbarie originaria: baldoria senza ritegno, pura cagnara, carnalità e deboscia, crudeltà e ferocia, ozio e inoperosità, banchetto e cornucopia, danze sfrenate e corteggiamenti sfrontati. L’autore afferma con forza che il rituale non è che la formalizzazione di un’insurrezione dei corpi dalla quale hanno avuto inizio le stesse religioni e che possiamo conoscere la festa fuori controllo soltanto se abbandoniamo il momento della sua reiterazione, simulazione e conservazione. Nelle feste fuori controllo di oggi come di ieri non si tratta di custodire soltanto un senso di festività, si tratta da una parte di spassarsela sempre come fosse la prima volta, senza riti, perché il contesto è solo un pretesto, dall’altra di mandare alla malora il senso di civiltà.
Contrapponendo il tempo festivo sia al tempo del lavoro sia al tempo libero il pamphlet affronta anche le tecniche di repressione psicopolitica che hanno permesso di contenere la forza pericolosa e senza freni della festa fuori controllo odierna trasformandola in festa sotto il comando del capitale e del potere politico anche laddove si dovesse presentare in una forma trasgressiva.
E contro lo scetticismo dei tantissimi autori che negano che la festa possa diventare rivoluzione, l’autore dimostra, al contrario, come essa si sia sempre rigenerata in nuove forme, anche segrete e clandestine:
barricata per barricata, quartiere per quartiere, città per città.


Un assaggio

1. Le feste fuori controllo sono sempre più avvelenate da pratiche di contenimento psicopolitiche, e a ragione, perché sono lo spazio di corpi ribelli e insorgenti ingestibili con le vecchie tecniche di controllo del Novecento. Vi è un’alleanza triste, progressista e tradizionalista, innovatrice e reazionaria, che lavora contro le feste fuori controllo da sempre. Un tempo reprimendole o circoscrivendone lo spazio, ora mettendone a profitto i corpi, indirizzandoli, ora tecnicizzandone e addomesticandone le forme di espressione. Le feste fuori controllo in quanto momento per eccellenza del tempo di non-lavoro sono state respinte ai margini della vita quotidiana per la loro virulenza, poi sono state disciplinate, in seguito sostituite con una rappresentazione pubblicitaria rassicurante ed esclusiva (No Martini, No party) e poste al centro stesso della vita immaginaria. L’ultimo escamotage per reprimerle consiste nella loro tecnicizzazione e sottomissione al comando del capitale perché con la crisi economico-finanziaria il tempo di non-lavoro stesso è diventato un business. Per la prima volta diviene evidente che il tempo festivo è divenuto del tutto estraneo tanto al tempo di non-lavoro quanto al tempo di lavoro.
[…]
3. La festa fuori controllo in realtà non cede mai, maledetta e pura cagnara, interdetta e punita da moralisti e utilitaristi, tecnicizzata oggi dallo psicopotere, essa attraversa fasi sotterranee e segrete, si ritira in luoghi di difficile individuazione e continua a prosperare. Antropologicamente, sempre sui bordi dei rituali senza mai essere un rituale, aspettando ogni volta il momento giusto per riapparire, prendersi le strade e le piazze delle città del mondo per segnare un’epoca. La festa fuori controllo ritorna sempre a spezzare il cerchio della noia, mai identica a se stessa, perché non si tratta affatto di un momento dell’eterno ritorno. Piuttosto essa appartiene all’universo degli eventi e proprio per questo potrebbe tracimare ovunque e detonare definitivamente il mondo civile. A un primo sguardo la festa fuori controllo non sembra estranea all’archetipo, a un piano metastorico, a un secondo appare chiaro che essa è un lento e segreto divenire. Le feste fuori controllo esistevano ben prima che esistessero i rituali e, anzi, i rituali devono la loro esistenza proprio a questa meravigliosa e magnifica barbarie originaria.

ISBN: 978-88-6548-252-0
PAGINE: 96
ANNO: 2018
COLLANA: Fuori Fuoco
TEMA: Antropologia ed etnografia, Immaginari
Autore

Daniele Vazquez

è antropologo, psicogeografo, urbanista e scrittore di science fiction. Tra i fondatori del Luther Blissett Project, ha fatto parte di numerosi gruppi anti-artistici, di attivisti e di ricerca indipendenti sulle forme-di-vita urbane, tra cui il Centro di Ricerca dei Luoghi Singolari. Ha pubblicato nel 2010 Manuale di Psicogeografia, nel 2012 il romanzo sf La comunità dei sogni, nel 2015 La fine della città postmoderna, nel 2018, con Cobol Pongide, il libro patafisico Ufociclismo. Atlante tattico ad uso del ciclista sensibile. Vive e lavora a Roma.

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