Giardini di saggezza in Occidente

Il rapporto tra giardino e sapere: il primo volume dedicato al giardino occidentale

Giardini di saggezza in Occidente

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Il giardino è da sempre, e in tutte le culture, luogo privilegiato per la contemplazione, la riflessione, la cura di sé… Luogo di elezione per la teologia, la filosofia e la meditazione.
Giardini concreti e immaginari, orti cintati e paradisi terrestri, che la cultura occidentale ha destinato al riparo dal mondo circostante, alla riflessione, alla metafisica e affidato all’etica del giardiniere. Ecco allora una storia della relazione tra giardino e saggezza in Occidente, dalla Grecia antica alla contemporaneità, dalla tradizione biblica a quella poetica, che ancora oggi si rivela rapporto imprescindibile per la ricerca di una buona vita. L’indagine diventa allora un itinerario singolare tra strutture del giardino e pratiche del pensiero, accompagnati da Epicuro e Platone, Sant’Agostino e Montaigne, Shakespeare e Nietzsche, e dall’insieme della nostra cultura letteraria e filosofica che nel giardino ha le sue radici.


Un assaggio

Sul piano etico, il giardino non ha smesso di contribuire, come già dai tempi di Epicuro, al pensiero dell’agire e del vivere insieme, all’accettazione della vecchiaia, alla ricerca di una pace di sé, al saper godere della luce e della presenza.
Sul piano ontologico, il giardino, “natura fatta parola e parola fatta natura”, continua a ospitare la possibilità di quelle che Paul Ricœur chiama “meditazioni imperfette”, al di là delle separazioni che l’inclinazione sostanzialmente dualistica dell’antropologia occidentale tende a operare con le sue categorie dicotomiche: anima e corpo, spirito e materia, intellegibile e sensibile, soggetto e oggetto, cultura e natura, società e ambiente (l’ideologia globalizzata del materialismo individualista rovescerà alcune delle gerarchie di queste istanze, senza tuttavia mettere in discussione lo schema della scissione).
Piuttosto che «renderci padroni e possessori della natura», oggi si tratta di ricostruire un rapporto di appartenenza e al tempo stesso rispetto, che potrebbe forse trovare espressione, sul modello del cogito cartesiano, in un “pianto dunque sono”, “semino dunque vivo” o “coltivo dunque divengo”.
E, sebbene in Europa i giardini di saggezza non rispondano a un unico principio formale, molti, almeno simbolicamente, hanno riservato uno spazio per la malerba, hanno accolto il fatto che il mondo sfugge al nostro volere e oltrepassa i limiti delle nostre conoscenze. Un’erba è un’erba è un’erba…

ISBN: 978-88-6548-179-0
PAGINE: 96
ANNO: 2017
COLLANA: Habitus
TEMA: Ambiente, Immaginari
Autore

Hervé Brunon

Hervé Brunon, storico del giardino e del paesaggio, è direttore di ricerca al CNRS (Centre André-Chastel). Tra le sue pubblicazioni in lingua francese: Le Jardin contemporain (2011), Le Jardin comme labyrinthe du monde (2008) e Le Jardin, notre double. Sagesse et déraison (a cura di, 1990). Vive e lavora in Francia.

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