Gli invisibili

«Prendete la Storia. Il suo perpetuarsi attraverso orrori e soprusi. Toglietene l’agiografia dei vincitori. Quello che resta è l’altro volto del presente»

Gli invisibili

Gli invisibili
€11,90
€14,00
Lista dei desideri

La riedizione dell’opera letteraria più conosciuta, e forse più apprezzata, di Nanni Balestrini. Protagonista è quella nuova generazione di «proletari» che verso la metà degli anni Settanta inaugura la rivoluzione del quotidiano, il rifiuto del lavoro, l’occupazione delle case e degli spazi sociali, lo sciopero selvaggio e si esprime in forze nel grande movimento del ‘77. Qui Balestrini ricostruisce l’epica di un’insurrezione gioiosa e dirompente sulla quale si abbatterà la profonda violenza del carcere e della criminalizzazione.
E sono proprio le pagine dedicate al carcere che più colpiscono il lettore, lasciandolo completamente attonito di fronte alla narrazione di una delle rivolte carcerarie più cruente della storia italiana. La voce narrante è, come in tutte le opere di Balestrini, un soggetto insieme impersonale e collettivo. Tuttavia così forti e coinvolgenti sono le vicende narrate che il lettore non può non lasciarsi catturare, commuovere e trasportare da un dispositivo narrativo che è ormai parte della storia della letteratura italiana. La ricerca e la sperimentazione letteraria di Balestrini giungono, infatti, con Gli invisibili a piena maturità.
«Prendete la Storia. Il suo perpetuarsi attraverso orrori e soprusi. Toglietene l’agiografia dei vincitori. Quello che resta è l’altro volto del presente. Guardatelo tra le pagine dei romanzi di Nanni Balestrini. Guardate dove non vogliono farsi guardare. [] Ascoltate, mentre leggete, il ritmo delle lasse, dei blocchi di narrazione congegnati per consegnare alla memoria ciò che è scomodo ricordare. Sentitene rutilare il ritmo, le pulsazioni vitali che diventano linguaggio inaudito». Aldo Nove


Un assaggio

sulla sinistra dietro lo sbarramento dei carabinieri ci sono le transenne di legno dietro le transenne c’è lo spazio per il pubblico ma il pubblico non c’è lo spazio per il pubblico è quasi completamente vuoto salvo qualche parente madre padre sorella fratello cugino zio cognata nessun amico nessun compagno perché tutti hanno paura perché visto da fuori il tribunale si presenta con una scenografia da guerra transenne metalliche e fili spinati cordoni di polizia e carabinieri un susseguirsi di sbarramenti e mezzi blindati disposti nei punti strategici mentre altri mezzi blindati girano continuamente intorno al palazzo e poi cani e metal detector all’entrata e perquisizioni interrogatori schedature minacce avvertimenti insinuazioni e tutto il resto
la piccola porta alle nostre spalle si apre un’altra volta e in mezzo a un altro nugolo di carabinieri appaiono in cima alla gradinata le donne anche loro incatenate e con i ceppi tutti ci alziamo avvicinandoci la gabbia si riempie di grida di saluti di sorrisi di profumi diversi si sono messe tutte vestiti coloratissimi gonne lunghe camicie colorate foulard colorati gli anelli alle dita collane catenine spille braccialetti ciondoli ai polsi grandi orecchini bizzarri fermagli tra i capelli nella confusione i carabinieri si agitano urlano ordini i cani ringhiano minacciosi riesplodono le vampate dei flash dei fotografi i giornalisti prendono frenetici appunti sui taccuini i pochi parenti si sbracciano gridano saluti dietro le transenne e rispondono altre grida e saluti
a una a una i carabinieri sfilano la catena e tolgono i ceppi le ragazze corrono verso di noi corriamo verso di loro sulla gradinata ci ingarbugliamo ci intrecciamo ci avviluppiamo in un mosaico di abbracci di strette di baci di voci l’unica cosa che ci interessa adesso è poterci parlare parlare di tante cose parlare di tutto finalmente parlare parlare il più a lungo possibile e poterci toccare sentire tra uomini e donne tutto scompare intorno l’aula i carabinieri i fotografi i cani i giudici tutto quello che c’è al di là delle sbarre ci è estraneo non esiste si intrecciano i regali amuleti piccoli oggetti tutto quello che è stato possibile portare fin lì dentro la gabbia ci scambiamo anche i vestiti le camicie i maglioni i foulard le sciarpe
squilli di un campanello che viene dal banco della corte e il presidente comincia a leggere arcigno il lungo elenco dei capi d’imputazione questo quello imputato di e così e così per avere e qui e là questo quello imputato di e qui e là per avere e così e così e in concorso con legge con un tono di voce uniforme in modo sbrigativo tirato via questo quello imputato di e così e così per avere e qui e là tira via si mangia le parole dalla fretta questo quello banda armata associazione e qui e là non si riesce a seguire niente finisce in fretta e poi vengono i preliminari e gli avvocati senza nessuna convinzione e per pura formalità presentano le solite inutili eccezioni e quindi sospensione della seduta e ritiro della corte per decidere delle eccezioni della difesa e pochi minuti e sono già di ritorno e altri squilli per dire che ovviamente tutte le eccezioni della difesa sono respinte e altri squilli e si dichiara aperto e il presidente dichiara aperto il dibattimento

ISBN: 88-88738-46-0
PAGINE: 288
ANNO: 2005
COLLANA: Opere di Nanni Balestrini
TEMA: Anni Settanta
Autore

Nanni Balestrini

Nanni Balestrini
Nato a Milano nel 1935, vive tra Roma e Parigi. Negli anni Sessanta è stato tra i principali animatori della stagione della «neoavanguardia». È autore di numerose raccolte di poesia e di romanzi di successo. Insieme a Umberto Eco, oggi anima la rivista «alfabeta2», nuova serie della storica rivista culturale «alfabeta». La casa editrice DeriveApprodi sta procedendo all'edizione completa delle sue opere.

STESSO AUTORE

STESSO TEMA