Guerra alla democrazia

«Un saggio partigiano da usare come antidoto a chi invoca populismi tinteggiati di rosso per sovvertire la società del capitale»

Benedetto Vecchi

Guerra alla democrazia

L'offensiva dell'oligarchia neoliberista

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Guerra alla democrazia
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La parola «crisi», utilizzata negli ultimi trent’anni per indicare un meccanismo oggettivo indipendente dall’azione umana, maschera di fatto la realtà di una guerra politica portata avanti da diversi attori, privati e pubblici, nazionali e globali. Da questo punto di vista la politica, in quanto esercizio del potere, non è nient’altro che la forma con la quale viene instancabilmente portata avanti la guerra tra classi da parte dell’oligarchia politico-finanziaria. Questa guerra ha per posta in gioco l’organizzazione della società e per strumento l’economia. Ha l’obiettivo di trasformare, talvolta distruggere, le istituzioni sociali che garantivano una relativa autonomia individuale, familiare, e più in generale collettiva di fronte al mercato del lavoro e alla subordinazione nei confronti del capitale. Gli argomenti di moralità sulla «virtù» dell’austerità nascondono a stento l’obiettivo principale: indebolire fino a far scomparire tutto ciò che ha consentito agli individui, soprattutto a partire dalla metà del XX secolo, di non stare completamente in balìa del capitale e del mercato. Questa guerra ha come effetto più complessivo quello della disattivazione di qualunque capacità di azione collettiva autonoma della società.
Il neoliberismo è così attivamente impegnato a sfasciare la democrazia. Imponendo lentamente, pezzo dopo pezzo, una cornice normativa globale che assolda individui e istituzioni dentro una logica implacabile volta a demolire le capacità di resistenza e di lotta. Una logica che nel tempo non si indebolisce, bensì si rafforza. È questa natura antidemocratica del sistema neoliberale a spiegare la spirale della crisi economica che attraversiamo.


Un assaggio

Alla luce di quanto accaduto dalla crisi del 2008, è importante interrogarsi sul carattere sistemico del dispositivo neoliberale, che rende difficile, per non dire impossibile, qualunque allentamento delle politiche fin qui portate avanti, anche quando è evidente che esse prolungano i fattori di crisi e aggravano la situazione sociale. In realtà, non siamo più alle prese con una cornice aperta nella quale potrebbero trovare posto diverse «opzioni politiche», ad esempio opzioni socialdemocratiche nel senso più tradizionale del termine. Siamo di fronte a un sistema neoliberista mondiale che non tollera più alcuno scarto rispetto alla messa in opera di un programma di trasformazione radicale della società e degli individui. Non si tratta certo di un sistema del partito unico, ma è certo quello di una ragione politica unica. Ed è a questa ragione unica che devono subordinarsi la competizione tra partiti e l’alternanza tra destra e sinistra.
La situazione è piena di rischi, ovunque in Europa. Non c’è più niente di comune tra ciò che vivono, sentono e pensano la gran parte delle persone e ciò che percepiscono e capiscono i dominanti, isolati nella loro «cassa sensoriale» a chiusura stagna, nemmeno quel minimo che rende possibile la condivisione di un’esperienza. Ed è qui il massimo pericolo. Nessuna campagna di comunicazione «pedagogica» è in grado oggi di ridare legittimità alle oligarchie politiche. Di fronte all’assenza di una risposta alternativa credibile, una risposta proveniente dal basso e scaturita dalle lotte, un enorme risentimento va formandosi e ampliandosi, espresso dalla voglia di “far saltare il tavolo”, dalla sottrazione indifferente o dalla xenofobia. Il successo elettorale dei partiti di estrema destra è una conseguenza diretta del consenso neoliberale in alto e del suo rifiuto in basso. L’austerità porta in Europa a una catastrofe politica oggi immaginabile: la vittoria del fascismo è ormai una possibilità con la quale fare i conti. E nessuno potrà dire “noi non sapevamo”.

ISBN: 9788865481813
PAGINE: 144
ANNO: 2016
COLLANA: I libri di DeriveApprodi
TEMA: Beni comuni, Debito e crisi, Economia e lavoro, Europa
Autori

Christian Laval

Christian Laval, sociologo, svolge attività di ricerca presso l’università di Parigi X. Dal 2004, anima insieme a Pierre Dardot il gruppo di ricerca «Question Marx».

Pierre Dardot

Pierre Dardot, filosofo e docente, è autore, spesso insieme al collega Christian Laval, di saggi su Marx, Hegel e il capitalismo globale. Di recente pubblicazione in francese, la prestigiosa monografia Marx, prénom Karl (Gallimard 2012).

RASSEGNA STAMPA

Un continente prigioniero nella soffocante gabbia dell’austerità («il manifesto»)

Sul «manifesto» una recensione di Benedetto Vecchi al libro "Guerra alla democrazia", di Pierre Dardot e Christian Laval - 17 novembre 2016

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Guerra alla democrazia: Dardot e Laval esplorano il neoliberismo (l'Armadillo furioso)

Su L'Armadillo Furioso una interessante recensione di "Guerra alla democrazia" .



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