Giardini di saggezza in Oriente

«Architettura della natura e della vita nel giardino orientale»

Giardini di saggezza in Oriente

Giardini di saggezza in Oriente
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Spazi di raccoglimento e di meditazione, luoghi di cultura del sé e di apertura al mondo, i giardini orientali – di Cina e Giappone – sono per eccellenza luoghi di saggezza. Proprio come la saggezza è descritta come un farsi strada, il giardino è un percorso fisico, sensoriale e spirituale che dispone contemplazione e spostamento, guidando l’uomo verso la condizione interiore di distacco. Spazio chiuso, il giardino in Oriente è anche un microcosmo aperto sul macrocosmo, del quale ricostruisce l’armonia: le rocce aprono lo spirito a ciò che permane, gli alberi contorti rappresentano il cammino stesso del percorso di conoscenza dell’uomo. L’estetica dei giardini tra Cina e Giappone, nella sua alternanza di materiali grezzi e semplicità, propone un’espressività della natura della quale la presenza umana è parte, senza averne la dominanza.


Un assaggio

[…] Il giardino, piccolo o grande, si osserva in maniera statica, ma si percorre anche con un movimento guidato dai sensi. Il cammino, il percorso, il viaggio, immaginario o fisico corrispondono a una parte essenziale della concezione della cultura di sé: non traduciamo comunemente Dao con «Via»? È proprio il fatto di procedere, di essere in cammino verso questo Dao, indescrivibile attraverso la logica, il linguaggio o il discorso, che indica la saggezza. E il giardino incarna appunto un percorso di vita: cinesi e giapponesi stabiliscono un’analogia tra il giardino e coloro che lo vivono, al punto che i loro destini sono paralleli.

L’altra via verso la saggezza all’interno del giardino passa dal rituale: attraverso una gestualità codificata, come nell’arte del tè, nell’apprezzamento delle pitture, nella decorazione floreale o nella pratica musicale, la persona impara a padroneggiare le proprie emozioni, a conoscere il proprio corpo e il proprio spazio, ad adattarvisi continuando a far parte di uno schema spazio-temporale collettivo che accompagna il buon ordine del mondo e vi contribuisce.

Così, nei capitoli che seguono, l’esperienza del giardino sarà illustrata come ognuno può viverla: anzitutto attraverso un percorso che permette di scoprire a che punto esso sia organizzato intenzionalmente. In seguito, si procederà esaminando gli elementi costitutivi dei giardini cinesi e giapponesi: le rocce, che esprimono il concetto di impermanenza, e gli alberi, che corrispondono alla figura del saggio. Infine, tentando di comprendere la saggezza contenuta nell’esperienza dei giardini, caratterizzata da un’estetica del naturale, della semplicità, dell’imperfezione, della goffaggine, dell’incompletezza, perfino della bruttezza.

ISBN: 978-88-6548-220-9
PAGINE: 96
ANNO: 2018
COLLANA: Habitus
TEMA: Ambiente, Filosofia

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