Generazione di rimessa

Generazione di rimessa

Amicizie e resistenze negli anni ’80

Generazione di rimessa
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Un memoriale fluido e appassionato, che muove dal blocco della centrale nucleare di Montalto di Castro del 9 dicembre 1986. Il viaggio a ritroso nel tempo che si spinge fino all’infanzia, riletta scavando tra le pieghe dei sentimenti forti per i genitori, di ricordi reali fuggenti come flashback. Dagli anni trascorsi tra le mura domestiche al progressivo contatto con il mondo esterno, dai primi lavori in cantieri e ristoranti alla scoperta dei sentimenti e dell’amore, dall’intesa forte in bande giovanili e squadre di calcio all’impatto deflagrante di eroina e acidi, dalla sfera privata all’impegno politico, dalla gioia della vita alla tristezza inconsolabile delle morti precoci, la storia minuta viene collocata dentro il contesto della Storia ufficiale del Novecento, vista prima da un piccolo paese della provincia a nord di Roma e poi dai quartieri della metropoli. Si compone così, gradualmente, un quadro inedito degli adolescenti degli anni Ottanta, unanimemente descritti come individualisti ed egoisti: al contrario, in questo affresco sono combattivi e irriducibili, fino a scoprire l’orgoglio di sentirsi quella che l’autore definisce una «generazione di rimessa», capace di slanci continui e reazioni coraggiose rispetto alla corrente dominante.


Un assaggio

«Negli specchi del futuro, come declinato poco importa, oltre ai riflessi dei Novanta e dei primi due decenni del millennio Duemila ci saranno le spinte dei nostri atipici anni Ottanta, vissuti da minoritari nella corrente del tempo. Per alcuni versi sono distanti un’era geologica dal digitale di oggi, per altri possono rappresentare l’esperienza più significativa a cui attingere nella contemporaneità. C’è da contrapporsi alla guerra di classe che i potenti stanno vincendo contro i subalterni, alla cattiveria e all’odio verso il basso e tra poveri, alle tendenze razziste e a quelle securitarie ad alto tasso di repressione. Serve qualcosa di simile a quanto, nell’era della pacificazione e dell’omologazione degli Ottanta, venne richiesto a chi non si arrendeva alla tirannia dell’egoismo sociale, a cercare un cambiamento limitato alla svolta personale, persistendo in pratiche resistenti alla ricerca di urti con l’esterno, oltre che a difficili assemblaggi e mescolanze all’interno. Serve affrontare la questione dei devastanti cambiamenti climatici, per dirne una, come si fece a quel tempo con il rischio nucleare, esplicitando una critica materiale alle contraddizioni dell’economia capitalistica vorace, sedimentando coscienza e arrivando a vincere. Serve rendere di nuovo attuale la convinzione che cambiare il mondo è possibile e necessario».

ISBN:
PAGINE:
ANNO: 2019
COLLANA: Narrativa
TEMA: Immaginari, Movimenti
Autore

Andrea Catarci

è nato e vive a Roma. Ai percorsi educativi e lavorativi ha intrecciato l’impegno politico fin dagli anni del liceo, nelle mobilitazioni antimilitariste e contro il nucleare, per poi attraversare l’esperienza del movimento della Pantera, dei Centri sociali romani, di Rifondazione comunista, di Sinistra ecologia e libertà e delle esperienze civiche successive. Ricercatore e formatore in materie sociali, esperto di sviluppo locale, di servizi per l’impiego, di creazione di imprese, associazioni e cooperative, dal 2006 al 2016 è stato Presidente del Municipio Roma VIII. Attualmente è vice Presidente di Polis, la Scuola universitaria per la formazione politica della Link Campus University. Dopo Resistere è anche un destino. Storie familiari nel Novecento romano (Palombi Editore, 2017), con Generazione di rimessa è al suo secondo romanzo.
RASSEGNA STAMPA

«Generazione di rimessa» su @affaritaliani.it

Qui la recensione di Patrizio J. Macci

«Generazione di rimessa» su @Il Tempo Roma

Qui la segnalazione.

«Generazione di rimessa» su @RomaToday

Qui l'intervista all'autore Andrea Catarci.

«Generazione di rimessa» su @CaraGarbatella

Qui la segnalazione.

«Generazione di rimessa» su @Urloweb

Qui la segnalazione.

«Generazione di rimessa» su @La disillusione

Qui la recensione di Paolo Palladino.

«Generazione di rimessa» su @Il Tempo

Qui la recensione di Alberto Fraja.


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