Francesco Moranino, il Comandante «Gemisto»

La storia del processo politico più importante del Dopoguerra

Francesco Moranino, il Comandante «Gemisto»

Un processo alla Resistenza

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La storia del processo al partigiano Francesco Moranino, il comandante «Gemisto», primo parlamentare della storia della Repubblica a subire l’autorizzazione a procedere e all’arresto. Come in molti altri casi, Moranino fu indagato per fatti accaduti durante la guerra di Liberazione solo dopo le elezioni dell’aprile del 1948 che segnarono la sconfitta del Fronte Popolare delle sinistre. Alla fine del processo – istruito e dibattuto da pubblici ministeri e giudici che avevano operato durante il regime fascista – venne condannato all’ergastolo per omicidio plurimo. Per evitare di scontare la condanna dovette espatriare in Cecoslovacchia da dove prese il via la sua straordinaria esperienza di militante comunista internazionalista tra Praga, Berlino Est, Budapest, Cuba, Bucarest.
Il libro di Recchioni contestualizza storicamente gli eventi che furono alla base della condanna di Moranino, inserendoli nel complesso contesto politico della Guerra fredda, spiegando come quella vicenda processuale fosse in realtà la metafora di un processo giudiziario molto più generale che mirava alla criminalizzazione della componente maggioritaria comunista della Resistenza, oltre che a minare la forza organizzativa e la grande autorevolezza di cui il Partito comunista godeva presso ampi strati popolari. Il lavoro di Recchioni – che poggia su una ricchissima documentazione testimoniale recente e inedita di ex partigiani, sugli archivi dei familiari di Moranino, oltre che sui verbali delle sedute parlamentari, materiali processuali e iconografici – è un importante contributo alla ricostruzione storica del nostro travagliato Secondo dopoguerra.


Un assaggio

Dalla Prefazione di Lidia Menapace Il sottotitolo del libro Un processo alla Resistenza annuncia subito la tendenza storiografica e politica dell’autore, il che è sempre la migliore ricetta per fare della storiografia seria. Non vuol dire «oggettiva», «neutrale», ma impegnata e attenta alle prove, alle testimonianze, alla documentazione ecc. Come è noto, mentre negli studi delle scienze dette «esatte» – dati certi presupposti logici – si è necessitati a certe conclusioni (come volevasi dimostrare) e nelle scienze dette sperimentali la prova della verità sta nella ripetibilità dell’esperimento, nelle scienze dette «morali» o «storiche», la verità scientifica che si raggiunge si chiama «certezza morale»; vera, certa, ma anche sempre aperta al rischio che nuove prove o documenti, o più raffinate capacità di lettura e interpretazione dei testi, dei documenti e delle prove, suggeriscano altro. Niente di meglio che sottoporre la Resistenza italiana a questo metodo, andando oltre le glorificazioni acritiche (a dire il vero assai rare) e le condanne ideologiche (queste sì molto numerose) per avviare – in un rinnovato interesse storiografico per quello straordinario evento – la ricerca di un’immagine più vera, spessa, complessa, ma soprattutto contestualizzata e non giudicata in aria, astrattamente, secondo categorie pregiudiziali e del tutto inutili. Il lavoro di Massimo Recchioni si colloca per l’appunto su questo difficile ma necessario crinale e prende di petto una delle vicende più contestate della Resistenza, uno dei crocicchi di domande, interpretazioni e accuse che collocano il «caso» Moranino accanto a quello Gentile o a quello delle foibe; non nel senso che le vicende siano paragonabili – sono anzi del tutto dispari – ma per far vedere come le posizioni pregiudiziali e precostituite (meritano ancora il nome di storiografia o si chiamano piuttosto propaganda?) non reggano a una seria e aperta metodologia storica. Poiché la lettura del libro rafforza ciò che dico – dimostrando con abbondanza di documenti, testimonianze, analisi ciò che afferma – non aggiungo altro su questo terreno, limitandomi a osservare che la documentazione dei dibattiti parlamentari ha ancora fortissimo il senso delle passioni che agitavano le aule: le testimonianze di deputati che presero parte alla Resistenza affermano una solidarietà politica, morale e giuridica ineccepibili. E ancora commovente. Lasciato dunque il libro parlare da solo attraverso le voci dei vari attori della vicenda, raccolte e discusse molto attentamente da Massimo Recchioni, voglio dire qui come giudico la Resistenza sotto il profilo delle responsabilità etiche. Premetto in linea generalissima che essa come ogni evento storico importante ha il suo oro (grande, grandissimo) e il suo fango (qualche spruzzo), ma che non può comunque essere giudicata alla stregua dei criteri che si usano per le guerre. La guerriglia ha altre motivazioni situazioni, norme e legittimazioni. So che la guerriglia non fa prigionieri se non per scambiarli, perché a tacer d’altro non possiede sul territorio né tribunali specifici né carceri, e i suoi insediamenti sono così avventurosi, pericolosi e clandestini che non consentono di avere una giurisdizione «normale». Inoltre voglio dire che la Resistenza italiana ha caratteri peculiari che non si possono paragonare a quelli di nessun’altra resistenza antifascista e antinazista: Francia, Belgio, Danimarca, Olanda, Norvegia, Jugoslavia ecc. avevano i loro rappresentanti statali che ne garantivano la legittimità dall’esilio in Inghilterra, oppure li avevano sul territorio (come il maresciallo Tito). Vi furono certo collaborazionisti con l’invasore, ad esempio in Francia, in Norvegia, ma in nessun caso i resistenti si trovarono a dover fronteggiare un nuovo Stato insediato dai nazifascisti sul suolo del paese occupato. Mentre in Italia il Re, col suo governo, fuggì – ma restando sul suolo nazionale – e Mussolini liberato dalle SS dalla prigionia sul Gran Sasso costituì un altro Stato, mettendo cittadini e cittadine (se così ci potevamo chiamare sotto il fascismo redivivo) in una situazione di drammatiche domande.

ISBN: 978-88-6548-067-0
PAGINE: 208
ANNO: 2013
COLLANA: I libri di DeriveApprodi
TEMA: Resistenza e antifascismo
Autore

Massimo Recchioni

Massimo Recchioni (1959) è il principale promotore della Sezione ceca dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. Si dedica ad attività politiche, giornalistiche, socio-culturali e associative.
RASSEGNA STAMPA

"La Resistenza venne tradita" da L'Adige

Recensione di Renzo M.Grosselli a "Francesco Moranino, il comandante «Gemisto»" di Massimo Recchioni - da L'Adige, 06 aprile 2013

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"Il ritorno di Gemisto continua a dividere" da L'Eco di Biella

Recensione di Paolo La Bua a "Francesco Moranino, il comandante «Gemisto»" di Massimo Recchioni - da L'Eco di Biella, 25 aprile 2013

 

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Due comunisti coraggiosi, non innocenti

Sul sito del «Corriere della sera» – «La lettura», la recensione di Antonio Carioti al libro di Massimo Recchioni Francesco Moranino. Il comandante Gemisto – da lettura.corriere.it, 18 marzo 2014

 

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Massimo Recchioni a Radio Popolare («Big Fish»)

Su «Radio Popolare» l'intervista a Massimo Recchioni, nell'ambito della trasmissione «Big Fish», di Gianpiero Kesten e Disma D. Pestalozza – da «Radio popolare», 6 maggio 2014

 

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Vincitore del premio letterario internazionale «Mondolibro»

La giuria del Premio Letterario Internazionale Mondolibro – XVI Edizione,
formata da:

Maria Grazia Greco, Guglielmo Sanucci, Dario Cimaglia, Bruno Leonarduzzi

ha premiato "Francesco Moranino. Il comandante Gemisto", di Massimo Recchioni come miglior libro della sezione 

“1943-44/2013-14: 70° anniversario  della lotta partigiana.  Importanza ed eredità della Resistenza, origine dell’ Italia democratica e della sua Costituzione.

La premiazione il 31 maggio 2014, ore 16:30 presso la Sala Convegni Stabilimento  “Il Venezia” Lungomare Amerigo Vespucci 8 -00122  Ostia Lido – Roma


VEDI ANCHE

Il TG2 su "Francesco Moranino, il comandante «Gemisto»"

Servizio del TG2 delle 20:30 su "Francesco Moranino, il comandante «Gemisto»" di Massimo Recchioni - da TG2, 17 aprile 2013

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"Francesco Moranino, il comandante Gemisto " da militant-blog.org

Recensione di Ilenia Rossini a "Francesco Moranino, il comandante «Gemisto»" di Massimo Recchioni - da militant-blog.org, 22 aprile 2013

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"L'alba della guerra fredda dopo la Resistenza" dal Manifesto

Recensione di Aldo Garzia a "Francesco Moranino, il comandante «Gemisto»" di Massimo Recchioni - da Il Manifesto, 16 maggio 2013

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Intervista ad A. Kersevan su "Francesco Moranino, il Comandante «Gemisto»" - Radio Onda d'Urto

Intervista di Eugenia Foddai ad Alessandra Kersevan, partendo da "Francesco Moranino, il Comandante «Gemisto»" di Massimo Recchioni - da "Le strade di Babele" di Radio Onda d'Urto, 10 giugno 2013

 

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